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'Gatto vivo, gatto morto': la guida che spiega le tecnologie quantistiche a chi non è fisico

Il libro di Leonardo De Cosmo ed Eva Filoramo, pubblicato da Il Sole 24 Ore, accompagna il lettore in un viaggio ironico e accessibile nella seconda rivoluzione quantistica, dalle intuizioni di Feynman alle applicazioni pratiche dei nostri giorni

* Un paradosso come bussola * Dalla teoria al libro: cosa troverete tra le pagine * 1982, l'anno in cui tutto è cambiato * Dal laboratorio alla realtà: le applicazioni pratiche * A chi si rivolge questo libro

Un paradosso come bussola {#un-paradosso-come-bussola}

C'è un gatto chiuso in una scatola. È vivo e morto allo stesso tempo, almeno finché qualcuno non apre il coperchio per controllare. Il celebre esperimento mentale di Schrödinger, formulato nel 1935, resta a quasi un secolo di distanza il modo più efficace — e più inquietante — per far intuire a chiunque l'assurdità controintuitiva della meccanica quantistica. Ed è proprio da quel paradosso che parte il titolo scelto da Leonardo De Cosmo ed Eva Filoramo per il loro _"Gatto vivo, gatto morto". Guida alle tecnologie quantistiche_, pubblicato da Il Sole 24 Ore (170 pagine, 16,90 euro).

Un titolo provocatorio, certo. Ma anche una dichiarazione d'intenti: rendere comprensibile ciò che, per definizione, sfida la comprensione ordinaria.

Dalla teoria al libro: cosa troverete tra le pagine {#dalla-teoria-al-libro-cosa-troverete-tra-le-pagine}

La promessa degli autori è ambiziosa. Offrire una guida chiara e accessibile alla rivoluzione quantistica senza cedere alla tentazione della semplificazione eccessiva, e senza neppure rifugiarsi nel gergo da addetti ai lavori. Il risultato è un volume che mescola rigore divulgativo e ironia, pensato esplicitamente per chi non ha una laurea in fisica ma vuole capire dove sta andando il mondo.

De Cosmo e Filoramo accompagnano il lettore attraverso i concetti fondamentali — sovrapposizione, entanglement, decoerenza — con un linguaggio che non dà nulla per scontato. Non si tratta dell'ennesimo manuale accademico travestito da libro per il grande pubblico: è un vero e proprio viaggio, come lo definiscono gli stessi autori, alla scoperta del futuro.

In un panorama editoriale italiano dove la divulgazione scientifica di qualità non abbonda, soprattutto quando si parla di quantum computing e delle sue implicazioni, il tentativo merita attenzione. Chi cerca una spiegazione semplice del computer quantistico e delle sue potenzialità troverà qui un punto di partenza solido.

1982, l'anno in cui tutto è cambiato {#1982-lanno-in-cui-tutto-è-cambiato}

Nella prefazione, Francesco Profumo — ex ministro dell'Istruzione e presidente della Compagnia di San Paolo — fissa una data precisa: 1982. È l'anno in cui Richard Feynman, premio Nobel per la fisica, pubblicò un articolo destinato a cambiare tutto. In quel lavoro, Feynman poneva una domanda apparentemente semplice: è possibile simulare la natura con un computer classico? La risposta era no. Per simulare davvero i fenomeni quantistici serviva una macchina che funzionasse secondo le stesse regole. Serviva, in altre parole, un _computer quantistico_.

Profumo colloca lì l'inizio della seconda rivoluzione quantistica. La prima — quella che tra gli anni Venti e Trenta del Novecento aveva prodotto il quadro teorico della meccanica quantistica — aveva già trasformato il mondo, rendendo possibili transistor, laser, semiconduttori. Ma era rimasta, per così dire, una rivoluzione "passiva": si sfruttavano le proprietà quantistiche della materia senza controllarle davvero. La seconda rivoluzione, quella iniziata con l'intuizione di Feynman, punta invece a manipolare e controllare i singoli stati quantistici. Una differenza enorme.

Stando a quanto emerge anche dalla ricerca più recente, le implicazioni sono vastissime. Non si parla solo di computer più potenti, ma di una trasformazione che investe la crittografia, la farmacologia, la scienza dei materiali, la logistica, la finanza. Chi vuole approfondire come queste Innovazioni nei Computer Quantistici: Un Nuovo Approccio per Studiare le Particelle Elementari stiano già ridisegnando i confini della fisica fondamentale troverà ulteriori spunti di riflessione.

Dal laboratorio alla realtà: le applicazioni pratiche {#dal-laboratorio-alla-realtà-le-applicazioni-pratiche}

Per quasi quarant'anni, dopo quell'articolo di Feynman, le tecnologie quantistiche sono rimaste confinate nei laboratori di ricerca. Esperimenti brillanti, dimostrazioni di principio, progressi incrementali. Poi, intorno al 2021, qualcosa è cambiato. Le prime applicazioni pratiche hanno cominciato a uscire dalla dimensione puramente sperimentale.

Google, IBM, startup come IonQ e Rigetti hanno iniziato a offrire accesso a processori quantistici tramite cloud. La Cina ha lanciato satelliti per la comunicazione quantistica. L'Unione Europea ha varato la _Quantum Flagship_, un programma da un miliardo di euro su dieci anni. E anche l'Italia, seppur con qualche ritardo, si è mossa: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato risorse significative alla ricerca quantistica, coinvolgendo enti come l'INFN e il CNR.

Il libro di De Cosmo e Filoramo coglie questo passaggio cruciale. Non racconta solo la teoria, ma prova a spiegare perché le meccanica quantistica e le sue applicazioni pratiche contano _adesso_, non in un futuro lontano. L'innovazione tecnologica legata al quantum non è più fantascienza: è cronaca.

A chi si rivolge questo libro {#a-chi-si-rivolge-questo-libro}

Gli autori lo definiscono un libro per gli "innovatori di domani". Una formula che potrebbe sembrare retorica, ma che in questo caso ha un significato preciso. Il target non sono i fisici — quelli, la meccanica quantistica, la conoscono già. Sono i decisori pubblici, gli imprenditori, gli studenti universitari, i professionisti che vogliono capire quale impatto avranno queste tecnologie sul loro settore.

È una scelta editoriale che risponde a un'esigenza reale. In Italia, il dibattito pubblico sulle tecnologie quantistiche è ancora largamente assente. Si parla molto — moltissimo — di intelligenza artificiale, ma quasi per nulla di quantum computing, quantum sensing, quantum communication. Eppure le implicazioni sono altrettanto profonde, forse di più.

"Gatto vivo, gatto morto" non risolverà da solo questo deficit culturale. Ma 170 pagine scritte bene, con ironia e competenza, sono un buon punto di partenza per chiunque voglia smettere di guardare la scatola di Schrödinger dall'esterno e provare, finalmente, ad aprirla.

Pubblicato il: 13 marzo 2026 alle ore 09:01