Momenti di forte apprensione nella mattinata di mercoledì 12 marzo 2026 all'istituto alberghiero "Pertini" di Brindisi, dove una studentessa è rimasta ferita dopo essere precipitata dal primo piano al piano terra attraverso il vano di un vecchio montacarichi. Un volo di circa 5 metri che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. L'incidente si è verificato intorno alle ore 11:00, durante il cambio dell'ora, un momento in cui corridoi e aule si animano di studenti in transito tra una lezione e l'altra. La notizia si è diffusa rapidamente tra le famiglie degli alunni dell'istituto, generando comprensibile allarme. Il "Pertini" è uno degli istituti professionali più noti della città pugliese, frequentato da centinaia di studenti che ogni giorno alternano lezioni teoriche ad attività di laboratorio, tipiche dell'indirizzo alberghiero. Proprio il passaggio dai laboratori alle aule, con la necessità per gli studenti di cambiarsi d'abito, sembra essere il contesto in cui si è consumato l'episodio. La scuola ha immediatamente attivato i protocolli di emergenza, chiamando il 118 e avvisando la famiglia della ragazza. Sul posto sono intervenute anche le Volanti della Polizia di Stato, incaricate di effettuare i rilievi necessari a ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto. Un episodio che riaccende i riflettori sullo stato degli edifici scolastici italiani, molti dei quali ospitati in strutture storiche non sempre adeguatamente manutenute o messe in sicurezza rispetto agli standard attuali.
La dinamica della caduta: un montacarichi degli anni Venti
La ricostruzione dei fatti, ancora parziale, delinea un quadro che chiama in causa la vetustà dell'edificio e la presenza di elementi strutturali risalenti a un'epoca in cui la destinazione d'uso era completamente diversa. Secondo quanto appreso dalla scuola, la studentessa è caduta attraverso un vecchio elevatore di servizio situato in un'aula del primo piano. Al momento dell'incidente, alcuni compagni di classe si trovavano già all'interno della stanza per cambiarsi dopo aver concluso le attività di laboratorio. Il montacarichi risale agli anni Venti del Novecento, quando l'edificio che oggi ospita l'istituto alberghiero era adibito a sanatorio. Una struttura, dunque, con oltre un secolo di storia alle spalle, che nel corso dei decenni ha cambiato radicalmente funzione senza che tutti i suoi elementi originari venissero rimossi o adeguatamente neutralizzati. L'elevatore era in disuso da molto tempo. La base della struttura, realizzata in cartongesso, ha ceduto sotto il peso della ragazza, provocando la rovinosa caduta dal primo piano al piano terra. Un cedimento che solleva interrogativi immediati: perché un vano di quelle dimensioni — profondo abbastanza da consentire un volo di 5 metri — era accessibile agli studenti? Chi aveva la responsabilità della messa in sicurezza di quella porzione dell'edificio? Le risposte dovranno arrivare dalle verifiche tecniche e dagli accertamenti della Polizia di Stato, che sta raccogliendo testimonianze e documentazione relativa allo stato dei luoghi. Non è escluso che vengano disposti sopralluoghi da parte di tecnici specializzati per valutare la conformità dell'intero edificio alle normative vigenti in materia di sicurezza scolastica.
I soccorsi e le condizioni della studentessa
L'intervento dei soccorsi è stato immediato. L'equipaggio del 118, giunto rapidamente all'istituto Pertini, ha stabilizzato la studentessa e l'ha trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Brindisi. La ragazza è stata sottoposta a una serie di accertamenti medici che si sono concentrati in particolare sul bacino e su una gamba, con il sospetto di fratture multiple. Nonostante la violenza dell'impatto — un volo di circa 5 metri non è cosa da poco — la giovane non sarebbe in pericolo di vita. Una circostanza fortunata, considerando che cadute da altezze simili possono avere esiti fatali o provocare danni permanenti. Molto probabilmente, la natura del punto di atterraggio e la modalità della caduta hanno contribuito ad attenuare le conseguenze peggiori. Resta tuttavia da attendere l'esito completo degli esami diagnostici per avere un quadro clinico definitivo. La comunità scolastica è rimasta profondamente scossa dall'accaduto. Compagni di classe e insegnanti hanno vissuto minuti di autentico terrore, soprattutto coloro che si trovavano nella stessa aula al momento del cedimento del pavimento del montacarichi. Lo shock psicologico, in questi casi, non va sottovalutato: non è raro che episodi traumatici di questa natura richiedano un supporto anche per i testimoni, specialmente quando si tratta di adolescenti.
Le parole del dirigente scolastico e le indagini in corso
Il dirigente scolastico dell'istituto alberghiero Pertini, Cosimo Marcello Castellano, si è recato personalmente in ospedale per sincerarsi delle condizioni della studentessa. In una dichiarazione, Castellano ha descritto le ore concitate successive all'incidente: _"Sono in corso tutte le verifiche. Sono andato subito in pronto soccorso. La preoccupazione è stata tanta questa mattina, quando abbiamo appreso che la ragazza fosse caduta da quell'altezza. Si tratta di una situazione particolare e stiamo facendo ogni verifica per ricostruire la dinamica. Noi ci siamo subito attivati chiamando il 118 e la famiglia"_. Parole che testimoniano la gravità percepita dell'episodio e la volontà della dirigenza scolastica di collaborare pienamente con le autorità per fare chiarezza. Le indagini della Polizia di Stato si concentrano ora su diversi aspetti: la ricostruzione precisa della dinamica, lo stato di manutenzione dell'edificio, l'eventuale presenza di segnalazioni pregresse relative alla pericolosità del vano montacarichi, e le responsabilità in capo ai soggetti preposti alla sicurezza della struttura. In Italia, la responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici ricade generalmente sugli enti locali — Comuni per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, Province e Città metropolitane per le secondarie di secondo grado — mentre i dirigenti scolastici hanno l'obbligo di segnalare tempestivamente situazioni di pericolo. Sarà dunque cruciale verificare se esistessero segnalazioni precedenti sullo stato del montacarichi e se fossero state intraprese azioni per metterlo in sicurezza.
Sicurezza nelle scuole: un tema che torna d'attualità
L'episodio di Brindisi riporta al centro del dibattito pubblico la questione della sicurezza degli edifici scolastici italiani, un tema ciclicamente evocato a ogni incidente e altrettanto rapidamente dimenticato. Secondo i dati più recenti di Cittadinanzattiva, che ogni anno pubblica un rapporto sullo stato dell'edilizia scolastica nel Paese, oltre il 40% delle scuole italiane è stato costruito prima del 1976, e una quota significativa di questi edifici necessita di interventi strutturali urgenti. Il caso del Pertini è emblematico: un edificio nato come sanatorio negli anni Venti, riconvertito in scuola, con elementi strutturali originari mai completamente rimossi o bonificati. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato risorse significative per l'edilizia scolastica — circa 5,2 miliardi di euro destinati alla costruzione di nuove scuole e alla messa in sicurezza di quelle esistenti — ma i tempi di attuazione restano un nodo critico. Mentre le grandi opere procedono con lentezza, sono spesso i piccoli interventi di manutenzione ordinaria a fare la differenza tra un ambiente sicuro e una potenziale trappola. Il cedimento di una base in cartongesso su un vano profondo 5 metri non rientra nella categoria delle fatalità imprevedibili: è il tipo di rischio che un'ispezione accurata avrebbe potuto individuare e neutralizzare. Per la studentessa dell'istituto Pertini, l'auspicio è che gli accertamenti medici confermino l'assenza di danni gravi e che il percorso di guarigione sia rapido. Per la comunità scolastica di Brindisi e per il sistema educativo nel suo complesso, l'incidente del 12 marzo 2026 deve rappresentare un monito concreto: la sicurezza degli studenti non può dipendere dalla fortuna.