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Mestre, supplente taglia una ciocca di capelli a due alunne per spiegare come fare un riassunto

In una scuola media di Mestre un'insegnante supplente ha tagliato i capelli a due studentesse durante la lezione. L'istituto ha avviato verifiche interne.

Due studentesse di terza media si sono viste tagliare una ciocca di capelli dalla propria insegnante, in piena ora di lezione, davanti ai compagni di classe. È successo alla scuola media Bellini di Mestre, in provincia di Venezia, e la notizia ha rapidamente fatto il giro delle famiglie dell'istituto, scatenando indignazione e richieste di chiarimento. Un episodio insolito, difficile da inquadrare nelle normali dinamiche scolastiche, che ha spinto la dirigenza ad avviare immediatamente un'indagine interna.

La protagonista del gesto è una docente supplente, in servizio da circa venti giorni e con incarico previsto fino alla fine dell'anno scolastico. Non un'insegnante di ruolo con anni di esperienza nell'istituto, dunque, ma una figura relativamente nuova nel contesto della classe.

La ricostruzione dell'episodio

Secondo le prime ricostruzioni, l'episodio si è verificato durante una lezione in cui la docente aveva assegnato un riassunto come esercizio. Le due alunne avrebbero chiesto chiarimenti sulla lunghezza del compito da svolgere, una domanda del tutto ordinaria in ambito scolastico. La risposta dell'insegnante, però, è stata tutt'altro che ordinaria.

Anziché fornire indicazioni verbali o scritte, la supplente avrebbe impugnato un paio di forbici e tagliato una ciocca di capelli a ciascuna delle due studentesse. Il gesto, compiuto in aula e alla presenza degli altri alunni, avrebbe avuto, nelle intenzioni della docente, una funzione dimostrativa: mostrare concretamente il concetto di "tagliare", di accorciare, applicato al testo del riassunto.

Le due ragazze, comprensibilmente turbate, hanno riferito l'accaduto ai genitori una volta tornate a casa.

La reazione dei genitori e della scuola

Le famiglie non hanno tardato a farsi sentire. Le proteste dei genitori sono arrivate alla dirigenza scolastica, che ha preso in carico la questione con urgenza. L'istituto Bellini ha avviato verifiche interne per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, raccogliendo testimonianze dagli studenti presenti in classe e dalla stessa insegnante.

L'obiettivo dichiarato è duplice: accertare nel dettaglio cosa sia accaduto e valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti della docente. Non è ancora chiaro se la vicenda possa avere anche risvolti legali, qualora le famiglie decidessero di procedere con una denuncia formale.

Va ricordato che il contatto fisico non richiesto con un alunno, specialmente se comporta un'alterazione dell'aspetto fisico come il taglio dei capelli, può configurare profili di responsabilità che vanno ben oltre la semplice sanzione disciplinare interna.

Le parole dell'insegnante

Di fronte alle contestazioni, la supplente avrebbe ammesso quanto accaduto. La sua spiegazione, però, ha lasciato perplessi: secondo quanto emerso, la docente ha dichiarato di aver compiuto il gesto per "farsi comprendere meglio" dalle alunne, come se il taglio fisico dei capelli potesse rappresentare un ausilio didattico per spiegare il concetto di sintesi applicato a un testo.

Una giustificazione che appare fragile. Nessun manuale di pedagogia contempla interventi di questo tipo, e la sproporzione tra l'obiettivo dichiarato e il mezzo utilizzato risulta evidente. Anche ammettendo la buona fede, il gesto denota una grave mancanza di consapevolezza dei confini che un insegnante non dovrebbe mai oltrepassare.

Un gesto che solleva interrogativi

L'episodio di Mestre, per quanto isolato, pone domande che vanno oltre il singolo caso. Riguarda il rapporto di fiducia tra scuola e famiglie, la formazione dei docenti supplenti, i meccanismi di controllo all'interno degli istituti. Una ciocca di capelli tagliata è un fatto materialmente piccolo, ma simbolicamente pesante: tocca la sfera personale e corporea di minori affidati alla custodia della scuola.

Ora spetta alla dirigenza dell'istituto Bellini stabilire le responsabilità e adottare le misure adeguate. Le famiglie attendono risposte concrete. E le due studentesse, che volevano semplicemente sapere quanto dovesse essere lungo un riassunto, meritano quantomeno delle scuse.

Pubblicato il: 18 aprile 2026 alle ore 10:13