Università, 60mila nuovi posti per l’abilitazione dei docenti: tutte le novità del decreto MUR 138/2026
L’anno accademico 2025/2026 si apre con un’importante novità per il mondo dell’istruzione italiana: sono stati autorizzati circa 60.000 posti per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti della scuola secondaria, grazie al nuovo decreto ministeriale n. 138 firmato dalla ministra Anna Maria Bernini.
Indice
* Introduzione: l’importanza del decreto MUR 138/2026 * Quanti sono i posti disponibili: dettagli sul contingente 2025/2026 * Il funzionamento dei nuovi percorsi di abilitazione dei docenti * Ruolo delle università e delle istituzioni AFAM * I requisiti per accedere ai percorsi di abilitazione * Le riserve di posti: il decreto ministeriale 137/2026 * Impatto per la scuola secondaria di primo e secondo grado * Opportunità e sfide per aspiranti docenti * Le reazioni del mondo accademico e sindacale * Considerazioni finali e prospettive future
Introduzione: l’importanza del decreto MUR 138/2026
L’universo della formazione insegnanti è stato segnato in questi giorni da un’importante novità normativa: la firma del decreto ministeriale 138/2026 da parte della ministra Anna Maria Bernini, che autorizza l’attivazione di circa 60.000 posti per i percorsi di formazione e abilitazione degli insegnanti di scuola secondaria. Un passaggio cruciale, che intende fornire risposte immediate e concrete alla necessità di personale docente qualificato, soprattutto nelle aree disciplinari e geografiche più carenti.
L’attenzione nei confronti della qualità dell’offerta educativa in Italia passa anche per la selezione e la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Con questa misura, inserita tra le priorità dell’agenda del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), si cerca di rispondere con efficacia sia alla domanda degli aspiranti docenti, sia alle esigenze del sistema scolastico nazionale.
Quanti sono i posti disponibili: dettagli sul contingente 2025/2026
Il decreto MUR abilitazione insegnanti n. 138/2026, firmato il 27 gennaio 2026, autorizza circa 60.000 posti complessivi per i percorsi di formazione, che saranno distribuiti sull’intero territorio nazionale in base alle esigenze. Questi posti rappresentano la quota più alta mai registrata negli ultimi anni per i percorsi di abilitazione all’insegnamento, segno della volontà del governo di investire fortemente sulla scuola e sulla qualità della didattica.
I posti abilitazione insegnanti università serviranno a garantire sia un adeguato ricambio generazionale, sia una preparazione specifica aggiornata sulle nuove esigenze formative degli studenti italiani, sempre più bisognosi di insegnanti competenti, appassionati e ben formati secondo i più attuali standard pedagogici e disciplinari.
Le cifre sono suddivise tra la scuola secondaria di primo grado (scuole medie) e la scuola secondaria di secondo grado (scuole superiori), garantendo così copertura capillare e attenzione verso tutte le classi di concorso. In base a quanto comunicato dal Ministero, i bandi delle università e delle istituzioni AFAM dovranno riflettere questa suddivisione.
Il funzionamento dei nuovi percorsi di abilitazione dei docenti
I percorsi formazione docenti scuola secondaria si articolano, come da normativa vigente, tra una parte teorica e una parte pratica, con l’obiettivo di fornire ai futuri docenti non solo solide basi disciplinari, ma anche competenze pedagogiche, psicologiche, didattiche e digitali. L’offerta formativa sarà erogata dagli atenei e dalle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), secondo le linee guida definite dal MUR con il nuovo decreto ministeriale.
Questi percorsi rappresentano una riforma strategica, perché sottolineano la centralità della formazione iniziale e continua nel nuovo modello di scuola, in linea con le raccomandazioni europee e con le migliori pratiche internazionali. Lo scopo è preparare insegnanti capaci di affrontare con strumenti sempre aggiornati la complessità delle classi e le sfide della società contemporanea.
Gli elementi caratterizzanti dei corsi
* Una quota di tirocinio diretto nelle scuole * Moduli su inclusione, didattica digitale, educazione civica e valutazione * Attività laboratoriali per sviluppare competenze trasversali * Valutazione finale per il conseguimento dell’abilitazione
L’intero impianto è progettato per garantire non solo l’acquisizione di conoscenze teoriche, ma anche la padronanza di metodologie innovative e degli strumenti necessari ad affrontare la didattica inclusiva e personalizzata.
Ruolo delle università e delle istituzioni AFAM
I corsi abilitazione università AFAM saranno attivati non solo presso gli atenei tradizionali, ma anche presso le istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Questo consente anche a tutte le discipline, incluse quelle artistiche e musicali, di avere percorsi specifici di abilitazione, in modo da non penalizzare nessun settore della scuola secondaria.
La sinergia tra università e AFAM potenzia l’offerta formativa nazionale: saranno così garantiti corsi innovativi, multidisciplinari e interconnessi coi bisogni reali delle scuole. Inoltre, grazie allo stanziamento di risorse e al coordinamento del MUR, la distribuzione dei posti terrà conto sia delle necessità demografiche dei diversi territori, sia delle carenze strutturali segnalate dai dirigenti scolastici.
Uno degli obiettivi è anche prevenire fenomeni di precariato storico e favorire percorsi di carriera stabili per i giovani laureati che vogliono investire nella professione docente.
I requisiti per accedere ai percorsi di abilitazione
La domanda centrale per migliaia di aspiranti insegnanti è: quali sono i requisiti abilitazione docenti MUR per l’accesso a questi nuovi percorsi? In base al quadro normativo aggiornata, i requisiti principali includono:
1. Conseguimento della laurea magistrale o titolo equipollente (in base alla classe di concorso) 2. Possesso dei CFU in discipline specifiche richiesti per la classe di concorso 3. Superamento di eventuali prove preselettive, in caso di domande superiori ai posti disponibili
Per le materie artistiche, musicali e coreutiche valgono i titoli accademici AFAM equiparati.
Per alcuni candidati già in possesso di esperienze di insegnamento a scuola o con servizio prestato, sono previste modalità di riconoscimento di crediti formativi, con eventuale riduzione del carico didattico.
È importante sottolineare che tutte le informazioni dettagliate su posti disponibili abilitazione insegnanti 2025/2026 saranno fornite con i bandi ufficiali che ogni ateneo e istituzione AFAM pubblicherà nei prossimi mesi con il calendario delle prove e la documentazione necessaria.
Le riserve di posti: il decreto ministeriale 137/2026
Parallelamente al DM 138/2026, la ministra Anna Maria Bernini ha firmato anche il decreto ministeriale n. 137/2026, che disciplina le riserve di posti nei percorsi di abilitazione. Questo provvedimento definisce le quote riservate a determinate categorie di candidati, tra cui:
* Docenti già in servizio con contratti annuali * Candidati con disabilità * Categorie protette ai sensi della normativa vigente
Le quote riservate sono pensate per garantire equità di accesso e inclusione, nonché per valorizzare chi, pur non essendo ancora abilitato, vanta già esperienza concreta nelle aule scolastiche. Il sistema delle riserve sarà vigilato dalle commissioni interne alle università e agli enti AFAM, in collaborazione con il Ministero.
Impatto per la scuola secondaria di primo e secondo grado
L’obiettivo alla base del decreto MUR abilitazione insegnanti è colmare le gravi carenze di organico che affliggono da anni le scuole medie e superiori, soprattutto in alcune materie tecnico-scientifiche, linguistiche, artistiche e musicali. Ma la portata della riforma riguarda tutto il corpo docente, offrendo una risposta strutturale ai fabbisogni della scuola secondaria.
Con i nuovi percorsi formazione docenti scuola secondaria, si punta a:
* Favorire l’ingresso di giovani laureati nel sistema pubblico * Abbattere le lunghe liste di attesa per l’abilitazione * Dare stabilità al personale precario * Migliorare la continuità didattica per gli studenti
Le scuole potranno così contare su insegnanti meglio formati, aggiornati sulle innovazioni metodologiche e pedagogiche e capaci di rispondere ai bisogni educativi differenziati delle nuove generazioni.
Opportunità e sfide per aspiranti docenti
Per gli oltre 60.000 aspiranti insegnanti che potranno finalmente iscriversi ai nuovi percorsi di abilitazione, il decreto rappresenta un’importante occasione di crescita e affermazione professionale. Tuttavia, restano sfide da affrontare:
* L’organizzazione logistica delle prove preselettive * La qualità dei tirocini offerti nelle scuole * La gestione delle tempistiche affinché gli abilitati possano accedere ai futuri concorsi in tempi rapidi
Una parte degli aspiranti docenti lamenta ancora l’incertezza sulle modalità di riconoscimento dei servizi già svolti e sulla possibilità di coniugare l’attività lavorativa con la frequenza ai corsi: su questi nodi, il MUR ha annunciato ulteriori chiarimenti attraverso FAQ e specifiche circolari.
A livello europeo, inoltre, la formazione degli insegnanti resta una priorità, e l’Italia è chiamata a rispettare i tempi e le modalità previsti dal PNRR per l’aggiornamento del reclutamento e della formazione del personale scolastico.
Le reazioni del mondo accademico e sindacale
Il decreto MUR abilitazione insegnanti ha destato entusiasmo ma anche dibattito nell’ambiente universitario e tra i sindacati. Le associazioni degli studenti e dei docenti universitari evidenziano la necessità di investire risorse adeguate e di garantire trasparenza nei criteri di accesso e selezione per i posti disponibili.
I sindacati della scuola accolgono positivamente l’ampliamento del contingente, ma invitano il governo a monitorare attentamente:
* L’effettiva qualità dei corsi abilitanti * La congruità delle prove di valutazione finale * Le condizioni di tirocinio negli istituti scolastici
Viene richiesto inoltre di rendere strutturale, anche per i prossimi anni, questo incremento nei posti abilitazione insegnanti università in modo da mettere fine al fenomeno del precariato di massa e garantire stabilità professionale a chi vuole intraprendere la carriera dell’insegnamento.
Considerazioni finali e prospettive future
La firma del DM 138/2026 e la contestuale attivazione di circa 60.000 posti segnano un passo fondamentale verso una scuola italiana più meritocratica, attrattiva e inclusiva. Gli effetti di questa misura saranno visibili già nel prossimo anno accademico 2025/2026, con bandi a cascata nei principali atenei italiani e negli enti AFAM. Mai come ora, il mondo universitario e scolastico sono chiamati a lavorare insieme per offrire alle nuove generazioni di insegnanti un percorso serio, qualificante, continuamente aggiornato sulle sfide della didattica moderna.
Gli atenei e le istituzioni AFAM saranno presto chiamati a pubblicare i bandi per le iscrizioni, che conterranno tutte le informazioni su modalità di ammissione, tempistiche delle prove, articolazione dei percorsi e criteri di valutazione. Gli aspiranti docenti sono dunque invitati a monitorare siti istituzionali e canali ufficiali per non perdere le scadenze e prepararsi al meglio.
Il futuro della scuola italiana passa anche dalla formazione di insegnanti capaci, appassionati e ben selezionati: una sfida che coinvolge tutta la comunità educativa e che il Ministero, tramite il decreto Bernini e la piena attuazione dei posti disponibili per l’abilitazione, vuole affrontare con decisione e visione di lungo termine.
Per il mondo della scuola e per migliaia di laureati, il 2026 rappresenta quindi l’anno della svolta: l’inizio di una nuova stagione di opportunità, innovazione e qualità nella formazione dei docenti.