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Fulmine sul Long March 3B: la Cina torna al successo dopo il ko di gennaio

Il razzo cinese Long March 3B/E colpito da un fulmine 30 secondi dopo il decollo di Xichang. Missione Tianlian-2-06 in orbita nonostante lo scarico.

Trenta secondi dopo il decollo dal Xichang Satellite Launch Center, un fulmine ha colpito il razzo cinese Long March 3B/E in ascesa. La fotografia dell'impatto, ripresa dagli osservatori nell'area, ha fatto il giro del mondo. Ma il valore della notizia sta in ciò che è successo dopo lo scarico: il vettore ha completato la missione Tianlian-2-06 e ha rimesso in piedi un programma che a gennaio 2026 aveva perso un satellite intero, restando poi fermo per sei mesi consecutivi.

Cosa è successo a Xichang

Il lancio è avvenuto il 23 luglio 2026 (ora locale) dalla base spaziale di Xichang, nella provincia dello Sichuan. Alle 2:00 ora italiana il vettore ha lasciato il pad; circa mezzo minuto dopo, un fulmine ha colpito la zona dei fairing per poi scaricarsi al suolo, senza compromettere i sistemi di guida del razzo. Il satellite Tianlian-2-06 è stato immesso in un'orbita di trasferimento geostazionaria, come confermato dai media di stato cinesi in mattinata.

Non è la prima volta che un lanciatore attraversa una scarica atmosferica durante l'ascesa. Il Saturn V della missione Apollo 12 documentata da NASA Science fu colpito da due fulmini il 14 novembre 1969: il primo a circa 2000 metri di quota, 36,5 secondi dopo il decollo, il secondo a 4400 metri. Un Soyuz-2 russo subì lo stesso destino nel maggio 2019, durante un lancio Glonass-M dal cosmodromo di Plesetsk. In entrambi i casi le missioni furono completate senza perdita di carico.

Il primo 3B/E dopo il ko di gennaio

L'elemento che le cronache internazionali stanno sottovalutando è la collocazione del lancio nel calendario cinese. Il 16 gennaio 2026, alle 16:55 UTC, un Long March 3B/E era decollato dallo stesso complesso di Xichang per portare in orbita il satellite Shijian-32. Il terzo stadio non aveva raggiunto le prestazioni previste e il carico era finito in un'orbita non utilizzabile. Dopo quel fallimento, il vettore non ha più volato per oltre sei mesi.

Il volo del 23 luglio è quindi il rientro operativo del 3B/E, arrivato con un imprevisto atmosferico che il razzo ha assorbito senza compromettere la missione. Nella famiglia 3B, che comprende 3B, 3B/E e 3B/G5, i fallimenti totali restano due dal 2007: aprile 2020 con il satellite indonesiano Palapa-N1 (mancata accensione di un motore YF-75 del terzo stadio) e gennaio 2026 con Shijian-32. Su 117 lanci complessivi il tasso di successo storico si attesta al 96,5%. Il fulmine di luglio non entra nella colonna delle avarie: entra in quella dei margini di sicurezza dimostrati sul campo in condizioni reali.

La rete Tianlian che serve la Tiangong

Il satellite Tianlian-2-06 è il sesto della seconda generazione della costellazione cinese di data relay. Il sistema mantiene il collegamento continuo tra la stazione spaziale Tiangong, le navicelle Shenzhou con equipaggio e le stazioni di terra, anche quando i veicoli sono fuori dalla portata diretta delle antenne cinesi. Senza data relay in orbita geostazionaria, la Tiangong perderebbe il collegamento operativo per lunghi tratti di ogni orbita bassa. È lo stesso principio con cui la NASA opera da decenni il proprio TDRSS.

La prima generazione Tianlian, cinque satelliti, è stata dispiegata tra il 2008 e il 2021. La seconda generazione è partita nel 2019 e in sette anni ha raggiunto sei unità in orbita, quattro delle quali lanciate negli ultimi due anni. La cadenza racconta un'accelerazione precisa dell'infrastruttura di comunicazione orbitale cinese, in linea con la traiettoria che aveva già portato al primo recupero cinese di un vettore dopo 600 atterraggi di SpaceX.

Il prossimo Long March 3B/E ripartirà con due dati in più da mettere nel proprio profilo di affidabilità: un fulmine assorbito in volo, davanti alle telecamere, e una missione portata a termine dopo sei mesi di fermo tecnico del vettore.

Pubblicato il: 24 luglio 2026 alle ore 12:35