Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenendo il 1° novembre 2026 sull'esame alla Camera del disegno di legge di Bilancio 2027, ha ricondotto all'articolo 109 l'ampliamento dell'Art Bonus. La norma, se approvata, manterrà il credito d'imposta del 65% sulle erogazioni liberali destinate alla cultura e lo estenderà a soggetti finora esclusi, o ammessi solo in via indiretta, dalla disciplina originaria. Si tratta della prima revisione strutturale del perimetro soggettivo dello strumento dalla sua introduzione nel 2014, dopo una serie di interventi che negli anni ne avevano prorogato e consolidato l'operatività.
I nuovi beneficiari dell'articolo 109
L'ampliamento riguarda cinque categorie. Rientrano nel perimetro le istituzioni culturali private, gli archivi d'impresa, i musei d'impresa, gli enti del Terzo Settore attivi nel comparto culturale e le fondazioni che si occupano della conservazione di dimore, ville e giardini di interesse storico e artistico. Si tratta, in prevalenza, di soggetti privati o del privato sociale che gestiscono porzioni rilevanti del patrimonio diffuso ma che finora restavano fuori dal perimetro ordinario dell'Art Bonus, pensato in origine per i luoghi della cultura di proprietà pubblica. L'estensione agli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e alle fondazioni proprietarie di beni vincolati per decreto allarga lo spettro dei destinatari delle erogazioni liberali, con un impatto atteso soprattutto sul patrimonio diffuso non statale.
Un miliardo di euro mobilitato dal 2014
L'Art Bonus è stato introdotto dal decreto legge 83 del 2014, convertito nella legge 106/2014, e riconosce a cittadini, imprese ed enti non commerciali un credito d'imposta pari al 65% delle somme destinate al sostegno della cultura. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo: non può superare il 15% del reddito imponibile per persone fisiche ed enti non commerciali e il 5 per mille dei ricavi per le imprese. L'incentivo, nato come misura temporanea, è stato reso strutturale dalla legge 208 del 2015. Secondo i dati citati dal Ministro, lo strumento ha convogliato oltre un miliardo di euro verso musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e fondazioni lirico-sinfoniche; la gestione del portale pubblico, che traccia per singolo mecenate le erogazioni, è affidata ad Ales SpA, società in house del Ministero della Cultura.
L'articolo 109 è stato inserito dal Governo nel disegno di legge di Bilancio 2027 e seguirà l'iter parlamentare: dopo l'esame alla Camera, il testo passerà al Senato per l'approvazione definitiva entro il 31 dicembre, termine ordinario della sessione di bilancio. Giuli ha ringraziato il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, indicando la misura come conferma della scelta di coinvolgere maggiormente i privati nella conservazione del patrimonio culturale. Qualora il Parlamento confermi il testo, l'ampliamento del perimetro soggettivo entrerà in vigore con la manovra 2027; il regime resta non cumulabile con le altre detrazioni per erogazioni liberali al settore culturale previste dal TUIR.