Uno su ottantuno. Al Teatro Cartiere Carrara di Firenze 1.939 candidati stanno affrontando le prove del concorso per 24 posti a tempo indeterminato nei servizi educativi del Comune.
Ventiquattro posti, 1.939 candidature: come è composto il concorso
I posti in palio sono divisi su tre profili: 4 funzionari educatori per gli asili nido, 16 funzionari insegnanti per la scuola dell'infanzia e 4 operatori esperti cucinieri per la refezione scolastica. Le domande andavano presentate entro il 2 luglio 2026, le prove scritte si svolgono il 20 e 21 luglio 2026. Il rapporto candidati/posti dell'1,24% è più tipico di un concorso ministeriale che di un ente locale. Il bando pubblicato dal Comune di Firenze definisce requisiti, materie d'esame e criteri di valutazione.
L'assessora al personale Laura Sparavigna ha collegato il concorso al potenziamento del settore dell'infanzia e al consolidamento degli organici comunali. Palazzo Vecchio ha attivato percorsi prioritari per candidati con disabilità, una sala nursery per le mamme con neonati, un presidio sanitario in loco e la possibilità di svolgere la prova online per le gravidanze a rischio certificate.
Copertura al 40% a Firenze, personale precario ovunque
Il paradosso emerge affiancando i numeri del sistema. La Toscana è una delle poche regioni sopra la soglia europea del 33% di posti nido ogni 100 bambini, e Firenze insieme a Prato e Siena supera il 40%. A livello nazionale la copertura è al 31,6% (rilevazione ISTAT sull'anno educativo 2023/2024), sotto la soglia LEP del 33% da garantire entro il 2027. Il divario territoriale resta netto: Sud al 19%, Isole al 19,5%, Centro al 40,4%, Nord-Est al 39,1%, Nord-Ovest al 36,6%. Il 59,5% dei nidi non è riuscito ad accogliere tutte le domande di iscrizione delle famiglie.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina 3,8 miliardi di euro per creare 150.480 nuovi posti nido entro il 30 giugno 2026. Al 26 febbraio 2026 risultavano 3.849 progetti approvati per 186mila posti potenziali. L'analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio sul piano asili nido PNRR mostra che in nessuno dei quattro scenari elaborati l'obiettivo quantitativo verrebbe pienamente raggiunto: la distanza va da circa 500 posti nello scenario più favorevole ai 26.000 in quello meno favorevole. A marzo 2026 la spesa effettiva dei fondi era ferma al 47,75%, con meno di quattro mesi al termine ultimo.
Il collo di bottiglia quindi non è la domanda di lavoro: le 1.939 candidature a Firenze dimostrano che gli educatori disponibili ci sono. È la scarsità di posti stabili nella pubblica amministrazione locale. Molti operatori del comparto lavorano con contratti a termine nelle cooperative appaltatrici, dove le retribuzioni sono inferiori a quelle previste dal CCNL Funzioni Locali.
Cosa cambia per chi entra e per gli altri 1.915
Chi vince viene inquadrato come funzionario educatore o insegnante nell'area Istruttori del comparto Funzioni Locali: tabellare annuo lordo intorno ai 20.344 euro più indennità e tredicesima, per un netto mensile stimato tra 1.300 e 1.450 euro. Il profilo richiede la laurea ma resta nell'area Istruttori invece che tra i Funzionari, un nodo aperto nell'atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL. Cifre non trionfali, in un comparto pubblico dove la distanza tra stipendi netti e attese salariali dei lavoratori della scuola resta un tema aperto. Il valore aggiunto qui è la stabilità: tempo indeterminato, orari e regole di comparto standard.
Per gli altri 1.915 candidati la graduatoria diventa un bacino di riserva, utilizzabile dai Comuni per assunzioni a termine o per coprire il personale delle nuove strutture PNRR. La sfida più grande, dopo l'apertura dei nuovi nidi, sarà stabilizzare gli educatori già in servizio nelle cooperative appaltatrici. Senza personale strutturato, i posti creati con il PNRR rischiano di restare vuoti nonostante il finanziamento.
Le graduatorie dei tre profili usciranno nelle prossime settimane e da lì partirà l'assunzione dei primi 24 vincitori. Gli altri 1.915 iscriveranno il curriculum nei bandi degli altri Comuni toscani, dove i concorsi si susseguono ma i posti fissi restano rari.