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La scomparsa di Susanna Nobili, addio all'architetta del restauro sottrattivo

Architetta e restauratrice, firma di progetti diplomatici e del Tempio di Iside a Roma. Funerali martedì 18 agosto alle 10 in via Gaspare Spontini.

Susanna Nobili è morta a Roma il 16 agosto 2026, dopo una breve malattia. Aveva 75 anni. Architetta, restauratrice e docente, ha firmato per oltre quarant'anni progetti diplomatici, culturali e di conservazione tra Roma, Washington e Città del Guatemala. I funerali si terranno martedì 18 agosto alle 10 nella Chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino, in via Gaspare Spontini 17 a Roma.

Dalla laurea nello studio Nervi all'insegnamento allo IED

Laureata in architettura a Roma nel 1976, Nobili si specializza a Parigi e a Vienna. Inizia l'attività nello studio Nervi, punto di riferimento della cultura architettonica italiana del secondo Novecento. Tra il 1983 e il 1992 siede nel consiglio della Triennale di Milano, nel decennio in cui l'istituzione consolida il proprio ruolo internazionale nel design. Dal 2008 insegna al Master in Interior Design dello IED di Roma, portando in aula la doppia formazione tra architettura pubblica e restauro. Figlia di Franco Nobili, presidente dell'IRI dal 1989 al 1993 e già presidente dell'Istituto Luigi Sturzo, cresce accanto a una figura centrale della storia industriale italiana, ma sceglie una strada tecnica e progettuale, distante dalle grandi partecipate.

Dalle cancellerie diplomatiche al Tempio di Iside

Con Piero Sartogo firma la Cancelleria italiana a Washington, che nel 2000 riceve l'Award of Excellence for Extraordinary Achievement in Architecture e nel 2003 il Marble Architectural Awards. Sempre al suo lavoro si devono la Cancelleria italiana a Città del Guatemala, l'allestimento della Galleria Centrale del Padiglione Italia all'Expo di Siviglia 1992 e la sede centrale della Banca di Roma a New York. Nella capitale ha curato il restauro di Palazzo Poli, del complesso San Michele a Ripa e di Palazzo Baldassini, tre interventi che l'hanno consolidata come voce riconosciuta della conservazione romana e le hanno dato familiarità con edifici stratificati nei secoli. Il progetto più citato dagli addetti ai lavori resta però quello per il Tempio di Iside, nell'area di piazza del Collegio Romano, un tessuto urbano stratificato che imponeva un dialogo serrato con l'archeologia. Secondo il critico Luigi Prestinenza Puglisi, l'intervento «si caratterizza più per il levare che per l'aggiungere, nella consapevolezza che per far leggere l'antico occorra fargli spazio anche sul piano concettuale».

La stessa idea di sottrazione ha guidato anche gli allestimenti museali dell'architetta, dove lenti d'ingrandimento, leggii inclinati e specchi in posizione strategica accompagnavano il visitatore alla lettura dei reperti più piccoli e alla ricostruzione del loro uso originario, per esempio quando accanto a una collana uno specchio ne mostrava l'aspetto una volta indossata. Le sue opere restano segnate da una forte sensibilità ambientale e da un interesse costante per la luce naturale, che a Roma si è tradotto in un modo di restaurare più attento al vuoto che alla decorazione. Lascia quattro sorelle, Flavia, Cecilia, Costanza e Giulia, insieme ai cognati e ai numerosi nipoti.

Pubblicato il: 18 agosto 2026 alle ore 12:33