La Cultura tra Acque e Santuari: Conferenza e Mostra “Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale di Venezia, con il Ministro Giuli
Indice
1. Introduzione e contesto generale 2. Il significato della mostra “Etruschi e Veneti” 3. La conferenza di presentazione: data, luogo e partecipanti 4. I protagonisti istituzionali: Alessandro Giuli e Luigi Brugnaro 5. Le curatrici e la loro visione: Chiara Squarcina e Margherita Tirelli 6. Palazzo Ducale e la valorizzazione culturale veneziana 7. I reperti archeologici inediti: tra bronzetti votivi e ceramiche 8. Acque, culti e santuari: la spiritualità degli Etruschi e dei Veneti 9. Impatto della mostra su pubblico e comunità scientifica 10. Il ruolo del Ministero della Cultura e delle istituzioni 11. Sintesi finale: un viaggio nel tempo e nello spazio fra antiche civiltà
Introduzione e contesto generale
La mostra Etruschi e Veneti dal titolo “Acque, culti e santuari” rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del 2026 per la comunità culturale italiana e internazionale. L'evento, promosso dal Ministero della Cultura, viene annunciato ufficialmente il 14 gennaio 2026 nella prestigiosa Sala Spadolini a Roma. Questo appuntamento si inserisce nel quadro delle iniziative volte a valorizzare il patrimonio archeologico nazionale, confermando l’impegno delle istituzioni nella diffusione della conoscenza storica e nella promozione delle eccellenze museali italiane.
Nel cuore della storia e dell’arte, Venezia si prepara ad accogliere – dal 6 marzo al 29 settembre 2026 – una mostra di rilevanza straordinaria, capace di riunire reperti archeologici inediti, tra cui bronzetti votivi e ceramiche provenienti da diversi contesti sacri e rituali delle civiltà etrusca e veneta. Ma l'annuncio di questa iniziativa avviene a Roma, in una conferenza che vede la partecipazione dei vertici istituzionali e degli esperti che hanno contribuito all’organizzazione della rassegna.
Il significato della mostra “Etruschi e Veneti”
La mostra si propone come una finestra privilegiata sull’antico, ponendo al centro dell’indagine il rapporto tra _acque, culti e santuari_. Il territorio compreso tra l’area etrusca e quella veneta, storicamente caratterizzato da una fitta rete di corsi d’acqua, risorgive e zone umide, viene esplorato come spazio sacro di scambi culturali e rituali. La spiritualità legata agli elementi naturali e alle pratiche votive viene qui documentata attraverso materiali straordinari, quasi sempre mai esposti al pubblico prima d’oggi.
L’intento della mostra, quindi, non si limita all’esposizione di preziosi reperti archeologici, ma aspira ad avvicinare il grande pubblico all'universo simbolico e religioso delle popolazioni preromane dell’Italia settentrionale. Il percorso si sviluppa tra suggestioni evocative, iconografie misteriose e testimonianze materiali di un passato multidimensionale, ricco di connessioni tra credenze, acque e spazi sacri.
La conferenza di presentazione: data, luogo e partecipanti
Il primo appuntamento ufficiale si svolge mercoledì 14 gennaio 2026, alle ore 11.30, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma. La scelta della capitale per la conferenza di lancio sottolinea l’importanza strategica della mostra nel panorama delle iniziative nazionali dedicate all’archeologia e alla cultura.
Alla conferenza partecipa il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli_, che offrirà una visione istituzionale sull’iniziativa, sottolineandone il valore scientifico ed educativo. Accanto a lui, la presenza del _Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro_, ribadisce il ruolo della città lagunare come indiscusso crocevia di arte, storia e dialogo tra civiltà. Le curatrici _Chiara Squarcina e Margherita Tirelli interverranno illustrando i principali contenuti della mostra e le scelte narrative alla base dell’allestimento.
I protagonisti istituzionali: Alessandro Giuli e Luigi Brugnaro
La partecipazione del _Ministro della Cultura, Alessandro Giuli_, aggiunge una dimensione istituzionale di rilievo all’intero progetto. Giuli, noto per la sua attenzione verso la promozione e la tutela del patrimonio nazionale, ha più volte ribadito nei suoi interventi l’importanza di iniziative che consentano di riscoprire radici e identità storiche attraverso la valorizzazione dei reperti archeologici.
Il _Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro_, rappresenta la città che ospiterà la mostra presso il _Palazzo Ducale_, simbolo inconfondibile di cultura e storia. Brugnaro si è espresso con entusiasmo sull’evento, sottolineando come mostre di questo calibro siano essenziali non solo per il turismo culturale, ma anche per la crescita della comunità locale e il rafforzamento dell’identità europea di Venezia.
Le curatrici e la loro visione: Chiara Squarcina e Margherita Tirelli
Due figure di elevata competenza scientifica e manageriale guidano la curatela della mostra. _Chiara Squarcina_, apprezzata curatrice e già protagonista di importanti rassegne museali veneziane, porta una visione moderna del racconto espositivo, attenta all’accessibilità e all’inclusione culturale. La sua esperienza nel coordinamento di mostre archeologiche garantisce un equilibrio tra rigore scientifico e suggestione comunicativa.
_ Margherita Tirelli_, archeologa di fama e profonda conoscitrice del mondo etrusco e veneto, ha saputo individuare i filoni tematici più innovativi per raccontare il rapporto fra acqua, culti e santuari. Il loro lavoro sinergico promette un percorso di visita coinvolgente, articolato e ad alto valore formativo, destinato tanto a studiosi specialisti quanto a studenti e turisti curiosi.
Palazzo Ducale e la valorizzazione culturale veneziana
Il Palazzo Ducale di Venezia rappresenta una location d’eccezione per la mostra, inserendosi in un contesto urbanistico, artistico e museale di altissimo profilo. Sede storica della magistratura veneziana, il Palazzo vanta sale affrescate, ambienti suggestivi e una tradizione plurisecolare di ospitalità per grandi eventi culturali.
L’accoglienza della mostra “Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale costituisce un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione culturale di Venezia, confermandola come capitale anche dell’archeologia, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. Il calendario espositivo, che si estende dal 6 marzo al 29 settembre 2026, offrirà diverse opportunità di approfondimento, eventi collaterali, laboratori didattici e visite guidate per pubblici eterogenei.
I reperti archeologici inediti: tra bronzetti votivi e ceramiche
Uno degli elementi di maggiore richiamo della mostra sarà sicuramente l’esposizione di reperti archeologici inediti_, in gran parte mai esposti in precedenza. Le vetrine ospiteranno _bronzetti votivi_, piccole figure dal forte valore simbolico che costituivano offerte votive per richiedere protezione o propiziare eventi favorevoli; _ceramiche finemente lavorate raccontano lo sviluppo tecnologico, estetico, e le interazioni fra artisti e artigiani delle due civiltà.
La selezione dei reperti nasce da una lunga attività di ricerca e scavo condotta dalle soprintendenze e dai musei archeologici del territorio, ma anche da prestiti concessi da collezioni private e istituzioni europee. Ogni oggetto contribuisce alla ricostruzione del quadro sociale, religioso ed economico di un’epoca che ha lasciato segni indelebili nella storia mediterranea. Ogni bronzetto, ogni frammento ceramico, diventa così un testimone muto della complessità e della ricchezza dei _culti e santuari etruschi e veneti_.
Acque, culti e santuari: la spiritualità degli Etruschi e dei Veneti
L’esposizione si distingue per l’approfondita analisi del binomio _acque-sacro_, tematica centrale nelle pratiche religiose delle popolazioni antiche. Fiumi, lagune, laghi e risorgive erano visti come portali verso il divino, luoghi di comunicazione privilegiata con le divinità. La scelta dei siti sacri, spesso collocati in prossimità di corsi d’acqua o specchi naturali, rispondeva a precise esigenze rituali e simboliche.
La mostra permette di comprendere come questi spazi sacri fossero veri e propri centri di aggregazione sociale, economica e spirituale. Attraverso gli oggetti votivi, le ceramiche rituali e i resti delle antiche architetture, emerge una visione della religiosità antica fortemente legata al territorio, capace di mediare fra esigenza di sopravvivenza quotidiana e ricerca del sacro. I culti degli Etruschi e dei Veneti appaiono così come modelli di pluralismo, sincretismo e innovazione religiosa che hanno influenzato anche le successive civiltà italiche.
Impatto della mostra su pubblico e comunità scientifica
Un evento di tali dimensioni ha ricadute significative sia sul vasto pubblico sia sulla comunità accademica. Per i visitatori, rappresenta un’occasione rara di entrare in contatto con reperti mai visti, accompagnati da un percorso immersivo che sfrutta tecnologie multimediali, ricostruzioni virtuali e supporti didattici interattivi. La mostra, infatti, si adegua ai più moderni standard museali, consentendo anche ai più giovani di avvicinarsi al mondo dell’archeologia e della storia antica.
Da un punto di vista scientifico, l’iniziativa offre non soltanto una panoramica innovativa della produzione artistica e religiosa etrusco-veneta_, ma stimola il dibattito su tematiche come la gestione dell’acqua, i commerci, i rapporti fra potere civile e sacro. Convegni, workshop, conferenze collaterali e una ricca pubblicazione scientifica accompagneranno l’esposizione, coinvolgendo studiosi di rilievo internazionale. La mostra _Etruschi e Veneti si pone dunque all'avanguardia dei progetti di divulgazione archeologica, consolidando il ruolo dell’Italia come leader globale in questo settore.
Il ruolo del Ministero della Cultura e delle istituzioni
Il Ministero della Cultura svolge un ruolo propulsore e coordinatore nell’organizzazione della mostra. L’evento rientra nella strategia ministeriale di promozione degli _eventi culturali_, valorizzando sia le eccellenze locali che il patrimonio nazionale. Il coinvolgimento diretto del ministro Alessandro Giuli e il rapporto istituzionale con gli enti territoriali, come la municipalità lagunare rappresentata da Luigi Brugnaro, garantisce coesione tra politica, amministrazione e visione culturale.
L’azione sinergica fra ministero, soprintendenze territoriali, musei, università e enti di ricerca consente di mettere a sistema risorse, competenze ed esperienze, creando un modello virtuoso di gestione del patrimonio archeologico che può fare scuola anche a livello internazionale. In questo senso, la mostra si profila non solo come evento espositivo, ma come piattaforma di confronto, crescita professionale e formazione per numerosi giovani ricercatori e operatori culturali.
Sintesi finale: un viaggio nel tempo e nello spazio fra antiche civiltà
In conclusione, la conferenza del 14 gennaio 2026 a Roma segna l’avvio di un percorso che prenderà forma e vita nei mesi successivi attraverso la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia. Un appuntamento unico, capace di coniugare rigore scientifico e suggestione, di raccontare storie millenarie attraverso reperti inediti, e di offrire a cittadini e turisti l'emozione della scoperta.
L’intenso lavoro di squadra tra il Ministero della Cultura, la città di Venezia, e le curatrici Chiara Squarcina e Margherita Tirelli garantisce qualità e competenza all’evento, che si preannuncia tra i più rilevanti del 2026 per il panorama museale internazionale. Un’occasione imperdibile per avvicinarsi al cuore delle grandi civiltà del passato e riflettere su temi ancora oggi attuali come la gestione delle risorse, il dialogo culturale e il rapporto fra uomo e natura.