Una sentenza del Tribunale del lavoro di Crotone del 24 marzo 2026 ha condannato l'Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria per aver assegnato 7 posti vacanti a supplenti GPS anziché a un docente di ruolo con diritto di precedenza. La decisione richiama l'art. 97 della Costituzione e stabilisce un precedente che riguarda le assegnazioni provvisorie in tutta Italia.
Il caso: 7 posti noti all'USP, assegnati ai supplenti
Il docente, titolare per la classe di concorso A023 nella provincia di Reggio Calabria, aveva presentato domanda di assegnazione provvisoria per avvicinarsi alla sede preferita. L'Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria era a conoscenza della disponibilità di 7 posti vacanti in organico di diritto residuati dalle procedure di mobilità già dal 22 agosto 2025.
Invece di includerli nelle procedure di assegnazione provvisoria, l'USP li aveva dichiarati indisponibili, per poi assegnarli il 31 agosto 2025 a docenti provenienti dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Il risultato concreto: il docente ha trascorso circa quattro mesi lontano dalla provincia, assegnato a Isola di Capo Rizzuto, rientrando nella sede di Reggio Calabria solo a gennaio 2026 grazie a un provvedimento cautelare del giudice.
Il precedente: art. 97 Cost. e priorità al personale di ruolo
Il Tribunale ha accolto il ricorso su due piani distinti. Il primo è contrattuale: il CCNI utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2025-2028 - MIM, firmato il 10 luglio 2025 e in vigore per il triennio 2025/26-2027/28, stabilisce che tutti i posti dell'organico dell'autonomia e dell'organico di fatto residuati dalla mobilità devono restare disponibili per le procedure di assegnazione provvisoria. L'USP ha violato questa sequenza operativa in modo, per usare le parole del giudice, manifestamente irragionevole.
Il secondo piano è costituzionale. La sentenza richiama il principio di buon andamento della pubblica amministrazione previsto dall'art. 97 della Costituzione: occorre dare priorità all'utilizzo di personale già in ruolo rispetto al reclutamento di personale supplente. Enunciare questo principio in una sentenza definitiva su un caso concreto, con sette posti identificati e un docente nominato, crea un riferimento giurisprudenziale difficile da ignorare per gli altri uffici scolastici provinciali d'Italia.
Ogni anno decine di migliaia di docenti di ruolo presentano domanda di assegnazione provvisoria per avvicinarsi alla sede preferita. Se la prassi di non rendere disponibili i posti residuati dalla mobilità fosse diffusa oltre il caso di Reggio Calabria, il numero dei docenti lesi nel diritto di precedenza potrebbe essere sensibilmente più ampio di quanto emerga da un singolo ricorso.
Cosa fare se si è stati lesi nell'assegnazione provvisoria
Il CCNI 2025-2028 e la sentenza di Crotone indicano la strada ai docenti in situazioni analoghe: ricorrere al giudice del lavoro competente nel territorio dove si è stati assegnati. Il giudice ordinario, non il TAR, è competente per le assegnazioni provvisorie del personale scolastico contrattualizzato. Il diritto di precedenza del docente di ruolo sulle GPS è esigibile in sede giudiziaria, anche se l'USP ha classificato formalmente quei posti come indisponibili.
Le stesse tutele valgono per il personale ATA e il personale educativo: la precedenza del personale di ruolo sulle GPS vale per tutte le categorie del personale scolastico. Per chi gestisce la vita amministrativa delle istituzioni scolastiche, l'importanza crescente degli assistenti di direzione nel mondo del lavoro aiuta a comprendere come le competenze professionali del comparto ATA assumano oggi un peso crescente anche sul piano dei diritti contrattuali.
La tutela del lavoratore pubblico non si esaurisce nelle assegnazioni annuali. I dati ERSAF sugli infortuni sul lavoro e la valutazione dei rischi ricordano che la sicurezza lavorativa, nelle sue diverse dimensioni, resta un terreno su cui amministrazioni e lavoratori si confrontano in modo ricorrente. Nel caso del personale scolastico, il pregiudizio delle assegnazioni irregolari è concreto: quattro mesi lontano dalla propria residenza non è un dato formale.
Il caso è passato da vertenza locale a precedente di interesse nazionale. Per l'anno scolastico 2026/2027, gli uffici scolastici provinciali che abbiano adottato prassi analoghe si espongono a ricorsi simili. Parallelamente, le competenze digitali stanno ridisegnando il valore professionale anche nel comparto istruzione, ma i diritti contrattuali di base restano il punto di partenza per qualsiasi percorso nella scuola pubblica.