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Università di Perugia, nasce il premio di laurea su usura e sovraindebitamento: due borse da 500 euro

Domani la presentazione a Palazzo Murena. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Umbria per la prevenzione dell'Usura con i due atenei perugini, è aperta a laureati triennali, magistrali e dottori di ricerca del 2026.

* Un premio per studiare usura e sovraindebitamento * Come funziona il bando: requisiti e borse in palio * La presentazione a Palazzo Murena * Perché il tema resta cruciale

Un premio per studiare usura e sovraindebitamento {#un-premio-per-studiare-usura-e-sovraindebitamento}

Stimolare la ricerca accademica su fenomeni che continuano a colpire famiglie e piccole imprese. È questo l'obiettivo del nuovo premio di laurea dedicato ai temi dell'usura e del sovraindebitamento, che verrà presentato domani, martedì 8 aprile 2026, a Perugia.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Umbria per la prevenzione dell'Usura, l'Università degli Studi di Perugia e l'Università per Stranieri di Perugia, un triangolo istituzionale che punta a portare dentro le aule universitarie una riflessione strutturata su problematiche spesso relegate alla cronaca locale.

Non si tratta di un semplice riconoscimento simbolico. Il premio prevede due borse da 500 euro ciascuna, destinate a tesi che affrontino con rigore scientifico le dinamiche legate all'indebitamento patologico e alle pratiche usurarie.

Come funziona il bando: requisiti e borse in palio {#come-funziona-il-bando-requisiti-e-borse-in-palio}

Stando a quanto emerge dalle prime informazioni disponibili, il premio di laurea si rivolge a un bacino ampio di candidati. Possono partecipare i laureati di laurea triennale, magistrale e dottorato che abbiano discusso la propria tesi nel corso del 2026, purché l'elaborato tratti specificamente i temi dell'usura e del sovraindebitamento.

La scelta di aprire il bando a tutti i livelli di studio, dal triennio fino al dottorato di ricerca, appare significativa: segnala la volontà di intercettare approcci diversi, dalle prime analisi esplorative dei percorsi triennali fino alle ricerche più approfondite dei dottorandi. I dettagli operativi, le scadenze e le modalità di candidatura saranno resi noti durante la conferenza stampa di domani.

Per chi fosse interessato alle opportunità economiche legate al percorso universitario, vale la pena ricordare che il panorama delle agevolazioni è più ampio di quanto si pensi. La partecipazione a premi e bandi come questo può rappresentare un tassello importante nel sostegno alla formazione.

La presentazione a Palazzo Murena {#la-presentazione-a-palazzo-murena}

La conferenza stampa di presentazione è fissata per domani alle ore 11 nella suggestiva Sala del Dottorato di Palazzo Murena, sede storica del rettorato dell'Università degli Studi di Perugia. Una cornice non casuale, che sottolinea il peso istituzionale dell'iniziativa.

Saranno illustrati nel dettaglio i criteri di valutazione delle tesi, le tempistiche per la presentazione delle candidature e, verosimilmente, le prospettive future del premio, che potrebbe diventare un appuntamento ricorrente nel calendario accademico dei due atenei perugini.

Perché il tema resta cruciale {#perché-il-tema-resta-cruciale}

L'usura e il sovraindebitamento non sono fenomeni residuali. I dati delle fondazioni antiusura attive sul territorio nazionale mostrano un quadro in cui le richieste di aiuto, dopo la fase acuta legata alla pandemia, non hanno conosciuto una vera inversione di tendenza. La legge 108/1996 sulla prevenzione dell'usura e la successiva normativa sul sovraindebitamento (confluita nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, D.Lgs. 14/2019) hanno costruito un impianto giuridico articolato, ma la distanza tra le norme e la realtà vissuta da molti cittadini resta significativa.

È proprio in questo spazio che la ricerca universitaria può fare la differenza, offrendo analisi, dati e proposte. Il fatto che una fondazione del territorio come la Fondazione Umbria per la prevenzione dell'Usura scelga di investire direttamente nella formazione accademica rappresenta un segnale incoraggiante: la prevenzione passa anche, e forse soprattutto, dalla conoscenza.

Pubblicato il: 7 aprile 2026 alle ore 08:41