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La luce dell'inverno: il fascino delle fotografie di Elio e Stefano Ciol a San Vendemiano

Oltre cento opere per raccontare il Friuli più autentico attraverso l’obiettivo dei grandi maestri italiani. Un viaggio unico tra paesaggi, poesia visiva e memoria collettiva.

La luce dell'inverno: il fascino delle fotografie di Elio e Stefano Ciol a San Vendemiano

Indice

1. Introduzione: La forza dell’autenticità nella fotografia contemporanea 2. Elio e Stefano Ciol: due generazioni, una visione condivisa 3. La mostra "La luce dell’inverno": una panoramica generale 4. Lo scenario e il contesto: San Vendemiano e il territorio trevigiano 5. L’inverno friulano: protagonista della narrazione visiva 6. Analisi delle opere: tra luce, silenzio e poesia 7. Elio Ciol: il padre e l’eredità del bianco e nero 8. Stefano Ciol: nuove ricerche espressive 9. Un dialogo intergenerazionale sulla memoria e sul paesaggio 10. L’importanza della mostra per il pubblico e per gli eventi culturali a Treviso nel 2026 11. Approfondimenti: la fotografia contemporanea italiana tra passato e futuro 12. Come visitare la mostra: date, orari, informazioni pratiche 13. Conclusione: la fotografia come “estremo fascino del vero”

Introduzione: La forza dell’autenticità nella fotografia contemporanea

Nel vasto panorama della fotografia italiana contemporanea, pochi nomi evocano la profondità e la poesia del reale come Elio e Stefano Ciol. I due autori, padre e figlio, rappresentano non solo due generazioni di sguardo sul mondo, ma anche l’evoluzione di un’estetica che parte dal territorio friulano per abbracciare tematiche universali legate alla luce, alla memoria e all’identità. Dal 2024 al 18 gennaio 2026, la mostra “La luce dell’inverno” offre a cittadini e visitatori l’opportunità rara di confrontarsi con un corpus di immagini che scandagliano la stagione invernale friulana e ne rivelano tutta la ricchezza emotiva e sensoriale.

Elio e Stefano Ciol: due generazioni, una visione condivisa

La forza della mostra fotografica Elio Ciol e Stefano Ciol risiede innanzitutto nel dialogo creativo che unisce i due protagonisti. Elio Ciol, classe 1929, è uno dei maggiori interpreti del bianco e nero in Italia, autore di una ricerca visiva capace di trasfigurare il reale in poesia. Stefano Ciol, nato nel 1963, ha saputo rinnovare e ampliare l’eredità paterna, esplorando nuove tecniche ma mantenendo intatta la tensione verso la verità dei luoghi. Entrambi si sono più volte cimentati con il paesaggio del Friuli, trasferendo nella fotografia la percezione di un ambiente in continuo equilibrio tra natura e cultura.

* Elio Ciol: maestro della fotografia del Novecento, noto per lavori pubblicati e premiati a livello internazionale * Stefano Ciol: fotografo contemporaneo specializzato nella capacità di reinterpretare il paesaggio mediante raffinati giochi di luce e composizione

L’accostamento tra queste due poetiche rende la mostra un evento di grande interesse nel panorama degli eventi culturali Treviso 2026.

La mostra "La luce dell’inverno": una panoramica generale

“La luce dell’inverno” accoglie il pubblico nei suggestivi spazi espositivi di San Vendemiano e resterà accessibile fino al 18 gennaio 2026, trasformandosi in un punto di riferimento per tutti gli appassionati di arte fotografica e cultura contemporanea. Obiettivo dell’iniziativa è quello di offrire una selezione significativa di circa cento scatti, che permettano di comprendere appieno la visione dei due artisti.

Punti salienti della mostra:

* Circa 100 fotografie originali di Elio e Stefano Ciol * Approfondimento tematico sull’inverno friulano e la sua luce * Personale percorso di visita fruibile sia da esperti che da neofiti * Opportunità di ammirare opere raramente esposte

La mostra fotografica San Vendemiano si configura non solo come celebrazione di due importanti autori, ma anche come tappa fondamentale del calendario culturale trevigiano per il 2026.

Lo scenario e il contesto: San Vendemiano e il territorio trevigiano

San Vendemiano, a pochi chilometri da Conegliano in provincia di Treviso, rappresenta il luogo ideale per ospitare un’esposizione dedicata al rapporto tra uomo e paesaggio. Questa cittadina, nota per la sua vitalità culturale e per la vicinanza con le colline del Prosecco patrimonio UNESCO, attrae ogni anno un numero crescente di visitatori interessati agli eventi culturali Treviso.

* Strutture accoglienti e spazi espositivi moderni * Facilità di raggiungimento sia dal centro di Treviso che dai principali snodi di trasporto regionale * Presenza di numerosi servizi tra cui punti ristoro, bookshop dedicato, attività didattiche

San Vendemiano si afferma ormai come ideale crocevia tra tradizione e innovazione nel settore delle esposizioni fotografiche Friuli e Veneto.

L’inverno friulano: protagonista della narrazione visiva

Cuore del progetto espositivo è il racconto dell’inverno friulano, colto nella sua essenza più profonda e luminosa. Attraverso la selezione operata da Elio e Stefano Ciol, l’inverno trascende la semplice dimensione stagionale per diventare metafora di silenzio, intimità, rivelazione.

Le immagini raccolte abbracciano scenari innevati, piccoli borghi immersi nella bruma, alberi spogli, distese di campi dormienti. Ma soprattutto, ciò che stupisce è la capacità di cogliere la luce come elemento trasformatore: una luce che, seppure tenue e obliqua nei mesi più freddi, sa modellare forme, suggerire emozioni, evocare storie.

Le fotografie, ben più che mere riproduzioni del reale, diventano finestre per guardare dentro la memoria e il sentimento di chi abita quei luoghi.

Analisi delle opere: tra luce, silenzio e poesia

La chiave di lettura della mostra è la ricerca sulla luce invernale. Elio e Stefano Ciol, con approcci diversi e complementari, sanno sottrarre alla monotonia dell’inverno la sua componente poetica più autentica.

* Elementi distintivi delle opere: * Predominanza del bianco e nero nei lavori di Elio Ciol * Sperimentazioni di colore e contrasti netti nei lavori più recenti di Stefano Ciol * Profondi giochi d’ombra * Composizioni spesso minimali, in cui pochi elementi bastano a evocare la vastità del paesaggio

La scelta di evitare forzature stilistiche, favorendo la naturalezza delle condizioni ambientali, restituisce alle fotografie un carattere quasi documentaristico ma intensamente emotivo. Questa tensione tra oggettività e sogno rende la mostra particolarmente coinvolgente e adatta sia al grande pubblico sia ai connaisseur.

Elio Ciol: il padre e l’eredità del bianco e nero

Elio Ciol è considerato uno dei grandi maestri della fotografia italiana contemporanea: la sua lunga carriera iniziata negli anni ’50 si è sempre contraddistinta per l’uso sapiente della scala dei grigi. Le sue immagini sono spesso costruite su geometrie nette, “sculture di luce” in cui ogni particolare, dalla nebbia che vela i campanili alle superfici dei campi, viene valorizzato con elegante essenzialità.

I suoi scatti, presenti nella mostra, rappresentano veri e propri archetipi del paesaggio friulano e risultano tanto iconici quanto inaspettatamente attuali, grazie al rigore compositivo.

Stefano Ciol: nuove ricerche espressive

Diversa la ricerca di Stefano Ciol, che pur mantenendo viva l’eredità paterna, introduce narrazioni più contemporanee. Nei suoi lavori emergono spesso colorazioni lievemente accennate, saturazioni controllate, tocchi di post-produzione che amplificano la percezione della luce o la malinconia di certe atmosfere.

Stefano Ciol indaga la contemporaneità dei piccoli paesi, la resistenza delle tradizioni, la presenza sommessa dell’uomo nel paesaggio. Le sue immagini parlano di spazi ma anche di tempo, di cambiamenti climatici e sociali, invitando a una riflessione profonda sulla fragilità del territorio friulano.

Un dialogo intergenerazionale sulla memoria e sul paesaggio

Il rapporto tra Elio e Stefano Ciol si traduce nella mostra in un vero e proprio “dialogo fotografico”: le immagini esposte sono disposte in un percorso che mette in relazione passato e presente, classicità e innovazione. Ne deriva un’esperienza che va oltre la semplice visione di opere, per trasformarsi in una riflessione condivisa su cosa significhi oggi fare fotografia di paesaggio in Italia.

Questa dimensione dialogica risulta di grande interesse nel contesto della mostra fotografica gennaio 2026 e degli itinerari culturali del territorio veneto-friulano.

L’importanza della mostra per il pubblico e per gli eventi culturali a Treviso nel 2026

L’organizzazione di una esposizione di tale livello a San Vendemiano rappresenta un segnale di grande vivacità culturale e di apertura verso le nuove sensibilità artistiche. L’evento si inserisce a pieno titolo nel cartellone delle fotografia Treviso eventi e offre una proposta unica per il pubblico locale e internazionale.

* Arricchimento dell’offerta culturale regionale * Promozione del patrimonio fotografico italiano * Dialogo con le nuove generazioni di artisti e visitatori

Inoltre, la mostra fotografica Elio Ciol e Stefano Ciol contribuisce a rafforzare il legame tra memoria visiva, paesaggio e comunità: attraverso le immagini, anche chi non è mai stato in Friuli può cogliere il fascino sottile di questi luoghi.

Approfondimenti: la fotografia contemporanea italiana tra passato e futuro

Il successo della mostra si deve anche a un rinnovato interesse per la esposizione fotografie Friuli e per tutto ciò che rappresenta l’autenticità nel racconto del territorio. In un’epoca in cui la fotografia rischia spesso di essere “consumata” velocemente sui social, la visione lenta e riflessiva proposta da Elio e Stefano Ciol invita a riscoprire l’arte della contemplazione e del dettaglio.

Gli appassionati e gli addetti ai lavori potranno apprezzare una selezione di scatti che si inseriscono nel solco della grande tradizione italiana, accanto ai nomi di Ghirri, Basilico e Berengo Gardin. La mostra stimola anche nuove riflessioni sul ruolo della fotografia oggi: testimonianza documentaria, strumento di memoria, occasione di dialogo e persino di denuncia sociale.

Come visitare la mostra: date, orari, informazioni pratiche

La mostra resterà aperta fino al 18 gennaio 2026 presso gli spazi espositivi di San Vendemiano. La sede accoglie i visitatori con percorsi guidati, brochure informative, visite dedicate a scolaresche e gruppi organizzati.

Informazioni utili:

* Sede: San Vendemiano (Treviso), sale espositive comunali * Date: fino al 18 gennaio 2026 * Orari: martedì-domenica, 10:00-18:00 * Biglietteria: ingresso a pagamento con riduzioni per scuole, over 65 e minori di 18 anni * Prenotazioni: consigliata la prenotazione online nei giorni di maggiore affluenza * Accessibilità: struttura dotata di parcheggio e accesso facilitato per disabili

Per maggiori dettagli, aggiornamenti su iniziative collegate e attività didattiche, è possibile consultare il sito ufficiale del Comune di San Vendemiano.

Conclusione: la fotografia come “estremo fascino del vero”

_“La luce dell’inverno”, mostra fotografica Elio Ciol e Stefano Ciol_, si configura come una delle più significative occasioni per riscoprire l’intima bellezza del paesaggio friulano e l’inesausta capacità della fotografia di raccontare la verità senza filtri, con umiltà e lirismo. Gli scatti esposti sono finestre aperte sull’anima di un territorio, uno scrigno di emozioni che saprà emozionare tanto gli appassionati di fotografia quanto i semplici curiosi.

Pubblicato il: 11 gennaio 2026 alle ore 11:05