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Spritz a Colazione tra gli Studenti Universitari: Una Moda Preoccupante che Minaccia Attenzione, Memoria e Rendimento Scolastico

L'allarme dell'Osservatorio Mohre sul fenomeno in crescita che coinvolge giovani e minori, tra performance scolastica in calo e rischi di dipendenza: numeri, testimonianze e approfondimenti

Spritz a Colazione tra gli Studenti Universitari: Una Moda Preoccupante che Minaccia Attenzione, Memoria e Rendimento Scolastico

Indice dei Contenuti

* Introduzione * Origini e diffusione della tendenza "spritz a colazione" * Il ruolo dell’Osservatorio Mohre: dati, allerta e responsabilità sociali * Effetti del consumo di alcol al mattino su attenzione e memoria * Impatti sulla performance e sul rendimento scolastico * Dipendenza da alcol tra studenti: numeri e pericoli * Il quadro italiano: numeri e testimonianze * Fattori psicologici e sociali alla base della moda dello spritz a colazione * Rischi per la salute: dipendenza e patologie correlate * Ruolo delle università e della famiglia nella prevenzione * Strategie di sensibilizzazione e possibili soluzioni * Sintesi finale

Introduzione

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La nuova tendenza tra gli studenti universitari italiani sta destando grande preoccupazione tra esperti, educatori e famiglie: lo spritz a colazione. Un’abitudine nata quasi per gioco o goliardia, che invece cela gravi rischi per la salute psicofisica e le capacità cognitive dei giovani. Secondo l’Osservatorio Mohre, un numero crescente di ragazzi intorno ai 20 anni consuma superalcolici già dalle 9.30 del mattino, spesso prima delle lezioni universitarie. Un fenomeno che mette in discussione non solo il modello di socialità studentesca ma soprattutto le basi della performance scolastica, dell’attenzione e della memoria. Analizziamo dunque a fondo questa nuova moda studentesca, i suoi pericoli e possibili soluzioni.

Origini e diffusione della tendenza "spritz a colazione"

Negli ultimi mesi ha preso piede tra gli studenti universitari italiani la pratica di consumare spritz a colazione: un rituale che, da evento sporadico dopo una serata, si è trasformato in un’abitudine mattutina per gruppi sempre più consistenti di giovani. Il fenomeno si è diffuso soprattutto nelle grandi città universitarie, complice anche la presenza di bar e locali che, davanti a una nuova domanda, hanno iniziato a proporre queste offerte prima delle 10 del mattino. L’elemento di novità è proprio il momento della giornata: bere superalcolici al mattino era, fino a poco tempo fa, una consuetudine rara e stigmatizzata. Oggi, invece, viene associata a una moda, a un modo per fare gruppo e distinguersi rispetto alle generazioni precedenti.

A fare da traino, secondo numerose testimonianze rilevate sia in rete che nei campus, sarebbero i social network: foto e video di brindisi mattutini raccolgono migliaia di visualizzazioni, trasformando questa pratica in una sorta di sfida virale. I rischi, però, sono ancora poco percepiti dagli stessi studenti.

Il ruolo dell’Osservatorio Mohre: dati, allerta e responsabilità sociali

A lanciare l’allarme su questa nuova tendenza è stato l’Osservatorio Mohre, organismo che da anni monitora le abitudini di consumo alcolico tra giovani e minori. Secondo la direttrice dell’Osservatorio, il fenomeno dello spritz a colazione non può essere sottovalutato.

L’Osservatorio Mohre ha evidenziato come l’abitudine non riguardi più solo una ristretta élite di studenti. Stime aggiornate parlano di circa 1,2 milioni di giovani consumatori a rischio in Italia, con almeno la metà rappresentata da minori. Ciò impone una seria riflessione non solo sul sistema universitario, ma anche sui canali di informazione, le famiglie e le istituzioni sanitarie.

Effetti del consumo di alcol al mattino su attenzione e memoria

Le ricerche scientifiche sono concordi: bere alcolici, specie al mattino e a stomaco vuoto, ha effetti deleteri sulle capacità cognitive di chiunque, tanto più sui giovani con il cervello ancora in fase di sviluppo. L’etanolo, principio attivo delle bevande alcoliche come lo spritz, riduce temporaneamente la funzionalità di aree cerebrali preposte a attenzione, concentrazione, memoria a breve e lungo termine.

Dopo il consumo mattutino di alcol – soprattutto se superiore a 20-30 grammi – si assiste spesso a:

* Calo della vigilanza anche su compiti semplici * Distrazione costante durante le lezioni * Difficoltà a trattenere nuove nozioni * Errori in fase di apprendimento o nelle prove scritte * Lentezza nell’elaborazione dei dati

Tutti questi fattori contribuiscono a minare la performance scolastica degli studenti universitari. La situazione peggiora se il consumo mattutino si somma a quello del fine settimana, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.

Impatti sulla performance e sul rendimento scolastico

La performance scolastica alcol è uno dei temi centrali sollevati dagli esperti. Una ricerca condotta dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha dimostrato che l’assunzione di superalcolici al mattino riduce significativamente la probabilità di successo negli esami, incrementando assenze, ritardi e insuccessi accademici. La memoria viene gravemente compromessa e l’attenzione cala drasticamente nei primi giorni di formazione settimanale, proprio quando le lezioni sono più dense e impegnative.

* Alcuni studenti hanno dichiarato al nostro giornale di aver notato un incremento degli episodi di vuoto di memoria durante le interrogazioni; altri riferiscono di fatica a seguire il filo delle spiegazioni e una certa demotivazione generale. * I docenti, dal canto loro, segnalano un netto calo dell’interattività e della vivacità nei gruppi classe dove questa moda si sta diffondendo.

In tale contesto, il legame tra moda studentesca spritz e risultati accademici si fa sempre più stringente: le università devono prendere atto di questo nuovo ostacolo al diritto allo studio, ponendo maggiore attenzione alle strategie di prevenzione e supporto.

Dipendenza da alcol tra studenti: numeri e pericoli

Il consumo regolare e ripetuto di alcol – a qualsiasi ora e soprattutto al mattino – incrementa in modo esponenziale il rischio di dipendenza già in età universitaria. Gli esperti definiscono questa situazione "consumo a rischio evolutivo", ovvero il passaggio dall’assunzione occasionale alla cronicità.

I numeri sono allarmanti:

* Secondo il Ministero della Salute, oltre il 30% degli universitari italiani ha riferito negli ultimi 12 mesi episodi di binge drinking, ovvero l’assunzione smodata di alcol in breve tempo. * La direttrice dell’Osservatorio Mohre mette in guardia da una pericolosa sottovalutazione.

La dipendenza da alcol negli studenti universitari resta un tabù di cui si parla troppo poco: spesso i primi segnali (cali di concentrazione, difficoltà relazionali, isolamento) vengono scambiati per semplice stanchezza o stress da esami.

Il quadro italiano: numeri e testimonianze

Il fenomeno italiano è di dimensioni preoccupanti. Con un bacino di 1,2 milioni di giovani consumatori a rischio, il nostro Paese si trova in una posizione delicata anche in confronto al resto d’Europa. Più della metà di questi ragazzi sono minorenni, circostanza che rende il quadro ancora più complesso e impone un’azione integrata delle istituzioni.

Testimonianze raccolte in città universitarie come Bologna, Milano, Roma e Napoli confermano che la tendenza interessa trasversalmente tutti i corsi di laurea, dal primo anno alla magistrale.

Fattori psicologici e sociali alla base della moda dello spritz a colazione

Perché questa moda si è diffusa così rapidamente? Secondo gli psicologi universitari, il bisogno di appartenenza e di riconoscimento influisce in modo deciso nella scelta di prendere parte a rituali come quello dello spritz a colazione. Il gruppo esercita una potente forza di attrazione, rendendo difficile ai singoli sottrarsi alla dinamica collettiva.

* I social network rafforzano ulteriormente questa dinamica: chi non partecipa rischia di sentirsi escluso e fuori luogo. * Non va trascurata, inoltre, la pressione invisibile derivante dalla paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali o accademiche. L’alcol diventa così una scorciatoia per stemperare l’ansia e la paura del giudizio.

Rischi per la salute: dipendenza e patologie correlate

Gli effetti del consumo di alcol in giovane età e in orari non convenzionali non si limitano ai problemi di rendimento accademico. La direttrice dell’Osservatorio Mohre richiama l’attenzione su diversi rischi per la salute:

* Patologie epatiche (steatosi, epatiti) * Danni irreversibili al sistema nervoso centrale * Incremento del rischio di incidenti stradali e domestici * Disturbi dell’umore e crisi depressive * Compromissione della qualità del sonno

Il rischio di sviluppare patologie alcol-correlate aumenta se il consumo diventa regolare. Il sistema sanitario nazionale, ogni anno, si trova a fronteggiare un sempre maggior numero di ricoveri per intossicazione e complicanze legate all’assunzione di alcol tra i giovani.

Ruolo delle università e della famiglia nella prevenzione

Contrastare la tendenza dello spritz a colazione richiede uno sforzo corale. Le università, primi ambienti di aggregazione e crescita, devono promuovere iniziative di informazione e prevenzione, agendo in sinergia con famiglie e operatori socio-sanitari.

* Corsi di sensibilizzazione nelle aule universitarie * Sportelli di ascolto psicologico * Coinvolgimento di testimonial e influencer per raggiungere il target giovanile * Collaborazione tra docenti, genitori e associazioni studentesche

Le università possono e devono essere sentinelle attive, non solo repressori o giudici. Un approccio empatico e aperto favorisce maggiore fiducia e quindi migliore efficacia delle strategie di prevenzione.

Strategie di sensibilizzazione e possibili soluzioni

Per spezzare la spirale della moda studentesca spritz occorre puntare su strategie a più livelli:

1. Campagne social mirate: parlare agli studenti nei loro stessi linguaggi, utilizzando storie autentiche e dati reali. 2. Coinvolgimento dei media tradizionali e digitali per dare voce a esperti e giovani testimonial. 3. Incremento dei controlli sulle licenze dei locali che proporzionano superalcolici prima delle 11 del mattino. 4. Educazione all’affettività e alla gestione dell’ansia sin dai primi anni di università. 5. Rafforzamento delle leggi a tutela dei minori, con sanzioni severe per chi serve alcol a ragazzi sotto i 18 anni.

Sintesi finale

La moda dello spritz a colazione tra gli studenti universitari sta assumendo proporzioni preoccupanti, coinvolgendo una fetta sempre più ampia di ragazzi e minori. I dati forniti dall’Osservatorio Mohre e dalle principali autorità sanitarie fotografa un trend in deciso aumento, che rischia di compromettere non solo attenzione, memoria e performance scolastica, ma la salute mentale e fisica di un’intera generazione.

Contrastare questa deriva è possibile solo attraverso un gioco di squadra che veda impegnate università, famiglie, istituzioni e media. La conoscenza, il dialogo e la prevenzione sono strumenti fondamentali per far fronte a una tendenza che, da moda passeggera, potrebbe trasformarsi in un problema strutturale per il Paese. Occorre agire ora, prima che la spirale dello spritz a colazione segni in modo indelebile il futuro dei nostri studenti.

Pubblicato il: 16 febbraio 2026 alle ore 08:33