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Mollicone: 1 miliardo per l'IA e quattro watermark anti-deepfake

Mollicone al Business Ethics Summit: legge 132/2025 e decreti attuativi, fino a 1 miliardo per le startup IA e 30 milioni per il Polo SophIA dal 2026.

Il presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, Federico Mollicone, è intervenuto il 16 giugno a Roma alla quarta edizione del Business Ethics Summit, ospitata dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel suo discorso ha richiamato la legge 132 del 2025 e i decreti legislativi attuativi appena approvati dal Consiglio dei Ministri, che secondo il deputato di Fratelli d'Italia rendono l'Italia il primo Paese in Europa a dotarsi di una disciplina organica sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo dichiarato è garantire la sovranità tecnologica e la competitività industriale del Paese.

Risorse, formazione e startup

Il quadro normativo è accompagnato da risorse dedicate. Mollicone ha indicato uno stanziamento fino a un miliardo di euro tramite il Fondo di sostegno al venture capital, con oltre 300 milioni già destinati a più di 150 startup e a 20 fondi di gestione. Il piano coinvolgerà oltre 1.000 occupati qualificati e prevede nuovi investimenti per più di 500 milioni di euro nel triennio. Dal 2026 saranno destinati circa 30 milioni di euro al Polo SophIA, dedicato a intelligenza artificiale e cybersicurezza.

Le misure attuative includono una formazione mirata sin dalla scuola, la tutela del lavoro nei processi automatizzati, l'accesso alla giustizia e presidi penali per le violazioni più gravi. La cornice scelta dal governo, ha aggiunto il deputato di Fratelli d'Italia, evita sia il 'freno ideologico' sia il 'luddismo digitale', a favore di una linea che lega innovazione, regole chiare e sovranità tecnologica. All'incontro erano presenti rappresentanti dei principali player globali del settore, ai quali Mollicone si è rivolto direttamente per ribadire che il sistema italiano vuole offrire un quadro stabile agli investimenti.

I quattro watermark contro i deepfake

Sul fronte deepfake, Mollicone ha rivendicato il ruolo dell'Italia. Nel 2023, durante l'esame del parere parlamentare sul Testo unico dei servizi di media audiovisivi, era stata avanzata la proposta di introdurre quattro watermark distinti, allegati al parere approvato: uno per i contenuti generati solo da IA, uno per quelli ibridi tra IA e intelligenza umana, uno per i contenuti puramente umani e uno per i deepfake. La misura, ha ricordato il presidente di Commissione, è stata recepita prima nell'AI Act europeo e poi nella legge italiana 132 del 2025, che oggi disciplina la tracciabilità dei contenuti generati.

Il summit ha messo a confronto la prospettiva scientifica del fisico Federico Faggin sui qualia, intesi come proprietà irriducibile della coscienza, e la riflessione del Pontefice Leone XIV sull'antropocentrismo come criterio di governance delle transizioni tecnologiche. Mollicone ha citato anche Padre Paolo Benanti, secondo cui 'la macchina può calcolare, ma solo l'uomo può decidere', indicando la frase come bussola per i prossimi passi attuativi della legge italiana sull'intelligenza artificiale. La sintesi del suo intervento è che la tecnologia debba restare specchio dell'intelligenza umana e non suo surrogato.

Pubblicato il: 16 giugno 2026 alle ore 14:42