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Nasce Rhine Group, il think tank di Draghi e Patrick Collison per rilanciare l'UE: chi sono gli italiani chiamati dall'ex presidente del consiglio e della BCE

Draghi lancia il Rhine Group con Collison. Nel board italiani come Pignataro, Ferrari, Reichlin, Decarolis, Giavazzi e Colao.

Il Rhine Group, nuovo think tank promosso da Mario Draghi e da Patrick Collison, fondatore e ad di Stripe, è nato come associazione svizzera con sede a Ginevra. L'obiettivo dichiarato dai promotori è tradurre le raccomandazioni del rapporto Draghi sulla competitività europea in un'agenda concreta di riforme, attraverso ricerche indipendenti e incontri periodici fra economisti, imprese e responsabili politici. Al progetto partecipa una nutrita rappresentanza italiana, composta da imprenditori, accademici e figure istituzionali già vicine all'ex presidente della Bce.

Il perimetro del progetto

La direzione operativa è affidata all'economista spagnolo Luis Garicano, ex eurodeputato. Il legal notice qualifica l'associazione come indipendente e apartitica, con sede presso la fiduciaria L&S Trust Services di Ginevra. Il manifesto sostiene che «il declino non è inevitabile, ma è la direzione verso cui ci stiamo muovendo se non agiamo con urgenza» e chiede al continente di tornare a competere, costruire e crescere. Il programma di lavoro prevede ricerche commissionate a esperti e riunioni almeno annuali fra economisti, imprese e politica, in continuità con il rapporto che Draghi ha consegnato alla Commissione europea nel settembre 2024 su richiesta della presidente Ursula von der Leyen.

Gli italiani al tavolo

Nel Rhine Group siedono Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, gruppo che fornisce software e servizi al settore finanziario italiano e internazionale, e Luca Ferrari, ad di Bending Spoons, società milanese quotata a Wall Street nel 2026 con una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari dopo le acquisizioni di Evernote, WeTransfer, Vimeo e Aol. Tra le economiste compaiono Lucrezia Reichlin, docente alla London Business School ed ex direttrice della ricerca della Bce dal 2005 al 2008, oggi nei consigli di Morgan Stanley e Ageas e figlia dello storico dirigente del Pci Alfredo Reichlin, e Beatrice Weder di Mauro, presidente del Centre for Economic Policy Research e oggi nel consiglio di sorveglianza di Robert Bosch. Con loro Francesco Decarolis, professore alla Bocconi esperto di antitrust e piattaforme digitali, tra i contributori del rapporto Draghi del 2024, Francesco Giavazzi, consigliere economico di Palazzo Chigi impegnato anche sul Pnrr, e Vittorio Colao, ex ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale nel governo Draghi in carica tra il 2021 e il 2022.

L'agenda del gruppo si misura fin dall'inizio con un dato: secondo un audit indipendente citato dal Financial Times, alla fine del 2025 la Commissione europea aveva pienamente attuato 60 raccomandazioni sulle 383 previste dal Rapporto Draghi sulla competitività - Commissione europea. La stessa Commissione, in un bilancio ufficiale, sosteneva invece di aver completato oltre la metà delle iniziative previste dalla Bussola per la competitività ispirata al rapporto. Da qui parte il lavoro dei nuovi ricercatori chiamati al tavolo di Ginevra, con pubblicazioni e riunioni annuali destinate a dare seguito alle raccomandazioni del rapporto Draghi rimaste sulla carta a fine 2025.

Pubblicato il: 26 agosto 2026 alle ore 09:39