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Sedicenne arrestato per propaganda Isis, quarto minore fermato in 4 mesi

Un 16enne arrestato per propaganda Isis nel Grossetano, quarto caso in 4 mesi. La Relazione Intelligence certifica +285% di operazioni con minori.

Un sedicenne italiano di origine straniera è stato arrestato il 7 agosto 2026 nel Grossetano con l'accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e propaganda dell'Isis. È il quarto minore fermato in Italia per reati di questo tipo in poco più di quattro mesi, dopo tre casi analoghi tra maggio e luglio 2026 fra Firenze, Bologna e la provincia di Pavia.

La perquisizione di Grosseto

L'operazione è stata coordinata dalla Digos di Milano su delega della Procura per i Minorenni. Il ragazzo, residente nel Comasco, era in vacanza con la famiglia sulla costa toscana quando gli agenti hanno eseguito il decreto di perquisizione personale e informatica. Non aveva precedenti e non era mai stato individuato in ambienti radicali.

Dai dispositivi sono emersi file di propaganda dello Stato Islamico in più lingue, video di addestramento ed esecuzioni, oltre a contenuti di matrice neonazista e antisemita. Un video in lingua russa, idioma comprensibile all'indagato, mostrava la fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato con materiali di facile reperibilità. L'indagine è partita da una segnalazione dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna su profili di messaggistica cifrata usati per diffondere contenuti jihadisti, tutti riconducibili al giovane grazie all'uso ricorrente di Vpn e altri strumenti di offuscamento.

Il dato che spiega la tendenza

Il caso non è isolato ed è il quadro numerico a renderlo evidente. La Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza presentata al Parlamento nel marzo 2025 certifica che nel triennio 2023-2025 le operazioni di polizia giudiziaria in materia antiterrorismo che hanno coinvolto minori sono cresciute del 285%, e che oggi quattro operazioni su dieci riguardano ragazzi sotto i diciotto anni.

La fotografia più netta arriva da una singola giornata. Il 31 luglio 2025 la Direzione centrale della Polizia di prevenzione ha eseguito 22 perquisizioni a minori in tutta Italia, di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Le accuse spaziavano dalla propaganda neonazista e antisemita alla partecipazione a canali WhatsApp jihadisti, passando per il porto illegale di armi e la detenzione di componenti per ordigni. Tra il materiale sequestrato figuravano uniformi delle SS, bilancini per polvere da sparo, manuali suprematisti e componenti per molotov.

Il tratto ricorrente segnalato dall'intelligence è che la radicalizzazione avviene quasi esclusivamente in comunità digitali, dove non pesa tanto l'adesione ideologica quanto il fascino esercitato dalla violenza. Piattaforme di messaggistica cifrata, canali Telegram e ambienti di gaming sostituiscono le vecchie reti fisiche di reclutamento e comprimono i tempi di indottrinamento da anni a pochi mesi. Il fenomeno tocca sia la matrice jihadista sia quella suprematista, neonazista e accelerazionista, spesso mescolate nello stesso profilo social.

Il problema arriva a scuola

Per gli insegnanti la questione non è più teorica. Nella primavera 2026 una docente è stata accoltellata in provincia di Bergamo da un tredicenne che aveva pianificato l'aggressione scrivendo un manifesto. Poche settimane prima un diciassettenne era stato fermato perché progettava una strage a scuola in stile school shooting statunitense, con documenti tecnici sul Tatp, il perossido di acetone già usato negli attentati di Bruxelles e Parigi.

La cornice normativa si sta muovendo in fretta. Il disegno di legge sull'imputabilità dei quattordicenni, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026, inverte la presunzione di incapacità di intendere e volere per la fascia 14-18. Sul fronte internazionale il paragone è già disponibile: un quattordicenne a Bangkok ha ucciso cinque membri dello staff scolastico due giorni prima dell'arresto di Grosseto, dopo aver assassinato i nonni con la loro stessa pistola.

I collegi docenti dovranno inserire nei piani di sicurezza del prossimo anno scolastico segnali fino a ieri considerati marginali: isolamento improvviso, cambi di lessico sui social pubblici, uso ricorrente di Vpn per l'accesso a piattaforme di messaggistica, riferimenti a manifesti o simboli di gruppi accelerazionisti.

Pubblicato il: 8 agosto 2026 alle ore 10:50