{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Erasmus+ 2028-2034: 40 miliardi, l'Italia seconda in Europa per Neet

Il Comitato delle Regioni approva: 40 miliardi per Erasmus+ 2028-2034. L'Italia e seconda in UE per Neet al 15,2%, con il Sud al 23%.

Il Comitato europeo delle Regioni ha approvato all'unanimità, il 7 maggio 2026, il parere sul futuro programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034. La dotazione finanziaria prevista dalla proposta della Commissione europea è di 40,82 miliardi di euro, un aumento di oltre il 50% rispetto ai 26,2 miliardi stanziati per la programmazione 2021-2027.

I numeri del nuovo Erasmus+

La proposta presentata dalla Commissione europea il 16 luglio 2025 prevede una riorganizzazione strutturale del programma: il nuovo Erasmus+ assorbirà anche il Corpo Europeo di Solidarietà, che attualmente opera come strumento separato. Il risultato è un unico punto di accesso ai finanziamenti europei per giovani e organizzazioni giovanili, con risorse sensibilmente superiori rispetto al ciclo in corso.

Il documento adottato a Bruxelles chiede garanzie di accesso universale agli studenti dell'Unione europea, la creazione di un settore specifico dedicato allo sport e il coinvolgimento strutturale delle autorità locali e regionali nella pianificazione e nella gestione del programma. Vengono richiesti partenariati territoriali rafforzati e strumenti di accompagnamento tecnico per facilitare la partecipazione delle comunità più vulnerabili e delle aree interne e periferiche. Proposta Commissione UE su Erasmus+ 2028-2034 - Agenzia Italiana per la Gioventù

Il paradosso italiano: prima per partecipanti, seconda per Neet

Tra gli obiettivi espliciti del nuovo Erasmus+ figura il contrasto al fenomeno dei Neet: i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad alcun percorso formativo. Su questo fronte l'Italia presenta uno dei profili più critici in Europa.

Nel 2024, il tasso di Neet in Italia si attesta al 15,2% nella fascia 15-29 anni, oltre 4 punti sopra la media europea dell'11%. Peggio dell'Italia fa solo la Romania. L'obiettivo UE è scendere sotto il 9% entro il 2030: per raggiungerlo, l'Italia deve ancora colmare oltre 6 punti percentuali. Dati ISTAT su Neet e istruzione 2024

Il divario interno è ancora più netto. Nel Mezzogiorno il tasso Neet raggiunge il 23,3%, più del doppio rispetto al Centro-nord, dove si ferma al 10,7%. Il fenomeno colpisce in misura maggiore le giovani donne (16,6%) rispetto agli uomini (13,8%). Un giovane su quattro nel Sud non studia e non lavora.

Il paradosso è che l'Italia è anche il primo paese in Europa per numero di partecipanti alle attività di mobilità Erasmus+ in uscita: nel 2021 erano quasi 74.000. Il programma funziona per chi riesce ad accedervi, ma i giovani Neet, per definizione, sono i più distanti da queste opportunità.

La sfida del "last mile": raggiungere chi è più lontano

Il nodo che il Comitato delle Regioni mette al centro del suo parere è come far arrivare Erasmus+ nelle aree periferiche, nelle scuole con meno risorse, alle famiglie con meno strumenti per orientarsi tra le opportunità europee. Non è solo una questione di budget: fondi distribuiti attraverso le stesse reti esistenti raggiungeranno gli stessi destinatari. La vera sfida del nuovo ciclo è la capacità di penetrare dove il precedente non è arrivato.

La sfida pratica per le scuole italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno, riguarda la capacità di costruire candidature competitive, gestire la rendicontazione e sostenere i costi di mobilità che restano una barriera concreta per molti studenti. Il nuovo ciclo prevede semplificazioni procedurali, ma i dettagli attuativi dipenderanno dal regolamento definitivo, ancora in fase di negoziazione tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio UE.

Il confronto con la situazione britannica chiarisce la posta in gioco: il governo del Regno Unito ha escluso la partecipazione a un programma strutturato di mobilità giovanile con l'UE, lasciando i giovani britannici fuori da questa rete continentale. Per i paesi che ne fanno parte, il nuovo Erasmus+ è uno strumento con potenziale reale: la vera domanda è se riuscirà a raggiungere anche chi oggi è fuori dal sistema.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 08:26