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Festa della Repubblica del 2 giugno: dal referendum all'80° anniversario

I numeri del referendum del 1946, le tappe verso la Costituzione e perché il 2 giugno è tornato festa fissa dal 2001.

Indice: In breve | Cosa è successo il 2 giugno 1946 | I numeri ufficiali del referendum | Dalla scheda alla Costituzione, le tappe principali | Perché la festa è tornata al 2 giugno | Il messaggio di Mattarella alle Maturità 2026 | Errori comuni sulla Festa della Repubblica | Domande frequenti

In breve

* Il 2 giugno 1946 vinse la Repubblica con 12.718.641 voti contro 10.718.502 per la Monarchia: 54,27% contro 45,73%, affluenza 89,08%.

* Sulla stessa giornata furono eletti i 556 deputati dell'Assemblea Costituente, incaricati di scrivere la nuova Costituzione.

* La Corte di Cassazione proclamò la nascita della Repubblica il 18 giugno 1946.

* Fu il primo voto a suffragio universale in Italia: per la prima volta votarono anche le donne.

* La legge 260/1949 istituì la festa nazionale; dopo lo spostamento alla domenica nel 1977, il 2 giugno è tornato giorno festivo fisso dal 2001.

Cosa è successo il 2 giugno 1946

Il 2 e 3 giugno 1946 rappresenta una data spartiacque per la storia italiana. Con il referendum istituzionale, indetto per scegliere tra Repubblica e Monarchia, i cittadini decisero di porre fine a 85 anni di regno della dinastia sabauda. Contestualmente, gli elettori votarono per l'Assemblea Costituente, l'organo di 556 deputati incaricato di redigere la nuova Costituzione. Questa doppia consultazione era regolata dal decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946.

L'appuntamento alle urne segnò le prime elezioni libere dopo la caduta del fascismo e, soprattutto, l'esordio del suffragio universale femminile in una consultazione nazionale, introdotto dal decreto luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945.

La centralità del voto femminile

L'estensione del diritto di voto alle donne modificò radicalmente il panorama politico e sociale del Paese, trasformando un corpo elettorale storicamente dimezzato in una reale rappresentanza della popolazione.

* L'affluenza e la partecipazione: Su circa 28 milioni di aventi diritto, le donne costituivano la maggioranza (circa 14,6 milioni). La risposta logistica e civile fu massiccia: l'affluenza complessiva superò l'89%, smentendo lo scetticismo di chi riteneva l'elettorato femminile impreparato o disinteressato alla vita pubblica. * L'impatto politico: Nonostante i timori dei partiti di sinistra, che temevano un voto femminile eccessivamente influenzato dalla Chiesa e orientato a conservare la monarchia, il voto delle donne si rivelò determinante nel legittimare l'esito repubblicano e nel distribuire i consensi tra le grandi forze di massa (Democrazia Cristiana, PSIUP e PCI). * Le prime elette: La consultazione portò anche all'elezione delle prime donne nelle istituzioni. Tra i 556 membri dell'Assemblea Costituente vennero elette 21 donne (le "Madri Costituenti"). Cinque di loro (Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti, Teresa Noce e Lina Merlin) entrarono a far parte della "Commissione dei 75", incaricata di redigere materialmente il testo costituzionale, garantendo l'inserimento del principio di parità di genere all'articolo 3 della Carta.

Per la maggior parte della popolazione adulta, e in particolare per milioni di donne che fino ad allora erano state legalmente escluse dalla vita politica, quella scheda rappresentò la prima esperienza concreta di democrazia e il passaggio definitivo dallo status di sudditi a quello di cittadini a pieno diritto.

I numeri ufficiali del referendum

Sui 28.005.449 cittadini iscritti alle liste elettorali, si recarono ai seggi 24.946.878 votanti, pari all'89,08%. Le schede valide furono 23.437.143, con 1.146.729 schede bianche e 1.509.735 schede non valide nel computo complessivo. Secondo i Risultati ufficiali del Ministero dell'Interno, la Repubblica ottenne 12.718.641 voti (54,27%), mentre la Monarchia si fermò a 10.718.502 (45,73%): una distanza di poco superiore ai 2 milioni di schede.

La distribuzione territoriale evidenziò una marcata spaccatura geografica: nelle regioni del Centro-Nord prevalse la Repubblica, mentre nel Sud e nelle isole risultò maggioritaria la Monarchia. Lo scarto contenuto e la geografia del voto alimentarono nei giorni successivi un acceso dibattito politico, chiuso il 18 giugno 1946 dalla proclamazione ufficiale della Corte di Cassazione.

Dalla scheda alla Costituzione: le tappe principali

1. 2 e 3 giugno 1946: referendum istituzionale e contemporanea elezione dell'Assemblea Costituente. 2. 18 giugno 1946: la Corte di Cassazione proclama i risultati definitivi e conferma la nascita della Repubblica. 3. 22 dicembre 1947: l'Assemblea Costituente approva la Costituzione a scrutinio segreto con 453 voti favorevoli, 62 contrari e nessun astenuto su 515 votanti. 4. 27 dicembre 1947: il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola promulga il testo costituzionale. 5. 1° gennaio 1948: la Costituzione entra in vigore, con 139 articoli e XVIII disposizioni transitorie e finali.

Perché la festa è tornata al 2 giugno

La festività fu istituita dalla legge 27 maggio 1949, n. 260, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 124 del 31 maggio 1949, che dichiarò il 2 giugno giorno festivo nazionale come data di fondazione della Repubblica. Nel 1977, con la legge n. 54, la celebrazione fu spostata alla prima domenica di giugno per ragioni di contenimento dei costi pubblici legate alla difficile congiuntura economica del periodo.

La data fissa fu reintrodotta dalla legge 20 novembre 2000, n. 336, voluta dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: dal 2001 il 2 giugno è di nuovo giornata festiva e ospita la parata militare in via dei Fori Imperiali davanti all'Altare della Patria, con il Capo dello Stato e le massime cariche istituzionali.

Il messaggio di Mattarella alle Maturità 2026

Nell'anno dell'80° anniversario della Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella ha inviato una lettera agli studenti che affronteranno l'esame di Maturità. Nel testo paragona il referendum del 2 giugno 1946 a un vero esame di maturità per l'Italia, una prova che aprì la strada al lavoro dell'Assemblea Costituente, in cui ebbero un ruolo decisivo le donne elette per la prima volta. Il riferimento collega la prova individuale dei maturandi alla scelta collettiva che fondò l'ordinamento repubblicano.

Errori comuni sulla Festa della Repubblica

Confondere proclamazione e referendum: la Repubblica non nasce formalmente il 2 giugno 1946, ma il 18 giugno 1946, quando la Cassazione proclama l'esito definitivo. Il 2 giugno è la data del voto, non della nascita ufficiale dell'ordinamento.

Pensare che la Costituzione sia entrata in vigore subito: la nuova carta venne approvata oltre un anno e mezzo dopo il referendum e produsse effetti solo dal 1° gennaio 1948. Nel periodo di transizione restò in vigore lo Statuto Albertino, con le modifiche provvisorie introdotte dai decreti luogotenenziali.

Credere che la festa sia sempre stata il 2 giugno: dal 1977 al 2000 la celebrazione era spostata alla prima domenica di giugno e non figurava nel calendario come giornata festiva a tutti gli effetti. Il ripristino della data fissa è arrivato solo con la legge 336/2000.

Sovrapporre referendum e Assemblea Costituente: si trattò di due voti distinti, espressi sulla stessa giornata su schede separate. Il referendum decideva la forma dello Stato, l'altra scheda eleggeva i 556 deputati che avrebbero redatto la Costituzione.

Domande frequenti

Quando si vota nel referendum istituzionale?

Il voto si tiene il 2 e 3 giugno 1946 in tutti i comuni italiani. È la prima consultazione nazionale a suffragio universale: il diritto di voto è esteso anche alle donne, già riconosciuto dal decreto luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945.

Perché la Costituzione entra in vigore solo nel 1948?

L'Assemblea Costituente lavora al testo per circa un anno e mezzo. La carta è approvata il 22 dicembre 1947, promulgata da Enrico De Nicola il 27 dicembre e produce effetti dal 1° gennaio 1948, secondo quanto fissato nelle disposizioni transitorie.

Cosa cambia con la riforma del 1977?

La legge 54/1977 sposta la celebrazione del 2 giugno alla prima domenica del mese, riducendo i giorni festivi per esigenze di bilancio. La data resta simbolicamente legata alla Repubblica, ma perde il carattere di giornata festiva fissa fino al ripristino del 2001.

Perché la parata si tiene ai Fori Imperiali?

Dal 2001 la cerimonia militare ufficiale si svolge in via dei Fori Imperiali, con il Capo dello Stato schierato davanti all'Altare della Patria. Il percorso unisce simbolicamente il sacrario del Milite Ignoto e i principali palazzi istituzionali della capitale.

A ottant'anni dal voto, i numeri del 1946 raccontano una scelta partecipata da quasi nove italiani su dieci aventi diritto e decisa per circa due milioni di schede. La Costituzione che ne seguì resta il riferimento dell'ordinamento, e la lettera di Mattarella ai maturandi del 2026 ricorda quanto quella prova collettiva continui a definire il quadro entro cui si esercitano oggi i diritti politici.

Pubblicato il: 31 maggio 2026 alle ore 23:37