* La dozzina del Premio Strega 2026 * Il ruolo del Comitato direttivo e il voto degli 800 * Il calendario: da Benevento al Campidoglio * La mostra al MACRO: Uno, cinque, dodici * Un premio che continua a fare la storia della letteratura italiana
La dozzina del Premio Strega 2026 {#la-dozzina-del-premio-strega-2026}
Dodici libri, dodici voci, dodici scommesse sulla narrativa italiana contemporanea. Il Premio Strega 2026 ha svelato oggi, nella cornice solenne della Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma, i candidati che si contenderanno il più ambito riconoscimento letterario del Paese. La LXXX edizione del premio, un traguardo che da solo racconta quanto questa istituzione sia intrecciata con la storia culturale italiana, entra così nel vivo.
La selezione dei dodici titoli è opera del Comitato direttivo presieduto da Melania G. Mazzucco, scrittrice e intellettuale tra le più autorevoli del panorama nazionale, che guida il processo di scrematura con l'obiettivo di restituire una fotografia credibile della produzione narrativa dell'ultimo anno. La _dozzina_, come viene tradizionalmente chiamata nel gergo del premio, rappresenta il primo grande filtro: da qui usciranno i cinque finalisti che si sfideranno nella votazione conclusiva.
Il ruolo del Comitato direttivo e il voto degli 800 {#il-ruolo-del-comitato-direttivo-e-il-voto-degli-800}
Stando a quanto emerge dall'annuncio ufficiale, saranno 800 gli aventi diritto al voto per l'assegnazione del premio. Si tratta di un collegio elettorale composito, che comprende i cosiddetti _Amici della domenica_, studiosi, traduttori e voci qualificate del mondo editoriale e culturale. Un meccanismo collaudato nei decenni, che ha saputo resistere alle polemiche ricorrenti sulla trasparenza delle dinamiche interne, mantenendo intatta la propria centralità nel dibattito letterario.
La scelta dei candidati non è mai un esercizio neutro. Ogni dozzina del Premio Strega è, in qualche misura, una dichiarazione di intenti: segnala tendenze, premia coraggio editoriale, apre o chiude porte. E la composizione del Comitato presieduto da Mazzucco lascia intendere una sensibilità attenta tanto alla qualità della scrittura quanto alla varietà delle proposte.
Il calendario: da Benevento al Campidoglio {#il-calendario-da-benevento-al-campidoglio}
Il percorso verso la proclamazione del vincitore segue tappe ormai consolidate. Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 3 giugno, quando al Teatro Romano di Benevento verranno annunciati i cinque finalisti. La città campana, legata al premio fin dalle origini attraverso il celebre liquore che ne porta il nome, ospita da anni questa fase intermedia con una cerimonia che è diventata essa stessa un evento culturale di richiamo.
La serata conclusiva si terrà invece l'8 luglio al Campidoglio, sede storica della premiazione finale. Come da tradizione recente, la cerimonia sarà trasmessa in diretta su Rai3, garantendo al premio quella visibilità televisiva che, nel bene e nel male, contribuisce a tenere viva l'attenzione del grande pubblico sulla letteratura. Un passaggio tutt'altro che scontato in un'epoca in cui i premi letterari competono per l'attenzione con mille altre forme di intrattenimento.
Vale la pena ricordare come il panorama dei premi letterari italiani resti vivace e articolato ben oltre lo Strega: ne è un esempio recente Stefano Del Bianco trionfa al Premio Umberto Saba con 'Paradiso', a conferma di una stagione ricca per la poesia e la narrativa nel nostro Paese.
La mostra al MACRO: Uno, cinque, dodici {#la-mostra-al-macro-uno-cinque-dodici}
A corredo dell'edizione 2026, il 29 aprile verrà inaugurata al MACRO di Roma la mostra _Uno, cinque, dodici_, un progetto che esplora il meccanismo stesso del premio attraverso i numeri che ne scandiscono le fasi: i dodici candidati, i cinque finalisti, l'unico vincitore. Un'iniziativa che testimonia la volontà della Fondazione Bellonci di ampliare il raggio d'azione dello Strega oltre la dimensione strettamente editoriale, trasformandolo in un evento culturale più ampio, capace di dialogare con le arti visive e con un pubblico non necessariamente di soli lettori.
La scelta del MACRO, museo d'arte contemporanea nel cuore del quartiere Nomentano, non è casuale: segnala l'intenzione di portare il premio letterario italiano più noto in uno spazio associato alla sperimentazione e al contemporaneo.
Un premio che continua a fare la storia della letteratura italiana {#un-premio-che-continua-a-fare-la-storia-della-letteratura-italiana}
Ottant'anni di vita non sono pochi per nessuna istituzione culturale. Il Premio Strega, nato nel 1947 nel salotto di Maria e Goffredo Bellonci, ha attraversato l'intera parabola della Repubblica, accompagnando i mutamenti del gusto letterario, le trasformazioni dell'editoria, le rivoluzioni nei modi di leggere e di raccontare. Da Elsa Morante a Paolo Cognetti, da Natalia Ginzburg ad Antonio Scurati, il suo albo d'oro è un pezzo di storia della letteratura nazionale.
Con la dozzina appena annunciata, la LXXX edizione promette di aggiungere un nuovo capitolo a questa vicenda. I libri candidati al Premio Strega 2026 saranno ora al centro dell'attenzione di critici, librerie e lettori per i prossimi tre mesi, in un crescendo che culminerà nella notte del Ninfeo di Villa Giulia. Resta da vedere se questa edizione saprà accendere il dibattito pubblico come le più riuscite tra le precedenti, o se scivolerà nella routine di un rito ormai codificato.
La questione, come sempre, è aperta. E forse è proprio questa incertezza a mantenere vivo, anno dopo anno, il fascino di un premio che l'Italia non smette di seguire.