Il presidente della Commissione cultura della Camera Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia, ha diffuso una nota di bilancio sull'83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia appena conclusa. Nel comunicato definisce la kermesse "il primo festival italiano" e "una vetrina imprescindibile a livello globale per internazionalità e fascino". Al tempo stesso indica "rammarico" per l'esclusione dei film italiani in Concorso dai premi principali.
I complimenti sull'organizzazione vanno al presidente della Biennale di Venezia Buttafuoco e ai direttori Barbera e Del Mercato. Mollicone applaude poi il Leone attribuito a Riccardo Scamarcio e Tommaso Landucci e i "successi ottenuti" da Rai Cinema durante la rassegna, elogi resi - precisa - nel rispetto dell'"assoluta indipendenza delle giurie tecniche", criterio che nella nota viene indicato come dirimente per la lettura dei riconoscimenti assegnati.
I premi mancati e la deroga sul doppio Leone
Pur riconoscendo il "grande successo organizzativo", il deputato rileva l'assenza degli italiani tra i premi principali del Concorso. La nota cita Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Adriano Giannini, indicandoli tra i possibili destinatari del Leone per le loro interpretazioni. Sul doppio Leone assegnato allo stesso film il presidente della Commissione cultura parla di "deroga al regolamento" e ne segnala la perplessità sul piano formale.
Un passaggio del comunicato è dedicato a Gianluca Farinelli e alla Cineteca Nazionale di Bologna: il riconoscimento viene letto come conferma dell'"eccellenza del restauro cinematografico italiano nel mondo". Il bilancio di Mollicone tiene quindi insieme due letture, la premiazione delle produzioni italiane sui fronti collaterali e il mancato passaggio delle interpretazioni in Concorso ai riconoscimenti di primo piano.
NAZA, le repliche e la legge sul cinema
Sulla scelta di premiare il reportage NAZA la nota solleva dubbi sia sull'anonimato degli autori sia sulla "alterazione delle fonti", richiamando le smentite delle autorità israeliane. Mollicone giudica "singolare" sotto il profilo regolamentare il riconoscimento a un lavoro che, sempre secondo il comunicato, "non è né un documentario né un film" e "somiglia piuttosto a una puntata di Report".
Alle dichiarazioni di alcuni registi israeliani contro il Governo italiano il deputato replica ricordando la sospensione dell'accordo di mutua assistenza militare con Israele per l'escalation, l'invio di aiuti alimentari, l'impiego di navi ospedale e l'accoglienza dei profughi provenienti da Gaza. La nota richiama poi il "discorso pro-Ucraina" del regista dissidente russo Ilya Khrzhanovsky, autore di DAU, e le parole "toccanti" dell'attrice iraniana Laleh Marzban, premiata nella sezione Orizzonti.
In chiusura Mollicone definisce la Mostra un'"eccellenza internazionale" e la lega alla nuova legge bipartisan sul cinema italiano, condivisa con il ministro Giuli e la sottosegretaria Borgonzoni. Nel comunicato la 83ª edizione viene indicata come snodo storicamente legato a quel testo, che secondo il presidente della Commissione cultura dovrà rendere il festival "sempre più competitivo a livello globale" nelle prossime edizioni.