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L'inganno dell'Intelligenza Artificiale: il saggio di Bender e Hanna che smonta l'hype delle Big Tech

In libreria dal 17 marzo per Fazi Editore, il volume delle due studiose americane mette a nudo le promesse gonfiate del settore e rilancia il dibattito su diritti, trasparenza e responsabilità

* Un libro contro la narrazione dominante * Chi sono Emily M. Bender e Alex Hanna * Tecno-ottimismo sotto la lente * Diritti, trasparenza e responsabilità: i nodi irrisolti * Perché questo libro arriva al momento giusto

Un libro contro la narrazione dominante {#un-libro-contro-la-narrazione-dominante}

C'è un termine che negli ultimi anni è stato ripetuto fino allo sfinimento: intelligenza artificiale. Lo si trova ovunque, dalle presentazioni dei nuovi prodotti tecnologici — come il recente lancio dei MacBook Air M4 di Apple — fino ai piani strategici dei governi. Ma cosa si nasconde davvero dietro questa etichetta? E soprattutto: quanto di ciò che ci viene raccontato corrisponde alla realtà?

A queste domande prova a rispondere "L'inganno dell'Intelligenza Artificiale", il saggio firmato da Emily M. Bender e Alex Hanna, in uscita il 17 marzo 2026 per Fazi Editore. Un testo che non si limita a sollevare dubbi, ma smonta pezzo per pezzo la retorica costruita dalle grandi aziende tecnologiche attorno ai loro prodotti. Un'operazione di disvelamento, se vogliamo, che arriva in un momento in cui il dibattito pubblico sull'IA oscilla pericolosamente tra entusiasmo acritico e timori apocalittici.

Chi sono Emily M. Bender e Alex Hanna {#chi-sono-emily-m-bender-e-alex-hanna}

Emily M. Bender non è certo una voce sconosciuta nel panorama accademico internazionale. Linguista computazionale dell'Università di Washington, nel 2023 è stata inserita dal Time nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. Un riconoscimento arrivato dopo anni di ricerca dedicata a mettere in discussione le fondamenta stesse di ciò che le Big Tech definiscono intelligenza artificiale_. Il suo celebre paper del 2021 sui _large language models — scritto insieme ad altre ricercatrici, tra cui Timnit Gebru — aveva già scosso il settore, contribuendo a uno dei casi più controversi nella storia recente di Google.

Alex Hanna, sociologa e ricercatrice, porta nel volume una prospettiva complementare. Il suo lavoro si concentra sulle implicazioni sociali dei sistemi automatizzati, con particolare attenzione alle disuguaglianze che queste tecnologie rischiano di amplificare anziché ridurre. Insieme, le due autrici formano un duo intellettuale capace di coniugare rigore scientifico e impegno civile.

Tecno-ottimismo sotto la lente {#tecno-ottimismo-sotto-la-lente}

Il cuore del saggio è una critica serrata al tecno-ottimismo, quella corrente di pensiero — radicata nella Silicon Valley ma ormai globalizzata — secondo cui ogni progresso tecnologico porta automaticamente con sé un miglioramento della condizione umana. Bender e Hanna ne ricostruiscono le radici culturali e ideologiche, mostrando come questa narrazione serva anzitutto gli interessi economici di chi la promuove.

Stando a quanto emerge dalle anticipazioni del volume, le autrici puntano il dito contro un meccanismo ben oliato: le grandi aziende tecnologiche investono miliardi nello sviluppo di sistemi che vengono poi presentati al pubblico con un linguaggio deliberatamente fuorviante. Parlare di intelligenza per descrivere modelli statistici che elaborano enormi quantità di dati non è una scelta neutra. È, sostengono Bender e Hanna, una strategia di marketing mascherata da divulgazione.

Non si tratta di negare che queste tecnologie funzionino o che possano avere applicazioni utili. La questione è un'altra: quanto dell'hype attuale è fondato su capacità reali e quanto su promesse gonfiate ad arte? Chi si interroga sulla differenza tra intelligenza umana e intelligenza artificiale troverà spunti interessanti anche nel documentario "HI! Human Intelligence" di Joe Casini, che affronta il tema da una prospettiva complementare.

Diritti, trasparenza e responsabilità: i nodi irrisolti {#diritti-trasparenza-e-responsabilità-i-nodi-irrisolti}

Una parte significativa del libro è dedicata a tre parole chiave che il dibattito italiano ed europeo sull'IA conosce bene: diritti, trasparenza, responsabilità. L'Unione Europea, con l'_AI Act_ entrato in vigore nel 2024, ha provato a tracciare un perimetro regolatorio. Ma Bender e Hanna sollevano interrogativi che vanno oltre la legislazione.

Chi è responsabile quando un sistema automatizzato prende una decisione sbagliata? Come si garantisce trasparenza su algoritmi che le stesse aziende produttrici dichiarano troppo complessi per essere spiegati? E ancora: quali diritti vengono sacrificati sull'altare dell'efficienza tecnologica?

Sono domande che riguardano da vicino anche settori cruciali come l'istruzione e il lavoro. Nel mondo della scuola italiana, ad esempio, il tema dell'IA è ormai onnipresente — dalla correzione automatizzata dei compiti ai sistemi di tutoraggio virtuale — ma manca ancora un confronto serio sui limiti e sui rischi di queste applicazioni. Il saggio di Bender e Hanna offre strumenti critici preziosi anche per chi opera in questi ambiti.

La riflessione sulle implicazioni concrete dell'IA nei settori produttivi è peraltro al centro di iniziative che si moltiplicano in tutta Italia, come il recente convegno sull'intelligenza artificiale nell'automotive tenutosi a Modena, a conferma di un interesse trasversale che supera i confini dell'accademia.

Perché questo libro arriva al momento giusto {#perché-questo-libro-arriva-al-momento-giusto}

Le novità editoriali sull'intelligenza artificiale non mancano, anzi. Scaffali e classifiche sono pieni di titoli che promettono di spiegare la _rivoluzione IA_. Ma la maggior parte di queste pubblicazioni si muove all'interno della cornice narrativa costruita dalle stesse aziende tecnologiche. Il saggio di Bender e Hanna fa esattamente l'opposto: parte dalla cornice per smontarla.

In un'epoca in cui le Big Tech investono cifre senza precedenti nel lobbying e nella comunicazione — e in cui persino i governi faticano a distinguere tra innovazione reale e operazione commerciale — avere voci autorevoli che pongono le domande giuste è un lusso che non possiamo permetterci di ignorare.

Il volume, già tra i libri sull'intelligenza artificiale più attesi del 2026, sarà disponibile in tutte le librerie italiane dal 17 marzo. Un appuntamento che chi segue con attenzione le trasformazioni del nostro tempo non dovrebbe lasciarsi sfuggire.

Pubblicato il: 12 marzo 2026 alle ore 09:49