La Camera ha approvato il 23 settembre 2026 il DDL 2628, la delega al Governo per riscrivere l'ordinamento della professione di commercialista. La misura più discussa è l'apertura del tirocinio agli anni universitari: chi frequenta la laurea magistrale potrà svolgere per intero i 18 mesi di praticantato prima della proclamazione, tagliando l'attesa fra il titolo e l'esame di Stato.
Cosa dice il DDL 2628 sul tirocinio
Il testo, collegato alla legge di bilancio, è passato con 145 voti favorevoli, nessun contrario e 80 astenuti e ora è all'esame del Senato. La delega dà al Governo dodici mesi per adottare il decreto legislativo che sostituirà il D.Lgs. 139/2005, la norma che oggi disciplina la professione. Il DDL 2628 sulla riforma dell'ordinamento dei commercialisti contiene diversi principi direttivi, ma sul percorso di ingresso la novità è mirata: l'articolo 43 del decreto vigente consente già di svolgere il praticantato contestualmente al biennio di laurea magistrale, cioè in parallelo agli studi ma non per l'intero periodo. La delega estende l'ipotesi a tutti i 18 mesi, così un laureando può arrivare all'esame di Stato subito dopo la proclamazione. Restano ferme le competenze del Ministero dell'Università e del Ministero del Lavoro, che dovranno esprimere il concerto sul decreto attuativo insieme al CNDCEC.
La professione che la riforma prova a rilanciare
Il DDL arriva su una categoria in contrazione. Il Rapporto 2026 sull'Albo dei commercialisti della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti registra a fine 2025 119.050 iscritti, 902 in meno rispetto al 2024 (-0,8%). Le nuove iscrizioni dell'anno sono state 1.494 contro le 1.958 del 2024: un calo del 23,7% in dodici mesi. È il segnale più netto del problema che la delega prova ad affrontare, perché senza giovani che entrano l'albo invecchia e la sostituzione delle uscite non tiene il passo.
Il registro dei praticanti, all'opposto, chiude il 2025 in leggera crescita: 11.507 iscritti, 468 in più rispetto all'anno prima. Un rimbalzo che va letto sul lungo periodo, perché il numero di chi si avvicina al praticantato o all'esame di Stato è comunque una frazione di quello di quindici anni fa. Il tirocinio durante la magistrale è pensato per intercettare gli studenti che oggi rinunciano prima ancora di iscriversi al registro, con un percorso che li accompagna dal secondo anno di corso alla firma sul verbale d'esame.
Il calo, poi, non è uniforme. Al Nord gli iscritti perdono lo 0,2%, al Centro l'1%, al Sud l'1,3%. Una forbice che il testo approvato alla Camera non affronta in modo diretto e che rischia di rendere marginale l'effetto della riforma nelle regioni dove la professione è già più fragile e dove gli studi che accolgono praticanti sono più piccoli.
Cosa cambia per studenti e studi professionali
Per un aspirante commercialista la novità è concreta. Chi si iscrive alla magistrale in Scienze economico-aziendali potrà iniziare il praticantato da subito, chiudere i 18 mesi in parallelo alla tesi e sostenere l'esame di Stato senza il vuoto di attesa che oggi separa la laurea dall'abilitazione. Il reddito medio di categoria, salito dell'8,3% nel 2024 fino a 87.376 euro, resta un incentivo forte per chi supera l'ingresso; il problema, come mostrano i numeri del rapporto, è arrivarci.
Per gli studi che ospitano i praticanti la delega introduce anche una revisione delle specializzazioni, con l'obiettivo di ridurre la moltiplicazione dei sotto-albi che oggi frammenta il percorso post-abilitazione, e una spinta sulla parità di genere nella governance degli Ordini. Sulle incompatibilità è previsto il passaggio da automatismi rigidi a controlli ex post, mentre la revisione del sistema elettorale interno resta rinviata alla prossima consiliatura.
Il testo passa ora al Senato e, una volta approvato in via definitiva, il Governo avrà dodici mesi per scrivere il decreto legislativo. Per chi oggi è al primo anno di magistrale la finestra utile per iniziare il praticantato in aula potrebbe aprirsi nel 2028.