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Sapienza Capitale della Pace: Prima Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace a Roma

Oltre 300 Dirigenti Scolastici e Docenti, 156 Istituti da Tutta Italia Riuniti per Costruire una Rete Nazionale di Educazione alla Pace

Sapienza Capitale della Pace: Prima Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace a Roma

Indice

* Introduzione * Il contesto: la Sapienza di Roma e la Fondazione PerugiAssisi * Un evento di portata nazionale: i numeri della partecipazione * Il ruolo della rettrice Antonella Polimeni e la delegazione studentesca * Il significato simbolico della Lampada della Pace di Assisi * Il lancio del programma 'Sui passi di Francesco' * L’importanza delle reti scolastiche per la pace in Italia * Le città e le regioni coinvolte * Testimonianze e interventi principali * Impatto sull’educazione e sulle politiche scolastiche * Il ruolo delle iniziative Scuole di Pace nel panorama educativo del 2026 * Prospettive future e conclusioni * Sintesi finale

Introduzione

Con la Prima Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace, la Sapienza di Roma si è affermata come punto di riferimento per la promozione della cultura della pace e della cittadinanza responsabile nelle scuole italiane. L’evento, tenutosi venerdì 16 e sabato 17 gennaio 2026, ha rappresentato un fondamentale momento di incontro e confronto tra oltre 300 tra dirigenti scolastici e docenti provenienti da ogni parte d’Italia, richiamando l’attenzione sulle buone pratiche e sulle prospettive educative in materia di pace. Promossa dalla collaborazione tra la storica università romana e la Fondazione PerugiAssisi, questa iniziativa segna una svolta storica per il panorama formativo nazionale e pone al centro il tema delle reti scuole per la pace Italia.

Il contesto: la Sapienza di Roma e la Fondazione PerugiAssisi

Fondata nel 1303, la Sapienza di Roma è non soltanto uno dei maggiori atenei europei, ma anche un luogo dove si intrecciano saperi, culture e valori civili. La volontà di ospitare la prima conferenza delle Scuole di Pace testimonia l’impegno ad essere laboratorio di innovazione sociale e promotore di iniziative che valorizzano i principi fondamentali della convivenza, dell’inclusione e della pace.

La Fondazione PerugiAssisi, da parte sua, vanta una consolidata esperienza nella promozione di percorsi di educazione alla pace e di mobilitazione civica. Questa collaborazione non è casuale: è il frutto di anni di dialogo, progetti congiunti e costruzione di reti tra istituzioni scolastiche, universitarie e realtà associative del terzo settore.

Un evento di portata nazionale: i numeri della partecipazione

La portata dell’evento è testimoniata dai numeri impressionanti:

* Oltre 300 dirigenti scolastici e docenti partecipanti * 156 scuole rappresentate, provenienti da 116 città * Coinvolgimento di ben 18 regioni italiane

Questi dati sottolineano l’alto valore simbolico e pratico dell’iniziativa, contribuendo a consolidare la rete nazionale delle scuole di pace, uno spazio di condivisione e riflessione non solo teorica ma anche operativa su come l’educazione scolastica possa sostenere la costruzione di una società più giusta e solidale.

Il tema del “evento scuole di pace Roma” ha puntato l’attenzione sulla capitale come cuore pulsante delle attività e sul ruolo strategico che la Sapienza svolge nel coordinamento delle azioni e delle progettualità del settore.

Il ruolo della rettrice Antonella Polimeni e la delegazione studentesca

La cerimonia di apertura dei lavori è stata affidata alla rettrice Antonella Polimeni, da tempo impegnata nella valorizzazione del dialogo intergenerazionale e della partecipazione attiva degli studenti alla vita accademica e sociale. La presenza di una delegazione studentesca accanto ai vertici istituzionali ha sottolineato la centralità dell’ascolto delle nuove generazioni, la cui voce è stata protagonista nei lavori della conferenza.

Antonella Polimeni ha ribadito come educare per la pace significa investire nelle competenze trasversali, nella cittadinanza attiva e nella responsabilità individuale e collettiva, invitando i presenti a promuovere modelli di scuola sempre più inclusivi e orientati all’innovazione pedagogica.

La presenza della rettrice ha aggiunto autorevolezza e riconoscimento istituzionale all’evento, rafforzando il legame tra l’università e il mondo della scuola e rendendo la Sapienza Scuole di Pace un marchio di eccellenza per le iniziative scuola pace 2026.

Il significato simbolico della Lampada della Pace di Assisi

Un momento di rilevanza particolare è stato la consegna della Lampada della Pace di Assisi alla rettrice Polimeni. Questo gesto, dal forte valore simbolico, rappresenta il riconoscimento dell’impegno dell’università nella promozione dei valori francescani della pace, della fraternità e della solidarietà universale.

La Lampada della Pace di Assisi, già assegnata nel passato a personalità di rilievo mondiale, si configura come emblema del dialogo interreligioso e della nonviolenza. La sua presenza alla conferenza ha catalizzato l’attenzione dei partecipanti, invitandoli a riflettere sul senso profondo delle missioni educative e sulla responsabilità di formare cittadini consapevoli e promotori di cambiamento positivo.

La cerimonia, molto sentita da tutti i presenti, ha rafforzato la percezione di appartenere a una comunità nazionale impegnata in un grande progetto di trasformazione sociale e culturale.

Il lancio del programma 'Sui passi di Francesco'

Tra i punti di maggiore interesse dell’incontro figura il lancio ufficiale del programma “Sui passi di Francesco”. Questo progetto, patrocinato dalla Fondazione PerugiAssisi in collaborazione con le scuole aderenti alla rete, propone un percorso di formazione, confronto e azione sui temi della pace, della giustizia e della cura dell’altro, ispirandosi proprio alle esperienze e agli insegnamenti di Francesco d’Assisi.

Il programma prevede:

* Attività formative destinate a studenti e docenti * Percorsi laboratoriali sulle tematiche della pace * Scambi tra scuole di diverse regioni * Partecipazione a incontri nazionali e internazionali

Oltre a promuovere i valori della pace, il programma si propone di sviluppare competenze chiave come la cooperazione, la comunicazione interculturale ed il pensiero critico, diventando così esempio concreto di quelle reti scuole per la pace Italia che rappresentano uno degli assi portanti della nuova scuola inclusiva.

L’importanza delle reti scolastiche per la pace in Italia

Uno degli obiettivi principali della conferenza è stato favorire la nascita e il consolidamento di una rete nazionale tra le scuole di pace, capace sia di coordinare azioni locali che di influenzare le politiche educative a livello centrale. La costruzione di reti scuola pace 2026 rappresenta, infatti, una delle scommesse più ambiziose e innovative dell’attuale stagione educativa.

Tra i vantaggi principali di queste reti:

* Favorire la circolazione di buone pratiche didattiche in tema di pace * Offrire supporto e formazione ai docenti coinvolti * Agevolare lo scambio di studenti all’interno di progetti dedicati * Rafforzare il legame tra scuola, territorio e istituzioni locali

Il confronto tra i vari attori della scuola, emerso durante la conferenza, ha fatto emergere una molteplicità di esperienze già in atto, ma anche la necessità di una maggiore strutturazione nazionale delle iniziative, per renderle realmente incisive e sostenibili nel tempo.

Le città e le regioni coinvolte

L’eterogeneità della partecipazione è uno dei punti di forza dell’evento. Le 156 scuole partecipanti provengono da 116 città distribuite su 18 regioni italiane, a dimostrazione di una copertura omogenea e di un’attenzione diffusa su tutto il territorio nazionale. Ciò permette di valorizzare esperienze e peculiarità locali, nello spirito di un’Italia solidale e plurale.

Alcune delle regioni più rappresentate sono Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Piemonte e Sicilia, ma non sono mancati istituti da zone montane, aree interne e piccoli comuni. Questo dimostra come l’impegno per la pace sia condiviso e sentito trasversalmente da ogni tipo di comunità, superando le differenze sociali, economiche e territoriali.

La varietà istituzionale delle scuole

Le scuole aderenti appartengono sia al primo che al secondo ciclo di istruzione: istituti comprensivi, licei, scuole tecniche e professionali, sia statali che paritarie. Questa varietà aiuta a far emergere le diverse criticità e opportunità legate alla promozione della pace nei diversi gradi scolastici e a individuare strategie comuni e pratiche calate nella realtà quotidiana delle scuole.

Testimonianze e interventi principali

Durante i lavori si sono susseguiti una pluralità di interventi, tavole rotonde e workshop, con la partecipazione di accademici, rappresentanti della Fondazione PerugiAssisi, esponenti del mondo dell’associazionismo, dirigenti scolastici ed esperti di pedagogia della pace.

Molto apprezzate le testimonianze dirette di studenti che hanno raccontato come la cultura della pace abbia assunto un ruolo centrale nella loro formazione personale e nel rapporto con i compagni di classe. Significativa anche la presentazione di progetti già sperimentati negli anni precedenti, che potranno essere replicati su scala più ampia grazie alla rete nazionale appena costituita.

Non sono mancati momenti di analisi critica, con riflessioni sulle principali difficoltà operative e sulle strategie per superarle, tra cui:

* Formazione continua del personale docente * Maggiore coinvolgimento delle famiglie * Dialogo strutturato con gli enti locali * Sviluppo di materiali didattici specifici per l’educazione alla pace

Impatto sull’educazione e sulle politiche scolastiche

Un altro elemento centrale emerso dalla conferenza riguarda l’impatto reale delle iniziative scuola pace 2026 sull’educazione e sulle politiche scolastiche. I dirigenti scolastici, in particolare, hanno sottolineato come un’educazione orientata ai valori della nonviolenza e del dialogo interculturale contribuisca direttamente al contrasto di fenomeni quali bullismo, discriminazione ed emarginazione.

Inoltre, tra le richieste condivise, vi è stata quella di inserire in modo sistematico l’educazione alla pace nel curriculum delle scuole, in linea con le direttive europee sull’educazione alla cittadinanza e all’interculturalità. Si è parlato anche della necessità di investire risorse stabili su queste progettualità e di prevedere misure di valutazione dell’impatto delle attività, attraverso la raccolta sistematica di dati, la condivisione di risultati e la verifica degli effetti a medio-lungo termine sulle comunità scolastiche.

Il ruolo delle iniziative Scuole di Pace nel panorama educativo del 2026

Nel panorama educativo del 2026, la Conferenza Nazionale Scuole di Pace diventa un esempio virtuoso di come le scuole possano essere attori di cambiamento e non semplici spettatrici delle sfide sociali. Il modello proposto dalla rete delle scuole di pace punta su tre assi:

1. Innovazione didattica, con percorsi interattivi e laboratoriali 2. Partecipazione attiva degli studenti, attraverso progetti di peer education e cittadinanza attiva 3. Dialogo con il territorio, coinvolgendo famiglie, associazioni e istituzioni

Questa impostazione rende le iniziative scuola pace 2026 un laboratorio di buone pratiche che potrà ispirare ulteriori politiche attive in ambito nazionale e locale.

Prospettive future e conclusioni

Il successo della prima conferenza nazionale delle scuole di pace alla Sapienza è destinato a produrre effetti positivi a lungo termine nel sistema scolastico italiano. La sfida di costruire una rete stabile delle scuole di pace vede ora coinvolti un numero crescente di istituti e sollecita la collaborazione di tutti gli attori in campo: università, fondazioni, associazioni, enti pubblici e privati.

Per il futuro sono già in programma:

* Incontri territoriali di approfondimento * Lancio di nuove campagne di sensibilizzazione * Sviluppo di materiali e corsi di formazione online per docenti * Eventi nazionali in concomitanza con giornate simboliche (ad esempio la Giornata Internazionale della Pace)

Tutto ciò contribuirà a rafforzare la presenza delle reti scuole per la pace Italia e a rendere la cultura della pace uno dei pilastri dell’offerta formativa nazionale.

Sintesi finale

La Sapienza Scuole di Pace si configura oggi come modello e motore di innovazione educativa, rendendo la prima conferenza nazionale delle scuole di pace una tappa fondamentale per la costruzione di una società più giusta, inclusiva e solidale. L’impegno delle scuole di pace italiane, unito all’azione sinergica di istituzioni e società civile, rappresenta la migliore garanzia per il futuro di una scuola capace di formare cittadini globali, consapevoli e responsabili.

Pubblicato il: 15 gennaio 2026 alle ore 10:54