L'8 e 9 luglio 2026, alla Biblioteca comunale Giosuè Carducci di Spoleto, il CESP-Rete delle scuole ristrette torna al Festival dei Due Mondi con la XI Giornata nazionale del Mondo che non c'è. Il seminario si apre mentre, secondo il XXI rapporto di Antigone, le carceri italiane ospitano 64.436 detenuti in 46.318 posti reali, con un sovraffollamento del 139,1%.
Cosa accade l'8 e 9 luglio a Palazzo Mauri
La prima giornata, mercoledì 8 luglio dalle 10 alle 14, è dedicata all'analisi istituzionale della realtà penitenziaria. Dopo l'introduzione della presidente CESP Anna Grazia Stammati e i saluti della Regione Umbria, della direzione del Festival e della Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, la Tavola Rotonda degli Esperti affronta tutela dei diritti, legame tra scuola, università e penitenziari e ruolo della magistratura di sorveglianza.
Dalle 13 alle 14 la Voce della Rete e dei Territori porta testimonianze dirette di docenti delle scuole ristrette, ex-detenuti e attori della Compagnia #SIneNOmine da Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Sicilia. La sera, alle 21, alla Casa di reclusione di Maiano-Spoleto si replica lo spettacolo Innominabile 27 - Il gioco senza fine, guidato dal direttore artistico Giorgio Flamini. Giovedì 9 luglio il focus si sposta sul progetto Biblioteche innovative in carcere: presentazione del Modello Umbria, avviato nel 2025, e dei nuovi percorsi di Toscana e Lazio nati al Salone del Libro di Torino di maggio 2026.
I numeri reali della scuola in carcere
La cornice culturale dell'evento poggia su un sistema in difficoltà. Nell'anno scolastico 2023-2024 sono stati erogati 1.711 corsi scolastici negli istituti penitenziari italiani, in calo rispetto ai 1.760 dell'anno precedente: la riduzione riguarda soprattutto i corsi di secondo livello, scesi di 47 unità. Gli iscritti totali sono 19.250, di cui 8.965 stranieri, ma solo poco più del 40% viene promosso al livello successivo. La popolazione carceraria che frequenta un corso di studi resta ferma al 17%, a cui si aggiunge un 14% di stranieri in alfabetizzazione.
Sul fronte universitario il quadro è più dinamico: nell'anno accademico 2024-2025 gli studenti detenuti iscritti all'università sono 1.835 (1.768 uomini, 67 donne), in crescita del 7,5% rispetto all'anno precedente e più che raddoppiati rispetto ai 743 del 2018-2019. Restano però poche le sezioni dedicate: solo 14 istituti su 50 con più di 10 iscritti hanno spazi pensati per lo studio. Il fondale dell'evento è il sovraffollamento: al 30 aprile 2026 i detenuti sono 64.436 a fronte di 46.318 posti reali; in 73 carceri il tasso supera il 150%, a Lucca tocca il 240%.
Cosa significa per chi insegna in carcere
Per i docenti che lavorano negli istituti il calo dei corsi si traduce in classi più affollate e percorsi più frammentati. La riduzione dei corsi di secondo livello, che corrispondono alla scuola superiore di secondo grado, restringe le opportunità di completare un titolo per chi sconta pene lunghe. La concentrazione degli studenti in pochi istituti con sezioni dedicate spinge molti detenuti che vogliono studiare a chiedere il trasferimento, spesso lontano dalla famiglia.
Sul fronte universitario il CNUPP riporta che, dei 1.835 iscritti, la maggior parte segue corsi triennali, mentre i percorsi magistrali e a ciclo unico restano una minoranza. L'articolo 27 della Costituzione richiamato in apertura del seminario si misura con questa cornice operativa: pena come strumento di rieducazione, ma con corsi in calo e spazi formativi spesso insufficienti.
Festival e cultura nel calendario estivo
Il seminario di Spoleto si inserisce in un'estate ricca di appuntamenti culturali. In Umbria, a Perugia, si è tenuto l'Alibi Festival, tre giorni di crime e narrazioni, con un programma che intreccia letteratura, indagine e racconto del reale. In Sicilia ha preso il via l'Enjoy Barocco, il festival che porta a scoprire la Sicilia barocca, mentre Roma ha ospitato la grande mostra dei capolavori di Caravaggio fino a luglio 2025, un richiamo al ruolo delle arti come strumento di accesso alla cultura per pubblici diversi.
La giornata di giovedì chiuderà con la definizione di linee guida comuni a Umbria, Toscana e Lazio sulle biblioteche in carcere. Sarà la prova se il Modello Umbria reggerà il salto a sistema interregionale.