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Percorsi abilitanti 2025/2026, arriva il decreto integrativo: nuovi posti in tre atenei

Il DM n. 494 del 21 aprile 2026 integra l'offerta formativa per l'abilitazione all'insegnamento, autorizzando ulteriori posti presso le Università di Salerno, Europea di Roma e Niccolò Cusano

* Il decreto ministeriale 494: cosa cambia * Gli atenei coinvolti e i nuovi posti abilitanti * Il quadro normativo: dal DM 138 al decreto integrativo * Cosa significa per i futuri docenti

Il decreto ministeriale 494: cosa cambia {#il-decreto-ministeriale-494-cosa-cambia}

Nuovi posti per i percorsi abilitanti 2025/2026. È stato pubblicato il Decreto Ministeriale n. 494 del 21 aprile 2026, un provvedimento integrativo che amplia l'offerta di formazione iniziale dei docenti rispetto a quanto già stabilito nei mesi scorsi. Stando a quanto emerge dal testo del decreto, il Ministero ha autorizzato ulteriori posti presso tre atenei italiani, rispondendo evidentemente a una domanda che la prima tranche di autorizzazioni non era riuscita a coprire del tutto.

Il provvedimento si inserisce nel solco tracciato dalla riforma della formazione iniziale e dell'abilitazione all'insegnamento, quel sistema di percorsi universitari che rappresenta ormai il canale obbligato per chi aspira alla cattedra nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Un meccanismo complesso, oggetto negli ultimi anni di continui aggiustamenti normativi, che con questo decreto integrativo registra un'ulteriore estensione della platea dei posti disponibili.

Gli atenei coinvolti e i nuovi posti abilitanti {#gli-atenei-coinvolti-e-i-nuovi-posti-abilitanti}

Le università chiamate in causa dal DM 494 sono tre, con profili molto diversi tra loro:

* Università degli Studi di Salerno, ateneo statale campano con una consolidata tradizione nei percorsi formativi per l'insegnamento * Università Europea di Roma, ateneo non statale legalmente riconosciuto * Università Niccolò Cusano - Telematica, che opera nella modalità a distanza e che già in passato ha ottenuto l'autorizzazione a erogare percorsi abilitanti

La presenza di un'università telematica tra i soggetti autorizzati non è un dettaglio secondario. Il tema della partecipazione degli atenei online ai percorsi formativi docenti è stato al centro di un dibattito acceso, con posizioni contrapposte tra chi ritiene indispensabile garantire la massima accessibilità territoriale e chi solleva perplessità sulla qualità della formazione erogata interamente in remoto. Il decreto, di fatto, conferma la linea ministeriale di inclusione delle telematiche nel sistema abilitante, pur nel rispetto dei vincoli qualitativi fissati dalla normativa.

Il quadro normativo: dal DM 138 al decreto integrativo {#il-quadro-normativo-dal-dm-138-al-decreto-integrativo}

Per comprendere la portata del provvedimento occorre fare un passo indietro. Il DM n. 138 del 27 gennaio 2026 aveva definito il contingente di posti autorizzati per i percorsi di formazione iniziale dei docenti relativi all'anno accademico 2025/2026, distribuendoli tra gli atenei che avevano presentato la propria candidatura e ottenuto l'accreditamento. Quel decreto rappresentava la cornice principale entro cui si sarebbe svolta l'intera programmazione.

Il DM 494 nasce come integrazione a quel provvedimento. Non lo modifica nella struttura, ma ne estende il perimetro, aggiungendo posti in atenei che, per ragioni diverse, non erano stati inclusi nella prima tornata o che avevano ottenuto un numero di posti ritenuto insufficiente.

Va ricordato che l'intero impianto poggia sul DPCM 60 CFU, il sistema che ha ridisegnato l'abilitazione all'insegnamento prevedendo percorsi universitari da 60, 30 o 36 crediti formativi a seconda della situazione di partenza del candidato. Un'architettura che ha richiesto tempo per entrare a regime e che ancora oggi genera interrogativi tra gli aspiranti docenti su requisiti, scadenze e modalità di accesso.

Cosa significa per i futuri docenti {#cosa-significa-per-i-futuri-docenti}

Per chi attende di intraprendere un percorso di abilitazione all'insegnamento, il decreto integrativo è una notizia positiva. Più posti significa, in concreto, maggiori possibilità di accesso, soprattutto per quei candidati che nelle scorse settimane avevano visto sfumare la propria chance a causa del numero chiuso imposto dai contingenti iniziali.

Resta da capire, come spesso accade in questi casi, con quali tempistiche gli atenei interessati riusciranno ad attivare concretamente i nuovi posti abilitanti. L'esperienza degli anni precedenti insegna che tra la pubblicazione del decreto e l'apertura effettiva delle iscrizioni possono intercorrere settimane, se non mesi. Un ritardo che si scarica inevitabilmente sui calendari didattici e, a cascata, sui tempi di conseguimento dell'abilitazione.

La questione resta aperta anche su un altro fronte: quello della distribuzione territoriale. Con due atenei romani e uno campano tra i destinatari del decreto, le regioni del Centro-Nord continuano a essere meno rappresentate nel panorama dell'offerta abilitante. Un aspetto che il Ministero potrebbe dover affrontare con ulteriori provvedimenti nei prossimi mesi, qualora emergessero squilibri significativi nella distribuzione della domanda.

Per il momento, il DM 494 segna un altro tassello nella costruzione del nuovo sistema di formazione iniziale dei docenti, un cantiere ancora in evoluzione che procede a colpi di decreti integrativi e aggiustamenti progressivi. Chi è interessato ai percorsi abilitanti farà bene a monitorare con attenzione i bandi dei singoli atenei, unica fonte certa su posti effettivamente disponibili, classi di concorso attivate e scadenze per la presentazione delle domande.

Pubblicato il: 22 aprile 2026 alle ore 08:00