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Bill 9 in Quebec, a Concordia 500 studenti al giorno senza musallah

Dal 1° settembre 2026 il Quebec vieta le sale di preghiera in università e cegep. A Concordia le usavano 500 studenti al giorno: cosa cambia.

Dal 1° settembre 2026 le sale di preghiera nei campus universitari del Quebec sono chiuse per legge. La Loi sur le renforcement de la laïcité au Québec estende alla vita studentesca il perimetro della laicità di Stato che fino a ieri toccava solo i dipendenti pubblici.

La legge è entrata in vigore il 1° settembre

Il testo è stato sanzionato il 2 aprile 2026 dopo un voto in Assemblée nationale chiuso con 76 favorevoli e 28 contrari, con l'appoggio incrociato di Coalition Avenir Québec e Parti Québécois. Il provvedimento, promosso dal ministro Jean-François Roberge, vieta ogni pratica religiosa visibile negli spazi pubblici ed educativi. Concretamente significa niente preghiera in aule, mense, uffici, corridoi o cortili di università e cegep.

La preghiera collettiva in strade e parchi ora richiede un permesso municipale preventivo. Il niqab è vietato in scuole e asili. Il perimetro tocca anche i menu religiosi nei servizi pubblici, che non possono più essere l'unica opzione. Restano invece esclusi dal divieto gli spazi di culto in dormitori universitari, ospedali, case di riposo e carceri, tenuti fuori dopo la mediazione parlamentare.

Concordia, i numeri di una chiusura

A Concordia University di Montréal le due sale di preghiera, una maschile al settimo piano dell'Henry F. Hall Building e una femminile poco distante, erano frequentate da oltre 500 studenti al giorno secondo la Muslim Student Association dell'ateneo. La stessa associazione dichiara oltre 5.000 iscritti in un campus di circa 47.000 studenti. La portavoce dell'università, Julie Fortier, ha confermato al The Concordian che nel campus non esistono più spazi dedicati alla preghiera.

Il peso della comunità musulmana negli atenei di Montréal non è marginale. Alla vicina McGill l'11% degli iscritti si dichiara musulmano. Secondo un'indagine del Conseil national des musulmans canadiens diffusa nell'autunno 2025, dopo l'annuncio della legge il 71% delle donne musulmane del Québec ha dichiarato di aver considerato di lasciare la provincia.

L'ateneo ha rinviato gli studenti a una lista di luoghi di culto vicini ai due campus di Sir George Williams e Loyola, gestita dal Multi-Faith & Spirituality Centre. Hassan Farajallah, presidente della Shia Muslim Students' Association, ha raccontato al The Concordian che il musallah era il posto in cui gli studenti trovavano quiete durante le sessioni d'esame, e che la comunità si sente cacciata di casa.

Dal Bill 21 al Bill 9, sette anni di stretta

Nel 2019 la Loi 21 aveva vietato i simboli religiosi visibili a insegnanti, giudici, agenti di polizia e altri dipendenti pubblici in posizione di autorità. Con Bill 9 il perimetro si sposta dal personale pubblico agli utenti dei servizi: studenti universitari, bambini negli asili sovvenzionati, fedeli nelle strade. I cegep Dawson e Vanier, i due più grandi di Montréal, hanno chiuso i propri spazi di preghiera durante l'estate.

L'attuazione ricade su rettori e amministrazioni. La legge non prevede indennità per gli studenti che perdono lo spazio di culto e non impone di individuare aree alternative. Concordia si è limitata a rinforzare i canali di supporto interculturale attraverso l'Equity Office, senza aprire nuove sale.

Cosa succede fuori dal Quebec

L'accesso ai campus è terreno di scontro politico anche altrove. Negli Stati Uniti la Florida chiude le università pubbliche agli studenti undocumented dal 2027-28 e diventa il quarto Stato dopo Texas, Georgia e Arkansas a fare uno strappo di questa portata. A Roma il percorso è di segno opposto: la vita ecclesiastica arriva ai vertici amministrativi degli atenei pontifici con la nomina di don Giovanni Bagnus a segretario generale della Pontificia Università Lateranense voluta da Papa Leone XIV. In Italia intanto è la burocrazia dei concorsi a pesare sull'ingresso nel pubblico: quando un vincitore PNRR rinuncia il primo idoneo sale in graduatoria, ma per il 30% degli elenchi il meccanismo non scatta.

Il prossimo passaggio per Bill 9 è la prima verifica dei ricorsi davanti alla Cour supérieure del Québec. Le associazioni studentesche di Concordia e McGill hanno già annunciato azioni legali per far dichiarare la norma incompatibile con la Carta canadese dei diritti e delle libertà.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 14:50