Due realtà distanti hanno incrociato il percorso di Leone XIV all'udienza generale di mercoledì 6 maggio in piazza San Pietro: da un lato undici studenti di un liceo di Kyiv, giunti a Roma per ringraziare il Pontefice dei continui richiami alla pace in Ucraina; dall'altro Nicolò Govoni, presidente e fondatore di "Still I Rise", organizzazione umanitaria attiva dal 2018 per portare istruzione di eccellenza ai bambini più vulnerabili in sette Paesi del mondo segnati da conflitti armati. Il diritto allo studio come strumento di pace e di costruzione del futuro ha attraversato entrambi gli incontri della mattinata.
La cassetta degli studenti ucraini: sette valori per il futuro
Bogdan, Darina e Maria, tre degli undici ragazzi del liceo di Kyiv presenti con tre insegnanti, hanno consegnato al Pontefice una cassetta di legno. Al suo interno, i valori su cui i giovani sognano di costruire il futuro del loro Paese: uguaglianza, libertà, giustizia, pace, dignità, fede, unità. "Sono i valori su cui vogliamo costruire un'esperienza di vita normale, per continuare a studiare, costruire il nostro futuro e quello del nostro Paese nella pace, senza il terrore del domani", ha detto Bogdan. Dopo l'udienza i ragazzi hanno potuto incontrare brevemente il Pontefice. La professoressa di inglese Natalia ha ringraziato Leone XIV per aver "continuato a tenere alta l'attenzione sulla guerra nel nostro martoriato Paese" e ha messo in luce il rischio di "approfittare della resilienza dei più giovani, tarpandone le ali e rendendoli incapaci di vivere a pieno le emozioni, in primis la capacità di amare, anche solo per paura".
Still I Rise: baccalaureato internazionale gratuito per i minori profughi
Govoni, già presente in piazza San Pietro durante il Giubileo del 2025, ha illustrato a Leone XIV il modello di "Still I Rise", nata nel 2018 come prima organizzazione non governativa a offrire il baccalaureato internazionale gratuitamente ai minori profughi. Il programma, avviato sull'isola greca di Samo, opera oggi in Yemen, Siria, Colombia, Sud Sudan, Kenya e Congo, offrendo ai bambini in condizione di fragilità un'educazione dello stesso livello garantito negli istituti privati d'eccellenza. "Rendere la scuola una casa e gli studenti protagonisti grazie alla loro creatività" è la formula dell'organizzazione. Govoni ha portato al Papa il suo libro "Un mondo possibile - Dieci idee per cambiare il futuro e la tua vita ogni giorno" e ha raccontato di Idris, quindicenne kenyano sottratto dalla strada e dalla tossicodipendenza per cui ha ottenuto l'affido: "Nessun bambino è perduto, finché ha un adulto che crede in lui". All'udienza era presente anche il team Inclusion della Fondazione Efesto del Triveneto, con volontari, persone con disabilità e non vedenti assistiti da cani-guida.
Alla stessa udienza, circa 60 allievi del 237° Corso della Scuola Militare "Nunziatella" di Napoli, guidati dal comandante colonnello Alberto Valent, hanno donato al Pontefice una versione bianca del cappello tipico dell'istituto, a due giorni dalla visita del Papa a Pompei e Napoli. Nel pomeriggio era in programma il giuramento delle 28 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia, con la banda del Cantone svizzero Turgovia, ospite dell'intera cerimonia.