Alle 11:10 EDT di giovedì 1 ottobre 2026 la navicella Dragon di SpaceX è partita da Cape Canaveral con quattro astronauti a bordo e ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale in 7 ore e 55 minuti, nuovo record per un veicolo americano. Il primato precedente, 14 ore e 43 minuti, era stato stabilito dalla stessa Dragon con la missione Crew-11 ad agosto 2025.
Chi c'è a bordo e quanto resteranno in orbita
A guidare la missione è Jessica Watkins, geologa formatasi a Stanford e UCLA, già membro del team scientifico del rover Curiosity su Marte: è la prima astronauta NASA a volare due volte su una Dragon. Al suo fianco Luke Delaney, pilota ex-Marina al suo primo volo, l'astronauta canadese Joshua Kutryk e il cosmonauta russo Sergey Teteryatnikov. L'equipaggio resterà sulla stazione circa sei mesi per esperimenti scientifici e la rotazione dell'equipaggio permanente, con rientro previsto nel 2027. Per NASA la Crew-13 è la tredicesima rotazione affidata a SpaceX dal debutto della Crew-1 di novembre 2020, più il volo dimostrativo Demo-2 che nel maggio di quell'anno aveva portato due astronauti sulla ISS in piena pandemia, segnando il ritorno degli Stati Uniti al volo umano dopo nove anni di dipendenza dalle Soyuz russe.
Boeing a terra, Europa senza vettore proprio
Il record di velocità arriva mentre il resto del programma commerciale americano è bloccato. Il contratto Boeing per la capsula Starliner è stato ridotto da sei a quattro missioni operative dopo i guasti ai propulsori emersi nel 2024, quando due astronauti dovettero rientrare a bordo di una Dragon al posto della capsula Boeing con cui erano arrivati. Il prossimo volo Starliner, atteso nel 2027, sarà con ogni probabilità di nuovo senza equipaggio: a oggi la navetta Boeing non ha mai completato una rotazione operativa, dopo un decennio di sviluppo e oltre dieci miliardi di dollari complessivi tra fondi NASA e costi interni dell'azienda.
L'Agenzia Spaziale Europea, dal canto suo, non ha un veicolo per il trasporto umano. Tutti gli astronauti europei che vanno sulla ISS salgono su una Dragon: l'ultima è stata la francese Sophie Adenot con la missione Crew-12 di febbraio 2026. A settembre il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che il primo volo con equipaggio di una capsula europea è atteso non prima di dieci anni, e per ora l'unico sviluppo concreto è la capsula cargo Nyx della franco-tedesca The Exploration Company, pensata per attraccare alla ISS entro due anni ma senza persone a bordo. Il gap industriale, già visibile sui lanciatori, emerso con i rinvii di Ariane 6, diventa ancora più netto sul trasporto umano.
Perché 7 ore e 55 minuti contano davvero
Un volo di meno di otto ore anziché un giorno o due riduce l'affaticamento degli astronauti al momento dell'attracco, consente di anticipare gli esperimenti scientifici in corso sulla stazione e salva propellente che la Dragon può conservare per manovre di emergenza o rientri anticipati. Per i voli commerciali futuri, inclusi quelli privati che SpaceX vende ad agenzie e industriali di altri Paesi, un volo diretto significa anche minore impatto sui costi operativi di terra.
Il vantaggio tecnologico accumulato permette oggi alla NASA di programmare le missioni verso la stazione fino al 2030, anno in cui la ISS sarà dismessa, senza dover ricorrere alle Soyuz russe e senza il paracadute industriale di Boeing. SpaceX ha già 17 missioni Commercial Crew assegnate e il valore del contratto ha superato i cinque miliardi di dollari. L'Europa in questo quadro resta il cliente, non il concorrente: una condizione che si inserisce nel ragionamento di Mario Draghi sulla produttività e il debito europei, e che nei prossimi anni peserà sulle scelte industriali del continente molto più di quanto non pesino oggi i singoli rinvii dei lanciatori.