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Abusi nelle scuole di Parigi: l’Italia ha già l’obbligo del casellario

In Francia 124 sospesi per abusi nelle scuole: in Italia il casellario è obbligatorio dal 2014, ma non per tutti. Scopri la falla normativa.

Il 26 maggio si è aperto a Parigi il secondo processo per abusi sessuali nelle scuole dell'infanzia: imputato un uomo di 35 anni accusato di aggressioni su otto bambini tra i 3 e i 5 anni. I numeri dell'inchiesta parlano da soli: 46 addetti sospesi nel 2025, altri 78 nei soli primi tre mesi del 2026, per un totale di 124 provvedimenti. Sotto la lente degli inquirenti ci sono 84 scuole materne, una ventina di elementari e circa dieci asili nido.

Un’escalation documentata in pochi mesi

L'imputato prestava servizio all'istituto Alphonse-Baudin ed era stato fermato nel giugno 2025 dopo le segnalazioni di numerosi genitori. Rischia fino a dieci anni di reclusione. Non è il primo caso: a inizio maggio la procura aveva già chiesto una condanna per un altro addetto, con sentenza attesa per il 16 giugno. Venerdì 23 maggio sono stati arrestati altri due operatori della scuola Saint Dominique: uno sospettato di abusi su minori under 15, l'altro indagato per atti di esibizionismo davanti ai bambini.

Al centro della vicenda c'è anche una questione strutturale: gli animatori e il personale extrascolastico (mensa, ricreazione, doposcuola) non dipendono dal ministero dell'Istruzione, ma dalle amministrazioni comunali. Il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha assicurato che dal suo insediamento, a marzo, ogni segnalazione porta a sospensione immediata dell'addetto coinvolto.

Il pacchetto del governo: casellari, procuratori e pene più severe

Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha annunciato misure urgenti: controllo sistematico dei casellari giudiziari di tutti gli addetti alle scuole, assunzione di nuovi esperti per le procure, un procuratore specializzato per i reati sui minori in ogni ufficio giudiziario del paese. Sul piano legislativo, punta ad abolire la prescrizione per i reati commessi contro i minori e a portare la pena massima per gli stupri seriali da venti a trent'anni.

Sul fronte del casellario, ciò che Darmanin presenta come misura eccezionale esiste in Italia dal 2014. Il decreto legislativo 39/2014 - Normattiva, in vigore dal 6 aprile di quell'anno, impone ai datori di lavoro di richiedere il certificato del casellario prima di assumere chiunque lavori a contatto diretto e regolare con minori: docenti, collaboratori scolastici, animatori, personale di mensa. La verifica copre i reati più gravi in materia, dall'articolo 600-bis (prostituzione minorile) al 609-undecies del codice penale.

La falla del 2014: chi era già assunto non è mai stato controllato

Il decreto ha un limite esplicito. Come chiarisce il Ministero della Giustizia - certificato casellario richiesto dal datore di lavoro, la verifica "non va presentata per le persone già impiegate alla data di entrata in vigore della normativa" (6 aprile 2014). Chi aveva già un contratto in vigore non ha dovuto mostrare nulla.

Nel 2026, a dodici anni dall'entrata in vigore della norma, collaboratori scolastici con contratti antecedenti al 2014 lavorano ancora nelle scuole italiane senza che il casellario sia mai stato verificato per questi specifici reati. Non è un'anomalia applicativa: è un limite scritto nel testo della legge stessa.

Il modello annunciato in Francia - verifica sistematica e non limitata al momento dell'assunzione - colmerebbe questa lacuna. La domanda che lo scandalo parigino pone anche al sistema scolastico italiano è diretta: quante persone assunte prima del 2014 lavorano ancora a contatto con bambini senza che nessuno abbia mai controllato il loro casellario? Per chi segue le politiche educative nell'area europea, The New Union Post segue le riforme nei sistemi europei di istruzione.

Il decreto del 2014 ha portato l'Italia avanti rispetto a dove si trova la Francia oggi. Ma una norma che esclude chi era già assunto lascia una finestra che non è mai stata chiusa. Lo scandalo parigino non è solo cronaca estera: è un promemoria su cosa succede quando i controlli si fermano all'ingresso e non vengono mai ripetuti.

Pubblicato il: 27 maggio 2026 alle ore 08:02