* Il fabbisogno: perché servono 30mila posti * La distribuzione dei posti per ordine di scuola * Requisiti di accesso al Tfa XI ciclo * Le tappe: decreto attuativo e bandi degli Atenei * Il nodo del sostegno non specializzato
Il fabbisogno: perché servono 30mila posti {#il-fabbisogno-perche-servono-30mila-posti}
Sono 30.241 i posti autorizzati dal Ministero dell'Università e della Ricerca per il Tfa sostegno XI ciclo, il percorso di specializzazione sul sostegno didattico che prenderà forma nel corso del 2026. Un numero imponente, che tuttavia non sorprende chi conosce i numeri della scuola italiana: stando alle stime più recenti, circa il 40% delle cattedre di sostegno nelle scuole del Paese è ancora coperto da docenti privi del titolo di specializzazione.
Una situazione che si trascina da anni e che penalizza, in ultima analisi, gli studenti con disabilità e le loro famiglie. L'undicesimo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo rappresenta dunque un tassello decisivo nella strategia di copertura del fabbisogno, anche se da solo non basterà a colmare un divario così profondo.
La distribuzione dei posti per ordine di scuola {#la-distribuzione-dei-posti-per-ordine-di-scuola}
Uno degli aspetti più significativi di questo ciclo riguarda la concentrazione dei posti nella scuola primaria, che assorbe la quota più consistente delle autorizzazioni. Il dato riflette una domanda crescente di docenti specializzati nei primi gradi di istruzione, dove l'inclusione scolastica si gioca spesso nelle fasi più delicate dello sviluppo del bambino.
I posti sono stati ripartiti tra i quattro ordini di scuola:
* Scuola dell'infanzia * Scuola primaria (la fetta maggiore) * Scuola secondaria di primo grado * Scuola secondaria di secondo grado
La distribuzione definitiva per singolo Ateneo sarà dettagliata nel decreto attuativo del MUR, atteso nelle prossime settimane.
Requisiti di accesso al Tfa XI ciclo {#requisiti-di-accesso-al-tfa-xi-ciclo}
Il Ministero ha definito requisiti specifici per diverse categorie di candidati, in linea con il quadro normativo consolidato nei cicli precedenti. Vediamo nel dettaglio.
Scuola dell'infanzia e primaria
Per accedere ai percorsi relativi alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria è necessario possedere uno dei seguenti titoli:
* Laurea in Scienze della formazione primaria (o titolo equivalente) * Diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, comprensivo del diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico o del diploma sperimentale a indirizzo linguistico
Scuola secondaria di primo e secondo grado
Per la secondaria, i requisiti richiesti sono alternativamente:
* Abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure * Laurea magistrale (o a ciclo unico, oppure diploma di II livello AFAM) coerente con le classi di concorso vigenti, unitamente a 24 CFU/CFA nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, conseguiti entro il 31 ottobre 2022, oppure 30 CFU/CFA del percorso universitario di formazione iniziale di cui al DPCM 4 agosto 2023
Sono previste inoltre specifiche disposizioni per i candidati con servizio prestato su posto di sostegno, nonché per gli ITP (insegnanti tecnico-pratici), per i quali le regole di accesso mantengono alcune particolarità legate al possesso del diploma tecnico-pratico.
Per chi volesse approfondire i percorsi di formazione iniziale previsti dalla normativa vigente, può risultare utile consultare le informazioni sui 30 CFU e 60 CFU per l'abilitazione all'insegnamento, che rappresentano un altro pilastro del nuovo sistema di reclutamento docenti.
Le tappe: decreto attuativo e bandi degli Atenei {#le-tappe-decreto-attuativo-e-bandi-degli-atenei}
Il cronoprogramma, almeno sulla carta, è tracciato. Il decreto attuativo del MUR che definirà nel dettaglio la ripartizione dei posti tra gli Atenei e le modalità operative è atteso tra maggio e giugno 2026. Subito dopo, indicativamente tra giugno e luglio, le università dovranno pubblicare i propri bandi di ammissione.
Le prove di accesso, come nei cicli precedenti, si articoleranno verosimilmente in:
* Test preselettivo (qualora il numero dei candidati superi una determinata soglia) * Prova scritta * Prova orale
I candidati farebbero bene a monitorare con attenzione i siti istituzionali degli Atenei di riferimento già a partire dalle prossime settimane, considerando che i tempi tra la pubblicazione dei bandi e la scadenza per le domande sono spesso piuttosto compressi.
Chi si sta orientando tra le diverse opzioni di specializzazione può trovare indicazioni utili anche nella guida ai bandi Tfa sostegno 2026: università, posti e scadenze, che verrà aggiornata man mano che gli Atenei pubblicheranno i propri avvisi.
Il nodo del sostegno non specializzato {#il-nodo-del-sostegno-non-specializzato}
Il dato più eloquente resta quello di partenza: quattro cattedre di sostegno su dieci sono affidate a insegnanti che non hanno completato il percorso di specializzazione. Si tratta di supplenti nominati dalle graduatorie incrociate, spesso docenti con competenze disciplinari ma privi della formazione specifica sull'inclusione.
Le conseguenze sono note a chiunque frequenti il mondo della scuola. Discontinuità didattica, difficoltà nella costruzione di PEI realmente efficaci, famiglie costrette a fare i conti con un turnover continuo di figure di riferimento. Il problema, va detto, non è solo di numeri: riguarda anche la qualità della preparazione e la capacità del sistema universitario di formare professionisti all'altezza di una sfida educativa complessa.
I 30.241 posti del Tfa XI ciclo sono un segnale nella giusta direzione. Ma la questione resta aperta: serviranno probabilmente altri cicli e, soprattutto, politiche di stabilizzazione del personale più incisive per avvicinarsi a una copertura completa con docenti specializzati.
Nel frattempo, per migliaia di aspiranti insegnanti di sostegno il conto alla rovescia è già iniziato. I prossimi mesi saranno decisivi per prepararsi alle prove e presentare domanda nei tempi previsti.