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AI e centralità dell'uomo: il divario che la scuola già registra

Il monito del Presidente al Papa cita l'enciclica Magnifica Humanitas. I dati DESI e PISA mostrano che il divario digitale è già scritto.

Sergio Mattarella ha inviato al Papa un messaggio per il settantunesimo compleanno di Leone XIV. Il Colle cita l'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV e mette in fila i rischi delle nuove tecnologie: possibilità inusitate, ma anche la centralità dell'essere umano messa a repentaglio e disparità sociali ed economiche che si allargano.

Il messaggio del Colle nel giorno del compleanno

Il testo diffuso il 14 settembre 2026 descrive un frangente storico complesso e inquieto. Il Presidente parla di minaccia e uso della forza tornati a prevalere, di spregio delle regole, di conseguenze del cambiamento climatico. Il passaggio sulle nuove tecnologie è preciso: dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano di allargare disparità sociali ed economiche già in essere.

Il Quirinale richiama esplicitamente l'enciclica sull'intelligenza artificiale firmata da Leone XIV il 15 maggio 2026, con il passaggio sull'accettazione del limite e della fragilità umani senza considerarli un errore da correggere. È lo stesso terreno su cui il Pontefice era tornato ad agosto davanti all'Istituto Internazionale di Scienze Amministrative, chiedendo prudenza sull'IA e verifiche rigorose sulla sua adozione. Il Colle usa lo strumento del richiamo pubblico anche su altri fronti, come nel caso Roggero e la difesa dell'articolo 87.

Il divario digitale in Italia è già misurato

Il monito sulla disparità che le tecnologie allargano non è uno scenario futuro. In base ai dati DESI 2024 della Commissione europea, in Italia solo il 45,8% della popolazione tra 16 e 74 anni possiede almeno un livello base di competenze digitali, contro una media UE del 55,6 per cento: dieci punti sotto, al ventitreesimo posto in Europa. Nella fascia 16-24 anni si sale al 59 per cento, ma resta minoritaria la quota di chi arriva alle competenze definite avanzate.

La fotografia scolastica arriva da OCSE PISA 2022. Sul problem solving computazionale gli studenti italiani ottengono 490 punti, dieci sotto la media OCSE. Il dato nazionale nasconde però un'Italia in due: la quota di quindicenni che non raggiunge il livello base in scienze è del 14,4% nel Nord-Ovest e del 32,3% al Sud, in lettura passa dal 16,2% al 34,2%, in matematica dal 21,9% al 44 per cento. Sono queste le disparità che si allargano quando entrano in scena assistenti generativi, piattaforme adattive e algoritmi di orientamento. Chi parte più indietro nelle competenze base ha meno strumenti per capire cosa fanno gli strumenti che usa, per interpretare i suggerimenti dei modelli linguistici, per riconoscere gli errori del sistema.

Cosa cambia per scuola e università

Il richiamo del Colle intercetta il calendario politico. Con la ripresa dei lavori della settima commissione Cultura al Senato sono tornati in agenda i dossier su IA in aula, valutazione e diritto allo studio. La legge italiana sull'intelligenza artificiale è stata approvata a settembre 2026 e demanda a decreti attuativi la definizione delle regole d'uso nel sistema educativo. Il Piano scuola 4.0 e i finanziamenti PNRR per gli ambienti innovativi hanno spostato risorse su hardware e software, ma il rapporto DESI segnala che il collo di bottiglia italiano è sulla formazione: senza competenze digitali diffuse, i dispositivi restano sottoutilizzati o usati male.

Per le università il tema è ancora più direttamente collegato all'enciclica: l'obbligo di verifiche rigorose che il Pontefice ha chiesto tocca la valutazione degli studenti, la ricerca finanziata da attori privati e i modelli di corso costruiti con generatori automatici. Chi definisce oggi le linee guida ha davanti la scelta se spingere sull'adozione o pretendere prima un livello minimo di competenze in chi userà gli strumenti.

Il messaggio al Papa non introduce un allarme nuovo: traduce in forma istituzionale un problema che i dati europei e OCSE misurano da anni e che oggi tocca le scelte concrete su programmi, dotazioni e obblighi di trasparenza. La centralità dell'essere umano si difende prima nei banchi di scuola che nei convegni sull'IA.

Pubblicato il: 15 settembre 2026 alle ore 17:55