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Medicina in inglese, i candidati stranieri più che raddoppiano in un anno

A Milano-Bicocca i candidati esteri più che raddoppiano, a Firenze 240 per 50 posti. L'offerta IMAT cresce del 54,6% ma la domanda estera corre.

A Milano-Bicocca e Bergamo i candidati stranieri al corso di Medicina in inglese sono passati da 162 a 345 in dodici mesi, un balzo del 113%. Gli italiani, nello stesso percorso, crescono solo del 9%.

A Firenze cinque candidati per posto, Bicocca-Bergamo cresce del 49%

Il 29 settembre 2026 si è svolta la prova IMAT, il test nazionale per l'ammissione ai corsi di Medicina e Chirurgia in lingua inglese delle università statali italiane. I primi conteggi mostrano una pressione selettiva molto alta nei nuovi corsi e nelle sedi più internazionali.

A Firenze il corso Medicine and Surgery debutta nell'anno accademico 2026/27 ed è il primo percorso in Toscana interamente in inglese. Alla Fortezza da Basso si sono presentati 240 candidati per 50 posti disponibili: 4,8 aspiranti medici per ogni posto, già al primo anno.

Il corso interateneo Milano-Bicocca/Bergamo, promosso con l'ASST Papa Giovanni XXIII, ha raccolto 627 candidati per il 2026/27 contro i 420 dell'anno scorso: 207 in più in dodici mesi, pari a un aumento del 49%. Nella sola sede di Milano i candidati passano da 302 a 374, con un incremento del 24%.

La crescita arriva soprattutto dall'estero

Il motore dell'aumento non è la domanda italiana. A Bicocca-Bergamo i candidati con cittadinanza non italiana passano da 162 a 345: 183 persone in più, un incremento del 113%. Gli italiani, nello stesso corso, salgono da 258 a 282, con una crescita del 9%. Sui 627 candidati complessivi, più della metà non ha passaporto italiano: un dato nuovo per un percorso promosso da due atenei pubblici lombardi.

Lo stesso spostamento si vede nelle sedi di esame. La prova per Bicocca-Bergamo è stata organizzata in 30 sedi: una a Milano e 29 all'estero. I candidati che hanno scelto di sostenere il test fuori dall'Italia sono passati da 118 a 253, +114% in un anno. Sono più che raddoppiati, e la crescita non si spiega con un'eccezione locale: si vede sia tra chi fa il test a Milano sia tra chi lo sostiene all'estero.

I numeri raccontano un cambio di bacino. Fino a pochi anni fa i corsi in lingua inglese servivano soprattutto a trattenere in Italia aspiranti medici che altrimenti si sarebbero spostati fuori. Oggi diventano un canale di ingresso per studenti internazionali che scelgono l'Italia come destinazione formativa. La selezione interna, a parità di posti, si fa più stretta: a Bicocca gli italiani crescono poco ma devono competere con un bacino straniero più che raddoppiato. Il profilo del candidato cambia e con lui, in prospettiva, il profilo dello studente che si siederà sui banchi dal prossimo autunno.

Il corso Bicocca-Bergamo nasce con una vocazione internazionale esplicita: la selezione si può sostenere in 29 Paesi oltre che a Milano, l'intera didattica è in inglese e parte dell'attività clinica si svolge all'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno dei più grandi ospedali italiani. Elementi che pesano per chi arriva dall'estero: formazione universitaria pubblica italiana, con sbocchi clinici reali, a un costo complessivo molto inferiore a quello di molti atenei anglosassoni.

Firenze, con 240 candidati per 50 posti al debutto, conferma la stessa tensione: in un corso nuovo, mai testato prima, la domanda è già quasi cinque volte i posti disponibili.

Un'offerta che cresce, ma la domanda estera corre di più

L'offerta nazionale di Medicina in inglese per il 2026/27 è stata ampliata in modo consistente. Secondo il Decreto ministeriale n. 1005 del 6 agosto 2026 i posti totali sono 3.792, contro i 2.452 dell'anno precedente: un aumento del 54,6%. Di questi, 2.430 sono riservati a candidati UE e non UE residenti in Italia, 1.362 a candidati non UE residenti all'estero.

La ripartizione tra atenei vede la Toscana entrare per la prima volta con il corso di Firenze, al fianco di sedi storiche come Bologna, Pavia e Milano-Bicocca. L'aumento è concentrato soprattutto sulle università statali, dove i posti riservati a UE e non UE residenti passano da 952 a 1.207, con un incremento del 26,8%.

Le candidature per Bicocca-Bergamo crescono però più velocemente dei posti: il +49% complessivo e il +114% dall'estero mostrano che l'incremento dell'offerta non assorbe la domanda, soprattutto nella componente internazionale.

Per chi punta a entrare nel 2026/27 i prossimi appuntamenti sono fissati: punteggi anonimi l'8 ottobre, risultati nominativi nell'area riservata del portale Universitaly il 19 ottobre, graduatoria nazionale il 26 ottobre. Da quella data partiranno gli scorrimenti e la copertura effettiva dei posti.

L'anno accademico 2027/28 dirà se l'ampliamento dei posti terrà il passo con una domanda che, almeno sui corsi in inglese, si sposta rapidamente dall'estero.

Pubblicato il: 1 ottobre 2026 alle ore 12:31