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Mese Letterario 2026 a Brescia: si apre con Coleridge e la sfida di riconquistare l'io perduto

Dal 9 aprile Edoardo Rialti guida il pubblico nella poesia del grande romantico inglese. Al centro, La ballata del vecchio marinaio e il rapporto tra fede e modernità

* Il Mese Letterario 2026 riparte da Brescia * Coleridge, poeta e pensatore religioso * La ballata del vecchio marinaio: uno spazio di libertà * Edoardo Rialti e la riconquista della fede nella modernità * Un appuntamento per Brescia e non solo

Il Mese Letterario 2026 riparte da Brescia {#il-mese-letterario-2026-riparte-da-brescia}

C'è qualcosa di coraggioso nel decidere di aprire una rassegna letteraria con un poeta del Settecento inglese. Non un nome facile, non un titolo da classifica. Eppure il Mese Letterario 2026, che prende il via il 9 aprile a Brescia, sceglie proprio Samuel Taylor Coleridge come primo protagonista, affidando la serata inaugurale a Edoardo Rialti, studioso e traduttore tra i più apprezzati nel panorama critico italiano.

La scelta non è casuale. In un'epoca di sovrabbondanza informativa e di attenzione frammentata, tornare alla parola poetica nella sua forma più radicale, quella romantica, suona quasi come un atto di resistenza culturale. Brescia, del resto, si conferma città capace di ospitare eventi culturali che non inseguono la facilità ma puntano alla sostanza.

Coleridge, poeta e pensatore religioso {#coleridge-poeta-e-pensatore-religioso}

Ridurre Coleridge alla sola etichetta di poeta romantico inglese sarebbe un errore. Fu questo, certo, ma fu anche molto altro: filosofo, critico letterario e, stando a quanto emerge da decenni di studi, uno dei più grandi pensatori religiosi della tradizione anglosassone. La sua riflessione sulla fede non era mai dogmatica, semmai inquieta, attraversata da dubbi e da slanci che parlano sorprendentemente al nostro presente.

Nato nel 1772 nel Devon, amico e sodale di Wordsworth, Coleridge visse una vita segnata da dipendenze, crisi personali e una creatività febbrile. Ma è proprio dentro questa tensione biografica che si radica la forza del suo pensiero: la poesia non come decorazione, bensì come strumento di conoscenza. Un modo per interrogare il reale senza accontentarsi di risposte preconfezionate.

Chi si occupa di promuovere la lettura nelle scuole e nelle biblioteche, come avviene ad esempio con iniziative quali la Campagna Nazionale #ioleggoperché 2025, sa bene quanto sia decisivo offrire ai giovani lettori non solo narrativa contemporanea, ma anche i classici che hanno plasmato l'immaginario occidentale. Coleridge è uno di quei nomi che meriterebbero più spazio nei programmi scolastici italiani.

La ballata del vecchio marinaio: uno spazio di libertà {#la-ballata-del-vecchio-marinaio-uno-spazio-di-libertà}

Al centro della serata bresciana ci sarà, inevitabilmente, La ballata del vecchio marinaio (_The Rime of the Ancient Mariner_), il poema che nel 1798 cambiò per sempre la poesia romantica inglese e che ancora oggi conserva un fascino difficile da spiegare a parole.

Un marinaio ferma un invitato a nozze e lo costringe ad ascoltare la sua storia. Un albatros ucciso senza ragione. Un equipaggio decimato. Acque morte, fantasmi, una penitenza senza fine apparente. Eppure, dentro questa struttura narrativa che ricorda le ballate medievali, si apre quello che gli organizzatori del Mese Letterario definiscono "uno spazio spalancato alla nostra libertà".

Perché La ballata non impone una morale. La suggerisce, la fa intravedere tra le pieghe di versi ipnotici, ma lascia al lettore, o all'ascoltatore, il compito di trarre le proprie conclusioni. È letteratura che rispetta l'intelligenza di chi legge. Una qualità rara, ieri come oggi.

Il poema pone domande radicali:

* Che cosa accade quando l'uomo si separa dalla natura e dal sacro? * È possibile una redenzione che non passi attraverso la sofferenza? * Quale rapporto lega la colpa individuale alla responsabilità collettiva?

Domande che, a più di due secoli dalla pubblicazione, non hanno perso un grammo della loro urgenza.

Edoardo Rialti e la riconquista della fede nella modernità {#edoardo-rialti-e-la-riconquista-della-fede-nella-modernità}

Sarà Edoardo Rialti a guidare il pubblico bresciano in questo viaggio. Traduttore, critico, voce nota a chi segue il dibattito culturale italiano, Rialti ha fatto della capacità di rendere accessibili i grandi classici una vera e propria missione intellettuale. Il suo approccio a Coleridge non sarà meramente accademico: come sottolineato dagli organizzatori, il filo conduttore dell'intervento sarà il tema della riconquista della fede nella modernità.

Non si tratta di un discorso confessionale. La fede di cui si parlerà è qualcosa di più ampio: la fiducia nella possibilità di un senso, la scommessa che il reale non si esaurisca in ciò che è misurabile. Coleridge, in questo, fu un precursore. Mentre l'illuminismo trionfante proclamava il primato della ragione calcolante, lui insisteva sulla necessità dell'immaginazione come facoltà conoscitiva primaria. Non contro la ragione, ma oltre i suoi confini più angusti.

È una prospettiva che interpella direttamente la nostra contemporaneità. In un mondo dove la tecnologia ridefinisce continuamente i confini dell'esperienza umana, la domanda sul senso profondo dell'esistenza, quella che Coleridge poneva attraverso i suoi versi, torna con forza inaspettata.

Un appuntamento per Brescia e non solo {#un-appuntamento-per-brescia-e-non-solo}

Il Mese Letterario si conferma così come una delle rassegne più interessanti nel panorama degli eventi letterari lombardi. Brescia, che negli ultimi anni ha saputo costruire un'offerta culturale sempre più ricca e articolata, trova in questa iniziativa un appuntamento capace di dialogare con un pubblico ampio, senza rinunciare alla profondità.

L'apertura del 9 aprile 2026 dedicata a Coleridge è solo il primo tassello di un programma che promette di attraversare generi, epoche e geografie letterarie. Ma la scelta di partire da qui, da un poeta visionario che credeva nel potere trasformativo della parola, dice già molto sull'ambizione dell'intera rassegna.

Per chi vorrà esserci, sarà l'occasione di riscoprire un autore troppo spesso relegato alle antologie scolastiche e di confrontarsi con una questione tutt'altro che accademica: se sia ancora possibile, oggi, riconquistare quel senso di meraviglia e di appartenenza al mondo che la modernità sembra averci sottratto. La risposta, forse, è già nei versi del vecchio marinaio.

Pubblicato il: 1 aprile 2026 alle ore 08:07