Sei anni consecutivi in vetta al mondo. Non è un record sportivo, ma il risultato accademico della Sapienza di Roma, che anche nell'edizione 2026 del QS World University Rankings by Subject si conferma prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica. Un primato che resiste mentre attorno tutto cambia: Oxford, per intendersi, quest'anno è scivolata al quarto posto, superata da due istituzioni cinesi, l'università Fudan di Shanghai e quella di Pechino.
La Sapienza conferma il primato mondiale
Il dato più significativo non è tanto la prima posizione in sé, quanto la sua continuità. La Sapienza mantiene saldamente la vetta dal 2021, un'impresa notevole in un panorama accademico globale dove le università asiatiche stanno ridisegnando le gerarchie consolidate. L'ateneo romano non brilla solo nelle Lettere classiche: si posiziona al settimo posto mondiale sia in Storia dell'arte sia in Archeologia, confermando una solidità nell'area umanistica che pochi atenei al mondo possono vantare.
«È la testimonianza tangibile dell'impegno scientifico costante, della passione e della dedizione della comunità accademica che custodisce un'eredità culturale millenaria e la proietta nel futuro», ha commentato la rettrice Antonella Polimeni. A completare il quadro, il 38esimo posto in Fisica e altri cinque corsi nella top 50 mondiale.
Il sistema Italia regge la sfida globale
L'ultima edizione del _QS Rankings by Subject_, stilata dalla società di consulenza Quacquarelli Symonds, ha passato in rassegna più di 20.000 programmi accademici di quasi 2.000 università in oltre 100 Paesi. In questo contesto, il sistema universitario italiano conquista otto piazzamenti nella top 10 mondiale e altri otto nella top 20, un risultato che colloca l'Italia tra le protagoniste del ranking disciplinare.
Il confronto europeo è illuminante. Fra i Paesi dell'Unione Europea, solo l'Olanda fa meglio, con 15 presenze tra i primi dieci e 35 tra i primi venti. La Francia conta 6 atenei nella top 10 (ma nessuno al primo posto al mondo) e uno in più dell'Italia nella top 20. La Germania si ferma a due nella top 10 e 14 nella top 20. Un quadro che racconta di un sistema accademico italiano più competitivo di quanto la percezione comune suggerisca.
Nella top 10 mondiale figurano quattro università italiane: la Sapienza, il Politecnico di Milano (sesto in Architettura e settimo in Arte e Design), la Bocconi (nona in Marketing e decima in Economia e gestione aziendale) e la Scuola Normale Superiore di Pisa (decima negli studi classici).
Politecnico di Milano e Torino: eccellenza nelle discipline STEM
Se l'area umanistica è il fiore all'occhiello tradizionale, le università italiane stanno consolidando una reputazione internazionale solida anche nei settori ad altissima competizione tecnologica. Il Politecnico di Milano è il caso più emblematico: oltre ai due piazzamenti in top 10, vanta tre corsi nella top 20 (Ingegneria meccanica e aeronautica e Ingegneria civile, entrambe al 14esimo posto, e Ingegneria e Tecnologia al 20esimo) e altri sei nella top 50, tra cui Data Science e AI, Ingegneria chimica, Scienza dei materiali e Matematica.
«In un contesto geopolitico ed economico in cui la tecnologia è un fattore determinante, essere tra i primi venti atenei al mondo significa poterci misurare con i principali attori globali su sfide sempre più complesse», ha dichiarato la rettrice Donatella Sciuto, sottolineando la scelta dell'ateneo di promuovere un approccio interdisciplinare.
Anche il Politecnico di Torino si distingue con due discipline nella top 20: 18esimo in Architettura e 19esimo in Ingegneria petrolifera, più altre quattro nella top 50.
Bocconi, Normale e le altre: chi sale e chi resiste
La Bocconi conferma il suo status di eccellenza nelle scienze economiche e sociali. Oltre ai due corsi in top 10, piazza Scienze economiche ed econometriche al 18esimo posto ed Economia aziendale e Finanza al 20esimo. È inoltre 48esima in Politiche sociali e Amministrazione.
Meritano attenzione diversi altri risultati:
* Lo Iuav di Venezia è 14esimo al mondo in Storia dell'arte * L'Università di Bologna conta 9 corsi fra i primi 50 al mondo, con il 19esimo posto in Archeologia e il 24esimo in Ingegneria del petrolio * Ca' Foscari è 24esima in Lettere classiche e Storia antica * L'Università di Firenze e Roma Tre sono entrambe al 26esimo posto in Storia dell'arte * La Luiss è 23esima in Scienze politiche e Relazioni internazionali * L'Istituto Universitario Europeo di Fiesole si piazza 31esimo * Torino conquista il 42esimo posto in Filosofia * Padova è 48esima in Psicologia
Da segnalare il nuovo ingresso dell'Accademia Naba di Milano, che debutta al 41esimo posto in Arte e Design.
Le sfide del sottofinanziamento cronico
I risultati italiani appaiono ancora più significativi se si considera il contesto in cui maturano. Nella classifica generale dei migliori atenei al mondo, le università italiane faticano a emergere per due ragioni strutturali: il ritardo nell'internazionalizzazione e, soprattutto, un sottofinanziamento cronico. Il dato è eloquente: Harvard da sola può contare su poco meno della metà dei fondi pubblici a disposizione di tutte le università italiane.
È il ranking per singole discipline a restituire un'immagine più fedele della qualità della formazione e della ricerca italiana, permettendo di superare le distorsioni legate ai budget complessivi. Ma la questione delle risorse resta centrale. La fine dei fondi del PNRR, ad esempio, rischia di lasciare 234 giovani ricercatori fuori dalle università, un tema che interroga direttamente la capacità del sistema di trattenere i talenti che produce.
La mappa completa delle eccellenze italiane
Uno sguardo d'insieme ai migliori piazzamenti italiani nella top 30 mondiale:
1. Sapienza di Roma: 1ª in Lettere classiche e Storia antica, 7ª in Storia dell'arte, 7ª in Archeologia 2. Politecnico di Milano: 6° in Architettura, 7° in Design, 14° in Ingegneria meccanica e aeronautica, 14° in Ingegneria civile, 24° in Ingegneria elettrica 3. Bocconi: 9ª in Marketing, 10ª in Business e Management, 18ª in Economia e Econometria, 20ª in Accounting e Finanza 4. Politecnico di Torino: 18° in Architettura, 19° in Ingegneria del petrolio 5. Iuav di Venezia: 14° in Storia dell'arte 6. Scuola Normale di Pisa: 10ª in Lettere classiche e Storia antica 7. Ca' Foscari: 24ª in Lettere classiche e Storia antica 8. Bologna: 19ª in Archeologia, 24ª in Ingegneria del petrolio 9. Luiss: 23ª in Scienze politiche e Relazioni internazionali 10. Firenze e Roma Tre: 26ª in Storia dell'arte
Il QS Ranking 2026 restituisce l'immagine di un sistema universitario italiano che, discipline alla mano, compete ai massimi livelli mondiali nonostante risorse strutturalmente inferiori ai principali concorrenti. La sfida, ora, è trasformare queste eccellenze puntuali in una crescita di sistema, garantendo finanziamenti adeguati e percorsi stabili per i ricercatori che rendono possibili questi risultati.