* Il premio e le aziende protagoniste * Dieci ambiti per misurare l'impegno verso i giovani * Assunzioni, stage e il nodo dell'ingresso nel mercato del lavoro * Inclusione e welfare: cosa cercano davvero i giovani * Un segnale per il sistema formativo italiano
Il premio e le aziende protagoniste {#il-premio-e-le-aziende-protagoniste}
Quarantaquattro aziende, un palcoscenico milanese e una domanda di fondo che attraversa il dibattito economico italiano da anni: quanto investono davvero le imprese sui giovani? Radar Academy ha provato a dare una risposta concreta con la seconda edizione del premio "Company for Generation Z", assegnato il 26 marzo a Milano alle realtà che hanno dimostrato, dati alla mano, di aver costruito programmi strutturati per avvicinare la Generazione Z al mondo del lavoro.
Non si tratta di un riconoscimento simbolico. Le 44 imprese premiate sono state selezionate sulla base di piani effettivamente realizzati, verificabili in almeno dieci diversi ambiti operativi. Un criterio che ha voluto distinguere le buone intenzioni dalle azioni misurabili, in un panorama dove troppo spesso le dichiarazioni di principio sul talent management restano lettera morta.
Dieci ambiti per misurare l'impegno verso i giovani {#dieci-ambiti-per-misurare-limpegno-verso-i-giovani}
La struttura del premio è forse l'aspetto più interessante dell'intera iniziativa. Radar Academy ha individuato dieci categorie attraverso cui valutare l'impegno delle aziende candidate:
* Assunzioni di giovani under 30 * Stage e tirocini curriculari ed extracurriculari * Politiche di inclusione e diversità * Programmi di mentoring e formazione interna * Iniziative di employer branding rivolte ai neolaureati * Progetti di welfare aziendale pensati per le nuove generazioni * Collaborazioni con università e business school * Piani di crescita professionale dedicati ai profili junior * Politiche di flessibilità lavorativa (smart working, orari flessibili) * Investimenti in innovazione e sostenibilità con coinvolgimento diretto dei giovani
Dieci parametri, dunque, che restituiscono un'immagine a tutto tondo dell'attenzione aziendale verso una generazione che, stando a quanto emerge dai più recenti rapporti Istat, fatica ancora a trovare un punto d'ingresso stabile nel mercato occupazionale.
Assunzioni, stage e il nodo dell'ingresso nel mercato del lavoro {#assunzioni-stage-e-il-nodo-dellingresso-nel-mercato-del-lavoro}
Il tema delle assunzioni e degli stage per i giovani resta al centro del dibattito. L'Italia sconta un tasso di disoccupazione giovanile che, pur in calo rispetto ai picchi del decennio precedente, si mantiene ben al di sopra della media europea. In questo contesto, iniziative come quella di Radar Academy hanno il merito di accendere i riflettori sulle aziende che scelgono di andare controcorrente, investendo risorse reali nell'inserimento professionale dei neolaureati.
Va detto che il premio non riguarda solo le grandi multinazionali. Tra le 44 realtà riconosciute figurano imprese di dimensioni diverse, a conferma che la capacità di attrarre talenti giovani non è prerogativa esclusiva di chi dispone di budget milionari per l'_HR_. Spesso, come sottolineato dagli organizzatori durante la cerimonia milanese, sono le medie imprese a offrire i percorsi di crescita più rapidi e concreti.
Chi cerca di orientarsi nel panorama della formazione professionalizzante sa bene che le alternative non mancano: accanto ai master e ai percorsi post-laurea tradizionali, anche gli ITS Academy registrano tassi occupazionali da record, segno che il mercato premia sempre di più chi esce dalla formazione con competenze immediatamente spendibili.
Inclusione e welfare: cosa cercano davvero i giovani {#inclusione-e-welfare-cosa-cercano-davvero-i-giovani}
Uno degli aspetti che distingue la Generazione Z dalle precedenti, ormai lo dicono tutte le ricerche sul tema, è l'attenzione alle politiche di inclusione e al benessere organizzativo. Non basta più offrire uno stipendio competitivo. I giovani nati tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila valutano con attenzione la cultura aziendale, la possibilità di lavorare in modo flessibile, l'impegno dell'impresa su temi come la sostenibilità e la parità di genere.
Le aziende premiate a Milano sembrano averlo capito. Molte di esse hanno presentato piani che integrano smart working strutturale, percorsi di reverse mentoring (in cui sono i più giovani a formare i senior sulle competenze digitali) e programmi specifici di supporto psicologico e welfare. Un cambio di paradigma che, se confermato nei numeri, potrebbe contribuire a ridurre quel fenomeno delle grandi dimissioni che ha caratterizzato il mercato del lavoro post-pandemico.
Un segnale per il sistema formativo italiano {#un-segnale-per-il-sistema-formativo-italiano}
Il premio di Radar Academy si inserisce in un momento delicato per il rapporto tra formazione e lavoro in Italia. Da un lato, il sistema universitario continua a produrre laureati le cui competenze non sempre coincidono con le richieste del tessuto produttivo. Dall'altro, cresce la consapevolezza che la transizione dalla formazione all'occupazione richiede ponti più solidi, costruiti da entrambe le parti.
Non è un caso che i percorsi professionalizzanti stiano guadagnando terreno: il successo degli ITS Academy in termini di occupazione tra i diplomati dimostra che quando la formazione è progettata insieme alle imprese, i risultati arrivano.
La questione resta aperta, naturalmente. Quarantaquattro aziende virtuose non fanno primavera, e il rischio che iniziative come questa restino confinate a una nicchia di imprese illuminate esiste. Ma il fatto che un numero crescente di realtà accetti di farsi valutare su parametri concreti, esponendosi al giudizio pubblico, è già di per sé un segnale. Forse il più importante che potesse arrivare da Milano in una giornata di fine marzo.