Sommario
* La scadenza del 3 agosto e il regolamento europeo * Cinque milioni di documenti da sostituire: i numeri dell'emergenza * Come richiedere la CIE e quanto costa * Comuni in trincea: aperture straordinarie da Nord a Sud * Donazione degli organi: la scelta che coglie di sorpresa
La scadenza del 3 agosto e il regolamento europeo
Il conto alla rovescia è partito e il tempo stringe più di quanto molti italiani immaginino. Il 3 agosto 2026 rappresenta lo spartiacque definitivo: da quel giorno la carta d'identità in formato cartaceo perderà ogni validità legale, indipendentemente dalla data di scadenza stampata sul documento. Chi possiede una carta rilasciata nel 2020 con scadenza 2030, dunque, si ritroverà con un documento inutilizzabile. Non si tratta di una decisione italiana, ma dell'applicazione del regolamento europeo n. 1157/2019, pensato per innalzare gli standard di sicurezza in tutta l'Unione e contrastare fenomeni di contraffazione e furto d'identità sempre più sofisticati. La Carta d'identità elettronica, dotata di elementi biometrici e microchip criptati, è considerata dalle istituzioni europee l'unico strumento in grado di garantire un livello adeguato di protezione. Presentare il vecchio documento cartaceo dopo la scadenza, che sia all'ufficio postale, in banca o a un gate aeroportuale, configurerà un'irregolarità. La direttiva UE è inequivocabile: tutti i documenti di vecchio formato vengono messi fuori corso, con la scadenza naturale annullata e fissata d'ufficio alla data del 3 agosto. Una rivoluzione silenziosa che coinvolge milioni di persone.
Cinque milioni di documenti da sostituire: i numeri dell'emergenza
Le dimensioni del problema emergono dai numeri. Le CIE attualmente in circolazione in Italia superano i 53 milioni di unità, il che significa che la stragrande maggioranza dei cittadini ha già effettuato il passaggio al formato elettronico. Restano però circa 5 milioni di persone ancora in possesso della sola versione cartacea: un bacino enorme di pratiche che gli uffici anagrafe dovranno assorbire in pochi mesi. A Roma la situazione appare particolarmente critica. Secondo le stime basate sulle capacità operative degli uffici capitolini, almeno 21mila posizioni rischiano di non essere evase entro la scadenza, generando un potenziale caos burocratico nella capitale. Il problema non è solo quantitativo ma strutturale: molti sportelli comunali operano già al limite, con personale ridotto e sistemi di prenotazione che mostrano disponibilità a settimane di distanza. Chi si muove in ritardo potrebbe trovarsi senza un documento valido proprio nel periodo estivo, quando viaggi e spostamenti richiedono identificazione certa. Il tema della tracciabilità e digitalizzazione dei documenti attraversa del resto molti ambiti della pubblica amministrazione, dalla scuola ai trasporti, segno di una transizione che procede su più fronti.
Come richiedere la CIE e quanto costa
La procedura per ottenere la Carta d'identità elettronica è relativamente semplice, a patto di muoversi con anticipo. I cittadini possono rivolgersi al Comune di residenza o domicilio a partire da 180 giorni prima della scadenza del vecchio documento. Il primo passo consiste nel fissare un appuntamento, operazione possibile anche attraverso il sito del Ministero dell'Interno, dove si compila un modulo con i dati anagrafici e si seleziona una data disponibile. Il costo della pratica ammonta a 22 euro complessivi, di cui 16,79 euro per la gestione e il resto per diritti di segreteria, con possibili variazioni a seconda del Comune. All'appuntamento bisogna portare una fototessera conforme al formato passaporto, il documento d'identità da sostituire e la tessera sanitaria con codice fiscale. Durante la pratica vengono acquisite le impronte digitali e la firma elettronica del richiedente. Il materiale viene trasmesso telematicamente all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che provvede alla produzione della CIE. La consegna avviene entro 6 giorni lavorativi all'indirizzo di residenza o presso l'ufficio comunale indicato. Nei Comuni più piccoli la prenotazione online potrebbe non essere disponibile: in quel caso occorre rivolgersi direttamente allo sportello.
Comuni in trincea: aperture straordinarie da Nord a Sud
Di fronte all'ondata di richieste attesa nelle prossime settimane, numerose amministrazioni locali hanno già predisposto misure straordinarie. A Muggiò, in provincia di Monza e Brianza, il Comune ha annunciato aperture straordinarie del Servizio anagrafe per gestire circa 2.100 documenti da rinnovare. In Valle d'Aosta, il piccolo Comune di Quart ha programmato due sessioni aggiuntive per i 300 residenti ancora sprovvisti di CIE. L'area torinese si sta organizzando con particolare intensità: Avigliana ha dedicato tutti i pomeriggi lavorativi esclusivamente al rilascio delle carte elettroniche, Rivoli ha attivato aperture eccezionali fino al 30 giugno e Collegno ha fissato appuntamenti extra anche di sabato. In Toscana, i Comuni di Montevarchi e Cavriglia, in provincia di Arezzo, hanno anticipato i tempi con orari straordinari già da marzo. Segnali di una mobilitazione diffusa, che però potrebbe non bastare nelle grandi città dove i volumi sono incomparabilmente superiori. Roma, Milano, Napoli: è nelle metropoli che il rischio di ingorghi si fa concreto, con code virtuali che si allungano di giorno in giorno e cittadini costretti a tentare la prenotazione più volte prima di trovare uno slot libero.
Donazione degli organi: la scelta che coglie di sorpresa
C'è un aspetto della CIE che sfugge a molti e che meriterebbe maggiore consapevolezza. Al momento del rilascio, il cittadino viene invitato a esprimere la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti, una possibilità che secondo un'indagine per il Centro nazionale trapianti il 40% delle persone scopre solo allo sportello. Una su due decide sul momento, e nel 58% dei casi la risposta è negativa, mentre quasi l'80% preferisce astenersi. Numeri condizionati dalla sorpresa: una scelta così delicata richiederebbe riflessione, non improvvisazione. Le dichiarazioni di volontà totali registrate in Italia al 15 aprile 2026 ammontano a 26.655.989. Tra quelle espresse presso i Comuni, il 65,7% ha acconsentito alla donazione, il 34,3% si è opposto. Nel primo trimestre del 2026 sono state emesse 2.618.710 CIE a maggiorenni, con 1.624.709 dichiarazioni raccolte e un consenso al 61,1%. Chi si reca allo sportello per il rinnovo, dunque, farebbe bene a riflettere in anticipo su questa opzione. La scadenza del 3 agosto non è solo una questione burocratica: è l'occasione per aggiornare il proprio documento, rafforzare la propria identità digitale e, volendo, compiere una scelta di civiltà.