Indice: In breve | La traversata da sogno diventata crisi sanitaria | Hantavirus: cos'è e come si trasmette | Il Virus Andes: l'unico hantavirus che passa tra persone | La risposta internazionale: dall'isolamento alle Canarie | Equivoci da non fare | Domande frequenti
In breve
* La MV Hondius, crociera di lusso con 147 persone a bordo, è rimasta all'ancora al largo di Capo Verde dal 3 maggio 2026 dopo un focolaio di Hantavirus.
* Tre passeggeri sono morti; altri quattro casi (due confermati in laboratorio, due sospetti) sono stati monitorati dall'OMS.
* Il virus sospettato è l'Andes virus, originario del Sudamerica: è l'unico hantavirus con documentata trasmissione tra persone.
* L'OMS ritiene che i primi contagi siano avvenuti in Argentina, a terra, prima o durante le tappe iniziali della crociera.
* La Spagna ha accettato di far attraccare la nave alle Isole Canarie per esami medici e trasferimento dei passeggeri.
La traversata da sogno diventata crisi sanitaria
La MV Hondius, nave da crociera olandese di 82 cabine, è partita da Ushuaia a fine marzo 2026 con circa 147 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio, provenienti da 23 Paesi. L'itinerario prevedeva quaranta giorni di navigazione tra le isole Falkland, l'Antartide e gli avamposti più remoti dell'Atlantico meridionale, con arrivo finale alle Isole Canarie via Capo Verde.
I primi sintomi di grave sindrome respiratoria si sono manifestati tra il 6 e il 28 aprile 2026. Il 2 maggio, il National IHR Focal Point del Regno Unito ha notificato il cluster all'OMS: a bordo erano già morti due passeggeri, una coppia olandese sulla settantina, e un terzo decesso si è registrato nelle ore successive, quello di un passeggero tedesco. Un cittadino britannico di 69 anni è stato evacuato e ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg.
Al 4 maggio 2026 l'OMS ha contato sette casi in totale: due confermati in laboratorio come Hantavirus e cinque sospetti. La nave è rimasta all'ancora al largo di Praia, Capo Verde, con i passeggeri invitati a restare nelle cabine per evitare ulteriori contagi. Non si naviga, non si scende: la Hondius è diventata una bolla di isolamento in mezzo all'oceano.
Hantavirus: cos'è e come si trasmette
Gli hantavirus sono un gruppo di virus a RNA portati dai roditori selvatici e trasmissibili all'uomo. Il contagio avviene principalmente per inalazione di aerosol contaminati da urine, feci o saliva di roditori infetti, oppure per contatto diretto con questi materiali. Nelle Americhe, l'infezione può causare la sindrome cardio-polmonare da Hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore con un tasso di mortalità fino al 50%, secondo l'OMS. In Europa e Asia, la forma più comune è la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), generalmente meno letale.
Il periodo di incubazione varia da una a sei settimane. La malattia esordisce con febbre improvvisa, cefalea e dolori muscolari, poi può progredire rapidamente verso polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto e shock. Non esiste un trattamento specifico approvato: la terapia è di supporto e la precocità del ricovero risulta determinante per la sopravvivenza.
Il Virus Andes: l'unico hantavirus che passa tra persone
Il sospetto sul caso Hondius è che il virus in circolazione sia l'Andes virus, identificato in Sudamerica e in particolare in Argentina e Cile. Ciò che lo distingue dagli altri hantavirus è una caratteristica eccezionale: è l'unico per cui l'OMS ha documentato casi limitati di trasmissione da persona a persona, tra contatti stretti e prolungati.
L'ipotesi dell'OMS è che i primi due passeggeri deceduti si siano infettati a terra in Argentina, durante le tappe iniziali del viaggio, in piena stagione epidemica. Nella stagione 2025-2026 l'Argentina ha registrato 101 casi di Hantavirus con 32 morti, con un tasso di mortalità del 31,7%, superiore a quello degli anni precedenti e al di sopra della soglia di rischio epidemico. La successiva trasmissione uomo-uomo, tipica dell'Andes virus, avrebbe poi coinvolto altri passeggeri e almeno due membri dell'equipaggio a bordo.
La risposta internazionale: dall'isolamento alle Canarie
La gestione della crisi ha seguito i protocolli del Regolamento Sanitario Internazionale (IHR 2005). Ecco la sequenza degli interventi:
* 2 maggio 2026: il National IHR Focal Point del Regno Unito notifica il cluster all'OMS, che avvia una valutazione del rischio e coordina la risposta internazionale con i Paesi coinvolti. * 3 maggio 2026: l'OMS conferma il primo test di laboratorio positivo all'Hantavirus. I passeggeri vengono isolati nelle cabine, le attività di bordo sospese. * 4-5 maggio 2026: Maria Van Kerkhove, direttrice OMS per la preparazione alle epidemie, annuncia che la Spagna accoglierà la nave. Il bollettino OMS sul cluster della MV Hondius classifica il rischio per la popolazione generale come basso. * Nei giorni successivi: la MV Hondius si dirige verso le Isole Canarie. Passeggeri ed equipaggio saranno esaminati, i positivi isolati e curati, gli altri trasferiti nei rispettivi Paesi secondo i protocolli OMS ed ECDC, senza contatti con la popolazione locale.
Equivoci da non fare
L'Hantavirus non si trasmette come un virus influenzale: a differenza dei comuni virus respiratori, l'Hantavirus non si diffonde per via aerea da persona a persona in modo diretto. Il contagio principale avviene attraverso le escrezioni di roditori infetti. Solo l'Andes virus, in condizioni di contatto molto stretto e prolungato, ha mostrato in casi limitati una trasmissione tra esseri umani.
Un focolaio su una nave non implica rischio per le popolazioni costiere: l'OMS ha classificato il rischio per la popolazione generale come basso. L'ambiente chiuso della nave ha favorito la propagazione tra i contatti già esposti al virus, ma non esiste una catena di trasmissione attiva verso le aree portuali.
Non tutti gli hantavirus hanno la stessa pericolosità: la mortalità dipende dal ceppo e dalla tempestività delle cure. Il ceppo Puumala, diffuso in Europa settentrionale, causa forme lievi con meno dell'1% di mortalità. Il ceppo Andes o Hantaan può raggiungere il 50%. La provenienza geografica del virus è quindi rilevante per valutare la gravità del rischio.
Domande frequenti
L'Hantavirus si prende mangiando cibo contaminato da roditori?
Sì, l'OMS indica che il contagio può avvenire anche attraverso il contatto con cibo o superfici contaminate da escrezioni di roditori infetti. Non è tuttavia il percorso più comune: la via principale rimane l'inalazione di aerosol in ambienti dove i roditori hanno vissuto o nidificato.
Esiste un vaccino contro l'Hantavirus?
Non esiste un vaccino approvato a livello globale contro l'Hantavirus. La prevenzione si basa sul controllo dei roditori negli ambienti frequentati dall'uomo e sull'uso di dispositivi di protezione individuale nelle aree ad alto rischio endemico, come alcune zone rurali di Argentina, Cile e Brasile.
Perché il virus si è diffuso su una nave da crociera?
L'ipotesi più accreditata dall'OMS è che i primi casi si siano infettati a terra in Argentina prima di imbarcarsi, durante la stagione epidemica più intensa degli ultimi anni. La successiva trasmissione uomo-uomo, possibile con l'Andes virus, si sarebbe poi verificata a bordo grazie all'ambiente chiuso e alla convivenza prolungata.
Cosa succederà ai passeggeri alle Canarie?
La Spagna ha concordato con l'OMS protocolli specifici per l'accoglienza: i passeggeri saranno esaminati, i positivi isolati e curati, gli altri trasferiti nei rispettivi Paesi senza contatti con la popolazione locale. L'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) è coinvolto nella gestione operativa dell'accoglienza.
Il caso della MV Hondius è il primo focolaio di Hantavirus documentato su una nave da crociera e pone domande concrete sui protocolli sanitari per i viaggi in zone ad alto rischio endemico. Le indagini sul ceppo virale e sulla catena di trasmissione proseguono: i risultati contribuiranno a definire procedure più solide per future spedizioni in aree remote. Per i 147 passeggeri ed equipaggio rimasti a bordo, l'accordo tra OMS e Spagna ha segnato la fine dell'isolamento forzato.