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Zaia sui femminicidi: "Si deve partire dalla scuola"

Il presidente veneto lega la lotta ai femminicidi all’educazione scolastica: nel 2025 sono state uccise 97 donne su 286 omicidi totali.

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia lega la lotta ai femminicidi a un intervento strutturale nella scuola. Nell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera il 2 luglio 2026, l’ex governatore veneto sostiene che il Codice penale da solo non basta e che il cambiamento culturale sugli uomini deve iniziare dai banchi. Il riferimento diretto è alle parole di Roberto Vannacci, che aveva definito il femminicidio ‘un omicidio come gli altri’, e ai suoi seguaci.

La scuola come primo argine

Zaia parla di intervento ‘a 360 gradi’, ma indica la scuola come punto di partenza obbligato. Chiede di ‘inserire in maniera strutturale’ l’educazione al rispetto e alla gestione delle emozioni maschili, riconoscendo che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è già ‘seriamente impegnato su tanti fronti’. La proposta è l’aggiunta di un modulo permanente nei percorsi scolastici, non di iniziative episodiche, accompagnato da campagne di comunicazione e sensibilizzazione ripetute negli anni. Il presidente veneto avverte che il metodo richiede ‘tempo e fatica’, ma sostiene che non ci sia altra strada praticabile.

A sostegno della proposta cita un precedente della propria esperienza amministrativa. Da presidente della Provincia di Treviso, spiega, ha visto i morti per incidenti stradali scendere da 210 a 20 all’anno grazie a un lavoro pluriennale negli istituti, con mini-strade allestite nei cortili e visite degli studenti nelle terapie intensive. ‘L’educazione è un’opera sociale, non dobbiamo mai stancarci di portarla avanti’, afferma Zaia, indicando lo stesso approccio come applicabile alla prevenzione della violenza contro le donne.

I numeri e il quadro normativo

L’intervista si apre con un doppio richiamo temporale. Il reato di femminicidio è stato approvato in via definitiva dalla Camera il 25 novembre 2025 ed è entrato in vigore il 17 dicembre dello stesso anno. Zaia ricorda anche la Dichiarazione dell’ONU contro la violenza sulle donne del 1993, ormai risalente a 33 anni fa. Sul piano dei dati, cita 286 omicidi complessivi nell’ultimo anno in Italia, di cui 97 hanno riguardato vittime donne e 85 sono avvenuti in contesto familiare o affettivo.

A questi numeri il presidente veneto aggiunge un ‘sommerso’ globale che descrive come ‘bollettino di guerra’: circa 325 mila donne che vivono in condizione di segregazione e 146 mila vittime di violenza sessuale a livello mondiale. Fra le donne che si presentano al pronto soccorso, riferisce, soltanto un terzo denuncia. Cita inoltre il caso di Giulia Cecchettin, uccisa nel novembre 2023, e un secondo femminicidio avvenuto pochi giorni dopo in provincia di Treviso, con la vittima in stato di gravidanza.

Zaia definisce ‘scivolone’ le uscite di Vannacci e sostiene che la specificità del femminicidio non ammetta distinzioni strumentali. La strada che indica combina campagne ripetute, revisione dell’educazione maschile fin dall’infanzia e continuità istituzionale. È il metodo, aggiunge, che ha già mostrato risultati misurabili nel campo della sicurezza stradale trevigiana e che andrebbe replicato sull’ambito culturale con la stessa costanza.

Pubblicato il: 3 luglio 2026 alle ore 19:04