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La Costituzione contesa e le 33 ore di civica in classe

Polito denuncia l'uso politico della Costituzione. In classe i docenti hanno 33 ore l'anno di civica ma nessuna guida sulle interpretazioni contestate.

La Costituzione non è di sinistra (Silvio Berlusconi Editore, maggio 2026) di Antonio Polito apre un dibattito scomodo: la Carta è stata trasformata in un'arma politica dalla sinistra. La polemica rimbalza sulle pagine dei quotidiani. Ma c'è un luogo dove quella stessa Costituzione si insegna ogni anno per 33 ore obbligatorie: l'aula scolastica.

Il libro e la tesi di Polito

Polito, editorialista del Corriere della Sera, parte da una constatazione: la Costituzione è diventata una "teca di culto" che la sinistra agita contro qualunque proposta di riforma. Lo prova, secondo l'autore, la storia recente: tre grandi progetti di modifica parlamentare - di Berlusconi nel 2006, di Renzi nel 2016, di Meloni con il premierato poi congelato in parlamento - sono stati tutti bloccati anche dall'opposizione sistematica di chi considera ogni tentativo di cambiamento un "attacco alla democrazia".

L'uscita del volume da Silvio Berlusconi Editore non è priva di significato: il fondatore di Forza Italia aveva perso il primo di quei referendum nel 2006. Polito, che ha un passato da senatore della Margherita (poi PD), critica senza risparmio anche il centrodestra, ma il bersaglio principale è il cosiddetto patriottismo costituzionale di sinistra: un'identità politica costruita sull'appropriazione esclusiva della Carta, ottant'anni dopo il voto che diede origine alla Repubblica.

Trentatré ore l'anno, senza istruzioni per l'uso

Mentre la polemica scalda il dibattito pubblico, nelle scuole la Costituzione è curricolo. La legge 92/2019 ha introdotto 33 ore annuali obbligatorie di educazione civica in tutti i gradi scolastici, con la Costituzione come primo dei tre nuclei concettuali fondanti. Le linee guida MIM per l'educazione civica, aggiornate nel settembre 2024 dal ministro Valditara, la identificano come norma cardinale del sistema italiano e cardine della formazione degli studenti.

Quello che le linee guida non specificano è come un docente debba gestire, in quelle 33 ore, gli articoli e i principi su cui esistono interpretazioni politicamente opposte. Non esiste una formazione specifica per navigare la controversia costituzionale in classe. Il risultato pratico: due narrative coesistono senza incontrarsi. Da un lato chi insegna la Costituzione come bene comune trasversale, frutto di un compromesso storico tra culture diverse - cattolica, liberale, comunista; dall'altro chi sostiene che alcuni valori fondativi, dall'antifascismo all'equità sociale, siano intrinseci alla Carta e non negoziabili politicamente.

Insegnare speranza e partecipazione civica in tempi di crisi democratica è oggi una delle sfide più concrete per i docenti italiani: spiegare democrazia e Costituzione in un clima di polarizzazione crescente richiede strumenti che il curricolo ufficiale non fornisce in modo esplicito.

Il nodo pratico per i docenti

Per gli insegnanti il problema non è solo pedagogico ma professionale. Insegnare la Costituzione in modo equilibrato in un dibattito pubblico sempre più polarizzato espone a pressioni da più parti: genitori, dirigenti scolastici, rappresentanze politiche locali. La legge 92/2019 ha previsto che l'educazione civica sia trasversale a tutte le discipline, il che significa che la responsabilità ricade su docenti di materie diverse, spesso senza una formazione specifica in diritto costituzionale. Come mostra l'analisi sul lavoro reale dei docenti oltre le 36 ore settimanali, il contratto formale copre solo una parte dell'impegno professionale quotidiano.

La petizione ANIEF per il pensionamento anticipato, con oltre 100.000 firme fotografa una categoria sotto pressione crescente. Chiedere agli stessi docenti di navigare controversie costituzionali senza formazione specifica aggiunge un ulteriore strato di complessità a un lavoro già sottovalutato.

Il libro di Polito pone una domanda reale sull'uso della Costituzione. Se però quella Costituzione viene insegnata in milioni di aule ogni anno, la risposta non può restare confinata agli editoriali: riguarda anche come il Ministero accompagna i docenti nel loro lavoro con un testo che, evidentemente, non tutti leggono allo stesso modo.

Pubblicato il: 18 maggio 2026 alle ore 10:38