Uno studente disabile di 17 anni ha riportato ustioni alle mani durante un viaggio sul treno regionale della linea Roma-Viterbo, dopo una fiammata sviluppatasi dal gel igienizzante finito sulle sue mani e sui suoi vestiti. La Squadra Mobile di Viterbo sta ascoltando i testimoni a bordo per stabilire se l'episodio sia stato una bravata degenerata o un atto di bullismo legato alla condizione del ragazzo. L'intervento di un operatore ferroviario e di un agente di polizia fuori servizio ha evitato esiti più gravi.
La dinamica ricostruita dagli inquirenti
Il giovane viaggiava con un gruppo di coetanei quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, del gel igienizzante è finito sulle sue mani e sui vestiti. Pochi istanti dopo un altro ragazzo presente nella stessa carrozza avrebbe acceso un accendino, innescando l'incendio che ha provocato le ustioni. A spegnere le fiamme sono stati un operatore ferroviario e un agente di polizia fuori servizio in viaggio sullo stesso convoglio, che hanno impedito conseguenze ancora più gravi e tutelato gli altri passeggeri. Il treno è stato fermato alla stazione di Vetralla per consentire i soccorsi, mentre il 17enne è stato trasportato all'ospedale Santa Rosa di Viterbo. Qui i medici lo hanno medicato e dimesso con una prognosi di circa venti giorni. La famiglia è stata informata e gli accertamenti sanitari documentano l'entità delle lesioni, elemento che la procura valuterà ai fini della contestazione delle ipotesi di reato.
L'inchiesta valuta l'ipotesi di bullismo aggravato
Gli investigatori stanno ascoltando i testimoni presenti sul treno per chiarire i rapporti tra la vittima e gli altri studenti e per ricostruire il momento esatto del gesto. L'inquadramento giuridico dipenderà dalla volontà accertata e dalla consapevolezza del coinvolgimento di una persona con disabilità. La Legge 71/2017 contro il cyberbullismo prevede misure di prevenzione e tutela in ambito scolastico, mentre il codice penale considera aggravante l'aver agito ai danni di una persona con disabilità. La qualificazione potrà variare dalle lesioni personali a ipotesi più gravi, in funzione degli elementi raccolti durante gli interrogatori e dai riscontri tecnici. La Squadra Mobile sta inoltre verificando se vi siano video o registrazioni utili a documentare l'accaduto, comprese eventuali immagini girate dagli studenti con i telefoni cellulari e le riprese delle telecamere di bordo. Il procedimento sarà coordinato dalla procura di Viterbo, che attende il completamento degli atti istruttori prima di formalizzare le contestazioni nei confronti dei presunti responsabili.
Le indagini proseguono per definire le responsabilità individuali e il contesto in cui è maturato l'episodio. Gli esiti orienteranno sia le scelte della procura sia eventuali iniziative della scuola di appartenenza dei ragazzi coinvolti, anche sul piano della responsabilità educativa e dei protocolli di prevenzione del bullismo previsti per gli istituti scolastici, oltre alle valutazioni sulla sicurezza a bordo del materiale rotabile.