* Il mismatch che frena il Paese * Prima tappa a Roma: cosa prevede il tour * Il boom del 4+2: iscritti raddoppiati in un anno * Solo il 46% lavora in coerenza con gli studi * Trenta città, un obiettivo: orientare davvero
Il mismatch che frena il Paese {#il-mismatch-che-frena-il-paese}
Sono 199mila i profili professionali che le imprese italiane non riescono a trovare. Un numero che, anno dopo anno, si consolida come una delle anomalie strutturali del nostro mercato del lavoro: da un lato aziende che cercano competenze specifiche, dall'altro giovani che escono dal sistema formativo senza una bussola chiara su dove orientarsi. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro non è più soltanto un tema da convegni. È un'emergenza concreta, che si traduce in posti vacanti, rallentamenti produttivi e, soprattutto, in migliaia di ragazzi che faticano a trovare un impiego coerente con il proprio percorso di studi.
È in questo scenario che si inserisce l'Educational Tour 2026, il progetto itinerante di orientamento scolastico promosso dalla Fondazione Italia Education, che martedì 10 marzo prende il via da Roma con una missione ambiziosa: portare direttamente nelle scuole gli strumenti per scegliere meglio.
Prima tappa a Roma: cosa prevede il tour {#prima-tappa-a-roma-cosa-prevede-il-tour}
L'Istituto Galileo Galilei di Roma ospiterà la prima tappa del percorso. Non si tratta della classica giornata informativa con depliant e brochure universitarie. Il format, stando a quanto emerge dal programma, prevede laboratori pratici, workshop tematici e colloqui individuali pensati per accompagnare gli studenti — e le loro famiglie — verso scelte più consapevoli.
L'idea è semplice nella sua formulazione, meno nella realizzazione: far incontrare il mondo della formazione con quello delle professioni reali, quelle che il tessuto produttivo italiano effettivamente richiede. Un approccio che si affianca alle iniziative istituzionali già in corso, come i Finanziamento per Progetti di Orientamento nelle Scuole Secondarie di Primo Grado promossi dal Ministero, a conferma di un'attenzione crescente verso il tema dell'orientamento fin dalle fasi più precoci del percorso scolastico.
Ogni tappa del tour è costruita per rispondere a domande concrete: quali settori offrono più opportunità? Quali competenze servono davvero? Come si legge un mercato del lavoro in trasformazione? Domande che, troppo spesso, restano senza risposta tra i banchi di scuola.
Il boom del 4+2: iscritti raddoppiati in un anno {#il-boom-del-42-iscritti-raddoppiati-in-un-anno}
Uno dei dati più significativi che fa da sfondo a questa edizione del tour riguarda il percorso 4+2, la filiera che prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni di formazione tecnica superiore negli ITS Academy. Quest'anno gli iscritti hanno raggiunto quota 10.532, il doppio rispetto al 2025.
Un raddoppio che non è casuale. La sperimentazione del 4+2 — voluta dal legislatore per creare un canale formativo più rapido e direttamente collegato alle esigenze delle imprese — sembra finalmente intercettare l'interesse delle famiglie e degli studenti. Per anni la formazione tecnica e professionale è stata percepita come una scelta di serie B rispetto al liceo. Ora qualcosa sta cambiando, e i numeri lo dimostrano.
Del resto, il ripensamento dei percorsi formativi si muove su più fronti. Le Nuove Indicazioni 2025 sulle competenze digitali nelle scuole italiane hanno già tracciato una direzione chiara: la scuola deve preparare a un mondo del lavoro che evolve rapidamente, e deve farlo con strumenti aggiornati. Il successo del 4+2 si inserisce esattamente in questa logica.
Solo il 46% lavora in coerenza con gli studi {#solo-il-46-lavora-in-coerenza-con-gli-studi}
C'è poi un dato che, più di ogni altro, racconta la portata del problema. In Italia, appena il 46,1% dei lavoratori svolge un'attività coerente con il proprio percorso di studi. Meno della metà. Significa che la maggioranza dei diplomati e dei laureati finisce per fare qualcosa di diverso — talvolta molto diverso — da ciò per cui si è formata.
Le cause sono molteplici e intrecciate tra loro: un sistema di orientamento ancora frammentario, la scarsa conoscenza delle dinamiche occupazionali, la tendenza a scegliere il percorso di studi in base a criteri familiari o di prossimità piuttosto che sulla base di un'analisi delle proprie inclinazioni e delle opportunità reali. Il risultato è un circolo vizioso in cui le imprese non trovano chi cercano e i giovani non trovano lavoro — o ne trovano uno che non ha nulla a che fare con quanto studiato.
Questo squilibrio pesa anche sulla motivazione e sul benessere delle nuove generazioni, già alle prese con pressioni e fragilità che il mondo scolastico fatica a gestire. Non è un caso che, accanto al tema dell'orientamento professionale, emergano con forza altre urgenze educative, come l'allerta sull'alcol tra i giovani nelle scuole italiane, segnale di un disagio più ampio che la scuola è chiamata ad affrontare.
Trenta città, un obiettivo: orientare davvero {#trenta-città-un-obiettivo-orientare-davvero}
Dopo Roma, l'Educational Tour 2026 toccherà altre 29 città in tutta Italia entro la fine dell'anno. Un calendario fitto, che punta a raggiungere il maggior numero possibile di studenti direttamente nei loro istituti, senza aspettare che siano loro a cercare le informazioni.
La sfida della Fondazione Italia Education è quella di rendere l'orientamento un processo strutturato e non episodico. Non un evento una tantum, ma un percorso che accompagni i ragazzi nel momento più delicato: quello della scelta. Perché dietro quei 199mila profili introvabili ci sono, molto spesso, ragazzi che avrebbero potuto intraprendere un cammino diverso, se solo qualcuno gliel'avesse mostrato in tempo.
La questione resta aperta, e il tour da solo non basterà a risolverla. Ma in un Paese dove il disallineamento tra formazione e lavoro continua a pesare come un macigno sulla competitività e sulle prospettive dei giovani, ogni iniziativa che porti l'orientamento fuori dai documenti ministeriali e dentro le aule scolastiche merita attenzione. E, possibilmente, continuità.