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Quantum Internet in Italia: alla Federico II di Napoli nasce il primo testbed nazionale per ricerca e industria

Alla Federico II di Napoli nasce il primo Quantum Internet Testbed italiano, un laboratorio aperto per ricerca e imprese dedicato alle comunicazioni quantistiche. Un’infrastruttura strategica che punta su sicurezza dei dati, trasferimento tecnologico e collaborazione pubblico-privato, rafforzando il ruolo dell’Italia nel panorama europeo della ricerca avanzata.

Sommario

* Cos’è il Quantum Internet Testbed inaugurato alla Federico II * Un laboratorio aperto per università, ricerca e imprese * Comunicazioni quantistiche: cosa significa davvero * Sicurezza delle reti e protezione delle infrastrutture critiche * Il ruolo della Federico II e del Quantum Internet research group * Pnrr, Fondazione Restart e collaborazione pubblico-privato * Le aziende coinvolte e il trasferimento tecnologico * Sovranità tecnologica e autonomia strategica * Perché il progetto è rilevante per l’Italia e per l’Europa * Conclusione

Cos’è il Quantum Internet Testbed inaugurato alla Federico II

L’Università Federico II di Napoli inaugura il primo Quantum Internet Testbed italiano, un’infrastruttura di ricerca avanzata dedicata allo studio delle reti di comunicazione quantistica.

L’avvio ufficiale avviene venerdì 16 gennaio presso il Campus di Monte Sant’Angelo, in occasione del workshop “Towards a National Quantum Internet Infrastructure”, che segna il passaggio dalla fase progettuale a quella operativa.

Con il termine testbed si indica un ambiente di sperimentazione reale: non una rete già operativa su scala nazionale, ma uno spazio in cui testare, validare e sviluppare tecnologie complesse prima di un loro possibile utilizzo futuro.

In questo caso, l’obiettivo è comprendere come potrebbero funzionare le reti di comunicazione basate sui principi della meccanica quantistica.

Un laboratorio aperto per università, ricerca e imprese

Il Quantum Internet Testbed è concepito come un laboratorio open, aperto alla collaborazione tra università, centri di ricerca, aziende e istituzioni.

L’infrastruttura nasce per ridurre la distanza tra ricerca accademica e applicazioni industriali, offrendo un ambiente condiviso in cui sperimentare soluzioni tecnologiche avanzate.

Questo approccio favorisce il trasferimento tecnologico, cioè il passaggio delle competenze e dei risultati scientifici dal laboratorio al mondo produttivo, con l’obiettivo di costruire un ecosistema nazionale delle tecnologie quantistiche.

Comunicazioni quantistiche: cosa significa davvero

Quando si parla di reti quantistiche, si fa riferimento a sistemi di comunicazione che sfruttano alcune proprietà della fisica quantistica, come l’entanglement.

In termini semplici, l’entanglement è una correlazione molto forte tra particelle che permette di collegare nodi di rete in modo diverso rispetto alle reti tradizionali.

Il testbed consente di studiare reti basate su entanglement e quantum repeaters, dispositivi progettati per estendere la comunicazione quantistica su lunghe distanze.

Uno degli obiettivi principali è far coesistere queste nuove tecnologie con il traffico dati classico, quello utilizzato quotidianamente per internet e le telecomunicazioni.

Sicurezza delle reti e protezione delle infrastrutture critiche

Uno dei temi centrali del progetto è la sicurezza delle comunicazioni. Il testbed è pensato per esplorare soluzioni di Quantum Key Distribution (QKD), ovvero sistemi per lo scambio di chiavi crittografiche che sfruttano le proprietà della fisica quantistica.

In pratica, queste tecnologie mirano ad aumentare il livello di protezione dei dati rispetto ai sistemi tradizionali.

La ricerca si concentra anche su soluzioni senza trusted nodes, riducendo i punti vulnerabili della rete e rafforzando la sicurezza delle infrastrutture critiche, tema di interesse strategico per il Paese.

Il ruolo della Federico II e del Quantum Internet research group

A guidare il progetto sono i professori Angela Sara Cacciapuoti e Marcello Caleffi, direttori del Quantum Internet research group della Federico II.

L’ateneo napoletano si conferma così come uno dei principali poli italiani nella ricerca sulle comunicazioni quantistiche.

La Federico II non ospita soltanto l’infrastruttura, ma contribuisce in modo attivo allo sviluppo scientifico e tecnologico del progetto, valorizzando competenze già presenti e formando nuove figure specializzate in un settore considerato strategico a livello internazionale.

Pnrr, Fondazione Restart e collaborazione pubblico-privato

Il Quantum Internet Testbed è realizzato grazie ai fondi del Pnrr e alla collaborazione con la Fondazione Restart.

Il progetto rappresenta un esempio di come gli investimenti pubblici possano tradursi in infrastrutture di ricerca concrete, capaci di generare valore nel medio e lungo periodo.

Il workshop di inaugurazione è anche un momento di confronto nazionale sulle architetture, le sfide aperte e le prospettive di sviluppo di una futura Quantum Internet italiana, con particolare attenzione al trasferimento industriale e alla sicurezza delle reti.

Le aziende coinvolte e il trasferimento tecnologico

All’iniziativa partecipano importanti attori del settore tecnologico e industriale, tra cui Tim, Leonardo, Thales Alenia Space e IBM, insieme a grandi gruppi internazionali come Airbus e Huawei e a startup innovative come Photon Technology Italy, Telsy, Think Quantum e QTI.

La presenza di questi soggetti evidenzia l’interesse industriale verso le tecnologie quantistiche e rafforza il ruolo del testbed come piattaforma condivisa di sperimentazione e sviluppo.

Sovranità tecnologica e autonomia strategica

Un altro tema centrale è quello della sovranità tecnologica, intesa come la capacità di un Paese di sviluppare e controllare tecnologie strategiche senza dipendere completamente da fornitori esterni.

Nel campo delle comunicazioni quantistiche, questo aspetto assume un rilievo particolare per la sicurezza nazionale e la tutela dei dati.

Alla giornata partecipano i vertici dell’Ateneo, insieme a rappresentanti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oltre a un videomessaggio del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti.

Perché il progetto è rilevante per l’Italia e per l’Europa

Il Quantum Internet Testbed della Federico II si inserisce in un contesto europeo in cui le tecnologie quantistiche sono considerate fondamentali per la competitività e la sicurezza future.

L’infrastruttura napoletana rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rete di competenze e sperimentazioni a livello continentale.

Conclusione

L’inaugurazione del Quantum Internet Testbed alla Federico II segna un passaggio significativo per il sistema della ricerca italiana.

Non si tratta di una rete quantistica già operativa, ma di un’infrastruttura di sperimentazione avanzata che mette in relazione università, industria e istituzioni su un terreno strategico.

Il progetto mostra come ricerca pubblica, investimenti mirati e collaborazione con il mondo produttivo possano contribuire allo sviluppo di tecnologie chiave per il futuro, rafforzando il ruolo dell’Italia nel panorama europeo delle comunicazioni avanzate.

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Pubblicato il: 23 gennaio 2026 alle ore 12:39