«Buongiorno Firenze»: il saluto di Sophie Adenot ha raggiunto la biblioteca della scuola media Pio X Artigianelli il 29 settembre, alle 12.28 ora italiana. Dieci minuti di conversazione in diretta con l'astronauta Esa a bordo della Stazione spaziale internazionale, al termine di un anno e mezzo di preparazione.
La finestra di dieci minuti
A gestire la frequenza c'era la Sezione di Empoli dell'Ari, l'Associazione radioamatori italiani, con il callsign IW5CWC. La Casa del Made in Italy del Mimit a Firenze ha isolato il canale sui 145,800 MHz per evitare interferenze. La finestra utile coincide con il passaggio della Iss sopra l'Europa: elevazione massima 27 gradi, meno di dieci minuti prima che la navicella scendesse sotto l'orizzonte. Gli studenti delle classi terze, in biblioteca con cuffie e microfono, hanno fatto in tempo a porre venti domande preparate per settimane; prime e seconde hanno seguito in streaming sulla intranet dell'istituto. Il collegamento è avvenuto in simultanea con un secondo istituto italiano, il comprensivo Rita Levi Montalcini di Campolongo Maggiore e Campagna Lupia, nella Riviera del Brenta, con il callsign IQ3RW.
Il bando Ariss, 20-30 posti l'anno per Europa, Africa e Medio Oriente
Il collegamento è stato ottenuto vincendo un bando dell'associazione internazionale Ariss (Amateur Radio on the International Space Station), consorzio di agenzie spaziali e radioamatori. Nella regione che comprende Europa, Africa e Medio Oriente, Ariss assegna fra venti e trenta contatti scolastici l'anno; a livello globale la forchetta sale a 60-100. L'Italia è il paese che storicamente pesa di più nella selezione: secondo la pagina dell'Agenzia spaziale europea sul programma Ariss, le scuole italiane rappresentano circa il quaranta per cento dei candidati europei. Il 29 settembre il quadro era doppio: due istituti italiani sulla stessa orbita, nello stesso minuto, con la stessa astronauta. E sul calendario Ariss dei prossimi mesi figurano già Lanciano e Pontedera: quattro contatti italiani in meno di un anno, in una platea europea che ne concede trenta al massimo.
L'ultimo passaggio tecnico è il più fragile. La Iss orbita a circa 28.000 chilometri l'ora: la finestra radio con una singola stazione a terra dura al massimo dieci minuti, e il canale sui 145,800 MHz è un collo di bottiglia esposto a interferenze locali. Un contatto riuscito pretende sincronia fra chi parla, chi ascolta e chi presidia la frequenza. Ariss non copre i costi delle attrezzature né la formazione tecnica: li assume la scuola, con l'associazione dei radioamatori del territorio. Il Pio X si è appoggiato alla Sezione di Empoli dell'Ari per un anno e mezzo di prove, simulazioni e verifiche sul segnale.
Un anno e mezzo di scuola per dieci minuti di radio
Il percorso che l'istituto fiorentino ha costruito attorno al contatto è l'elemento che rende Ariss selettivo. L'organizzazione chiede alle candidate un progetto multidisciplinare che va dalla fisica dell'orbita alla storia dei radioamatori, con attività aperte alle famiglie e al territorio. Il valore non è solo l'incontro con l'astronauta: è l'anno e mezzo di scienza, tecnologia, inglese e storia dell'esplorazione che le classi hanno costruito prima della chiamata. L'approccio ricorda il lavoro collettivo dei cento studenti di Bari sull'atlante emozionale dell'incanto, un altro caso in cui una classe di adolescenti ha trasformato un progetto didattico in un prodotto culturale completo. Il Pio X Artigianelli, parte della rete delle Scuole per Crescere, chiude con Ariss un lavoro che ha coinvolto tutte e tre le classi della secondaria di primo grado: l'esperienza delle scuole familiari del cinema italiano mostra che la trasmissione di competenze passa più spesso da reti radicate nel territorio che da grandi istituti anonimi. E un collegamento come questo resta nella memoria dei ragazzi per tutta la vita, come succede alle scuole che diventano luoghi di storie culturali durature.
Dall'altra parte del canale radio c'era Sophie Adenot, prima francese sulla Iss dopo Thomas Pesquet. La sua missione Esa, chiamata epsilon, è partita il 13 febbraio 2026 e durerà nove mesi: a bordo conduce circa 200 esperimenti in medicina, biologia e fisica dei materiali. Il 3 settembre scorso è diventata la prima astronauta europea a superare i 200 giorni consecutivi in orbita. Il tempo che dedica agli studenti è un ritaglio: il protocollo Ariss prevede che il contatto avvenga nel tempo libero dell'equipaggio e solo nei minuti in cui la Iss sorvola la zona target.
Il calendario Ariss per il 2026-2027 prevede altri collegamenti italiani: la finestra successiva vedrà in diretta Lanciano e Pontedera, con lo stesso schema di preparazione del Pio X. La domanda, per gli istituti che vogliono provarci, parte dal percorso didattico, non dall'antenna.