Michela Boidi, torinese di 35 anni, è la nuova presidente dei giovani commercialisti italiani: guiderà l'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) per il triennio 2026-2029, dopo l'elezione all'Assemblea di Bari. Nel suo discorso ha indicato il ricambio generazionale come 'sfida principale' della categoria, in un anno in cui le nuove iscrizioni all'Albo sono crollate del 27,3%.
Chi è Boidi e il programma Generazione Unione
Commercialista alla quarta generazione, iscritta all'Ungdcec dal 2017 e componente della Giunta uscente, Boidi è stata eletta a Bari al termine del congresso nazionale dell'associazione. Nel programma Generazione Unione la presidente mette al primo posto l'accesso dei giovani agli incarichi giudiziari, agli organi delle società a partecipazione pubblica e alla revisione degli enti locali, anche attraverso quote generazionali. Previsto un tavolo permanente con gli unionisti eletti negli Ordini territoriali per far arrivare le proposte dell'associazione nelle sedi di rappresentanza, insieme a interventi su aggregazioni professionali, valorizzazione delle specializzazioni e tutela della responsabilità del commercialista. Nella nuova Giunta la presenza femminile è vicina alla metà dei componenti, scelta che per Boidi serve a 'rimuovere barriere e aprire nuove porte' anche alle colleghe più giovani.
I numeri della crisi del ricambio generazionale
Il Rapporto 2026 sull'Albo dei dottori commercialisti - Fondazione Nazionale Commercialisti certifica una categoria che invecchia a velocità sostenuta. A fine 2025 gli iscritti sono 119.050, in calo dello 0,8% in un anno. Il dato più pesante è quello delle nuove iscrizioni, scese del 27,3%: 1.494 nel 2025 contro le 1.958 del 2024. Negli ultimi 18 anni i giovani commercialisti con meno di 40 anni si sono ridotti del 32,3%, mentre gli over 60 sono aumentati del 64,3%. L'età media è passata da 47,4 a oltre 52 anni.
Il crollo è asimmetrico tra Nord e Sud. Al Settentrione gli iscritti calano dello 0,2%, al Centro dell'1%, al Mezzogiorno dell'1,3%. Nel Nord i professionisti con meno di 40 anni rappresentano il 19,4% dell'Albo, nel Sud appena il 12,1%. Nel 2025 il reddito medio della categoria ha toccato gli 87.376 euro, in crescita dell'8,3%, ma per chi lavora da meno di 40 anni la cifra rilevata dalla Cassa dei dottori commercialisti si ferma intorno ai 47.000 euro. L'unica inversione di tendenza riguarda i praticanti: nel 2025 sono cresciuti del 4,2% raggiungendo quota 11.507 iscritti ai 132 Ordini territoriali, dopo anni di segno meno.
La delega in Senato: quote generazionali e voto telematico
La discussione politica è aperta. Il 23 settembre 2026 la Camera ha approvato con 145 voti favorevoli e 80 astensioni il disegno di legge delega A.C. 2628 - Camera dei Deputati, che riscrive l'ordinamento del Decreto legislativo 139/2005. Il testo è ora al Senato e prevede, tra l'altro, la valorizzazione dell'equilibrio generazionale e di genere nella governance degli Ordini, il voto telematico a distanza per le elezioni e la possibilità di svolgere interamente il tirocinio durante il percorso universitario.
Dopo l'approvazione definitiva, il Governo avrà 12 mesi per adottare il decreto legislativo. L'ok di Montecitorio è stato accompagnato da un ordine del giorno specifico sul ricambio generazionale, segno che il tema è presente nel confronto parlamentare, come ricostruito nell'analisi dettagliata della riforma dei commercialisti all'esame del Senato pubblicata da Edunews24.
La prima prova per Boidi sarà portare la posizione dell'Ungdcec nelle audizioni di Palazzo Madama. Se le quote generazionali entreranno nei decreti attuativi, i prossimi concorsi per revisori di enti locali e incarichi giudiziari si giocheranno con regole di accesso diverse per chi ha meno di 40 anni. Il parallelo esiste già in altri settori: in agricoltura la Regione Piemonte, da cui proviene la nuova presidente, ha messo 20 milioni per l'insediamento dei giovani imprenditori agricoli come leva per il ricambio generazionale.