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Mensa universitaria a 1 euro in Francia: come funziona la nuova misura per tutti gli studenti e cosa cambia

Dal 4 maggio 2026 gli studenti universitari in Francia mangiano a 1 euro nelle mense Crous. Chi ne ha diritto e quanto costa allo Stato.

Indice: In breve | Come funziona il sistema Crous | Come accedere al pasto a 1 euro | I numeri e i costi del sistema | Il confronto con le mense universitarie in Italia | Errori comuni sulla misura | Domande frequenti

Dal 4 maggio 2026 tutti gli studenti universitari iscritti in Francia possono mangiare nelle mense Crous a 1 euro per pasto, indipendentemente dal reddito. La misura estende a tutta la popolazione studentesca una tariffa che fino ad aprile era riservata ai soli borsisti.

In breve

* Dal 4 maggio 2026 tutti gli studenti universitari in Francia accedono a un pasto nelle mense Crous a 1 euro, senza limiti di reddito.

* In precedenza la tariffa agevolata era riservata ai borsisti; chi non aveva borsa pagava 3,30 euro.

* Il costo reale è 8-9 euro per pasto: lo Stato copre la differenza.

* Per il 2026 stanziati 50 milioni di euro; per il 2027 il governo prevede 120 milioni.

* Beneficiano anche dottorandi, apprendisti universitari e giovani in servizio civile.

Come funziona il sistema Crous

Le mense universitarie francesi sono gestite dai Crous (Centres régionaux des œuvres universitaires et scolastiques), enti pubblici dipendenti dal ministero dell'Istruzione superiore. I Crous si occupano della ristorazione universitaria, degli alloggi studenteschi e delle borse di studio. Sul territorio francese operano circa 800 strutture di ristorazione, gestite da circa 7.500 dipendenti.

Fino ad aprile 2026 le mense Crous applicavano una tariffa differenziata: 1 euro per gli studenti borsisti o con redditi molto bassi, 3,30 euro per le fasce di reddito più alte e da li a salire. Dal 4 maggio 2026 la tariffa agevolata è stata estesa a tutta la popolazione studentesca universitaria, senza alcuna condizione reddituale. La misura è stata inclusa nella legge di bilancio 2026, approvata dal governo del primo ministro Sébastien Lecornu.

Come accedere al pasto a 1 euro

Per usufruire della tariffa uno studente deve essere regolarmente iscritto a un ateneo o a un istituto di istruzione superiore francese, avere un conto Izly attivo e presentarsi a una mensa gestita dai Crous. Non è richiesta alcuna documentazione reddituale.

1. Iscrizione a un ateneo francese: la carta universitaria è il documento base richiesto alla cassa della mensa. 2. Apertura di un conto Izly: il portafoglio digitale gratuito per i servizi studenteschi, attivabile tramite la guida ufficiale su etudiant.gouv.fr. 3. Accesso alla mensa Crous: il pasto comprende un piatto principale e fino a due portate aggiuntive tra antipasto, dessert, frutta o formaggio. 4. Nessun test di reddito: dal 4 maggio 2026 non è richiesta alcuna attestazione reddituale per accedere alla tariffa agevolata.

I numeri e i costi del sistema

Nel 2025 le mense Crous hanno servito oltre 44 milioni di pasti. Con l'estensione della tariffa a tutti gli studenti, il volume è destinato a crescere nel corso del 2026.

Il costo reale di un pasto è stimato tra gli 8 e i 9 euro. Con la tariffa fissata a 1 euro, lo Stato copre tra i 7 e gli 8 euro per ogni pasto servito. Per compensare le mancate entrate, il governo ha stanziato 50 milioni di euro per il 2026: una parte finanzia le mense per la differenza di costo, un'altra va all'assunzione di 204 nuovi dipendenti a tempo pieno e a investimenti in attrezzature. Per il 2027 il ministro dell'Istruzione superiore Philippe Baptiste ha annunciato uno stanziamento di 120 milioni di euro.

Il confronto con le mense universitarie in Italia

Il sistema italiano di ristorazione universitaria funziona con un meccanismo diverso: le mense sono gestite dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario (DSU o ERDISU a seconda della regione) e le tariffe sono calibrate sull'ISEE dello studente.

In Lazio, l'ente DiSCo - fasce di prezzo delle mense universitarie prevede per la prima fascia (ISEE universitario fino a 19.469 euro) un pasto completo a 2,50 euro, e per la seconda fascia (fino a 35.679 euro) un pasto a 3,30 euro. In Toscana il DSU ha aggiornato le tariffe: le fasce di reddito più alte (ISEE tra 75.000 e 100.000 euro) raggiungono i 7,50 euro per pasto completo.

La differenza strutturale tra i due sistemi riguarda il criterio di accesso: in Francia dal maggio 2026 il prezzo agevolato è universale e non richiede alcun test reddituale; in Italia il prezzo minimo resta ancorato all'ISEE. Uno studente con ISEE medio-alto paga in una mensa universitaria italiana cifre paragonabili a quelle che un non-borsista francese pagava prima della riforma.

Errori comuni sulla misura

Il governo paga direttamente gli studenti: non è così. Lo Stato non eroga denaro agli studenti ma trasferisce fondi ai Crous, che incassano 1 euro per pasto e ricevono un contributo pubblico per la differenza con il costo reale. Lo studente non riceve rimborsi né voucher.

La tariffa vale in tutti i punti ristoro del campus: la misura si applica esclusivamente alle mense gestite direttamente dai Crous. Bar universitari, mense convenzionate con operatori privati o altri punti di ristoro non gestiti dai Crous non rientrano nel programma.

Il pasto a 1 euro è una novità assoluta del 2026: il prezzo da 1 euro nelle mense Crous era già in vigore dal 2020, introdotto come misura emergenziale durante la pandemia per i borsisti. La novità del 4 maggio 2026 è l'estensione senza condizioni di reddito a tutta la popolazione studentesca universitaria.

Domande frequenti

Gli studenti Erasmus in Francia hanno diritto al pasto a 1 euro?

Sì. Gli studenti Erasmus regolarmente iscritti a un ateneo francese accedono alla stessa tariffa degli studenti nazionali. È sufficiente la carta universitaria dell'ateneo ospitante e un conto Izly attivo; non è richiesta alcuna documentazione aggiuntiva sul reddito.

Quante mense Crous ci sono in Francia?

I Crous gestiscono circa 800 strutture di ristorazione distribuite su tutto il territorio francese, presenti nelle principali città universitarie. Le sedi variano per dimensione e orari di apertura; alcune università dispongono di più punti Crous nello stesso campus.

Perché un pasto Crous costa realmente 8-9 euro se lo studente paga 1 euro?

Il costo di 8-9 euro include personale, materie prime, manutenzione delle strutture e gestione amministrativa. Lo Stato copre la differenza attraverso i fondi stanziati ai Crous (50 milioni nel 2026, 120 milioni previsti nel 2027). Lo studente paga la quota simbolica di 1 euro; il resto è a carico del bilancio pubblico.

L'Italia ha misure simili al pasto da 1 euro?

No. In Italia non esiste una tariffa universale da 1 euro per tutti gli studenti universitari. Il prezzo agevolato è ancorato all'ISEE e varia da circa 2,50 euro per le fasce di reddito più basse fino a oltre 7 euro per le fasce più alte, con differenze anche tra regione e regione.

Il sistema delle mense Crous offre un termine di confronto concreto per chi segue il dibattito sul diritto allo studio in Europa: una tariffa universale, finanziata interamente dallo Stato, elimina il meccanismo del test reddituale e rende l'accesso alla ristorazione uguale per tutti gli iscritti, indipendentemente dalla situazione economica familiare.

Pubblicato il: 13 maggio 2026 alle ore 07:51