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Il ministero celebra Fallaci ma nella scuola resta solo la Maturità 2023

Il Ministero della Cultura annuncia mostra e dibattiti per il 2026. Nelle aule Fallaci è entrata una volta sola: Maturità 2023, tipologia B3.

Il 15 settembre 2026 sono trascorsi vent'anni dalla morte di Oriana Fallaci e il Ministero della Cultura ha annunciato per l'occasione una mostra nazionale con foto, scritti, video e le sue interviste storiche. Nelle aule italiane, però, la giornalista fiorentina è entrata ufficialmente una volta sola in vent'anni: la prima prova di Maturità 2023, tipologia B3, con un brano tratto da Intervista con la storia.

L'omaggio istituzionale del 2026

Fallaci morì a Firenze il 15 settembre 2006, dopo una lunga malattia. Nata nella stessa città il 29 giugno 1929, aveva iniziato a scrivere da giovanissima al Mattino dell'Italia centrale, poi a Epoca e all'Europeo, dove firmò i reportage da Hollywood, dalla corsa allo spazio e dal Vietnam. È autrice di Un uomo (1979), Intervista con la storia (1974), Lettera a un bambino mai nato (1976) e del pamphlet La rabbia e l'orgoglio (2001), scritto dopo gli attentati alle Torri Gemelle.

Il 15 settembre 2025 la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha annunciato che nel 2026 il MiC ricorderà Fallaci con incontri, dibattiti e una grande mostra di foto, video e testi. A Firenze il Consiglio regionale della Toscana e il Gabinetto Vieusseux hanno già inaugurato le celebrazioni con una cerimonia al cimitero degli Allori, dove la scrittrice è sepolta, e stanno preparando un convegno a palazzo del Pegaso con visite guidate al fondo personale. La cornice ricorda quella costruita per i 800 anni del Cantico delle creature riportati nell'aula scolastica: una ricorrenza che vale un'occasione didattica.

La sola traccia scolastica in vent'anni

L'unico ingresso ufficiale di Fallaci nella scuola italiana risale al 22 giugno 2023, quando la commissione della prima prova scelse la tipologia B3 di ambito artistico-letterario con un passo di Intervista con la storia. La domanda iniziale del brano, ossia se la storia sia fatta da tutti o da pochi, chiedeva agli studenti di quinta superiore un'analisi e una riflessione a partire da un riferimento a Pascal. Prima di quella data e dopo, la giornalista non compare tra gli autori proposti al centro di una traccia dell'esame di Stato.

La medaglia ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, prevista dalla legge 16 novembre 1950 n. 1093, le fu conferita nel dicembre 2001 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi su proposta della ministra dell'Istruzione Letizia Moratti. È il riconoscimento più alto che la Repubblica assegna per meriti nel campo dell'educazione e della cultura, conferito con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'Istruzione. Fallaci commentò allora che la medaglia premiava la sua fatica di scrittrice e di giornalista e il suo impegno a difesa della cultura italiana.

Il paradosso è netto: il Quirinale e il Ministero della Cultura, che nel 2026 le dedica mostra e dibattiti, la ricordano con atti solenni, ma nell'ordinarietà della didattica la sua produzione (una dozzina di libri e centinaia di reportage) resta un riferimento facoltativo. Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, in vigore dall'anno scolastico 2026/2027, riguardano infanzia e medie e non toccano il canone del triennio dei licei, dove Fallaci potrebbe trovare posto come autrice del secondo Novecento accanto a Pasolini, Levi e Ginzburg.

Cosa possono fare docenti e classi

Per chi vuole portare Fallaci in classe oggi il materiale è ampio e accessibile. Intervista con la storia, Un uomo, Se il sole muore e Niente e così sia restano in catalogo e in dotazione a moltissime biblioteche scolastiche. Il fondo personale è custodito al Gabinetto Vieusseux di Firenze, che nel 2026 apre visite guidate e mette a disposizione lettere, provini e materiali originali. La casa natale in via del Piaggione ospita passaggi biografici utili per costruire percorsi CLIL o unità di educazione civica sul giornalismo e sulla libertà di stampa.

Un capitolo particolarmente adatto all'analisi in classe è il reportage dal Vietnam confluito in Niente e così sia: mostra il metodo di lavoro sul campo, l'uso delle fonti dirette e la ricostruzione di un evento controverso a partire dalla testimonianza. È materiale che parla al programma di italiano del triennio e a quello di storia contemporanea, senza bisogno di forzature interdisciplinari.

L'anniversario apre una finestra concreta: nel calendario 2026/2027 i docenti hanno margine per programmare almeno una lettura di Fallaci, sfruttando la mostra del MiC e i materiali del Vieusseux come pretesto operativo. Dopodiché si torna al canone facoltativo, in attesa che le prossime Indicazioni per i licei decidano se accoglierla stabilmente.

Pubblicato il: 16 settembre 2026 alle ore 13:34