Papa Leone XIV ha visitato il 14 maggio 2026 l'Università Sapienza di Roma, incontrando in Aula Magna studenti, docenti, ricercatori e autorità civili. Vescovo di Roma da poco più di un anno, il Pontefice ha pronunciato un discorso articolato che ha toccato tre temi principali: il riarmo europeo, il malessere giovanile e il ruolo dell'università come spazio di dialogo e cura delle persone.
Il riarmo che depaupera l'educazione
Il passaggio più rilanciato riguarda le spese militari. Leone XIV ha dichiarato: Non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. La frase ha suscitato una standing ovation nell'Aula Magna. Il discorso è arrivato mentre diversi paesi europei aumentano le spese militari nel quadro del piano ReArm Europe. Il Papa ha esteso la critica alle intelligenze artificiali applicate ai conflitti, chiedendo vigilanza sullo sviluppo di armamenti automatizzati: ha citato Ucraina, Libano, Gaza e Iran come scenari della disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Leone XIV ha richiamato la Costituzione Italiana, il cui ripudio della guerra risuona con il grido mai più la guerra dei suoi predecessori, e ha invitato a correggere la semplificazione che costruisce nemici con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria.
Il corridoio umanitario da Gaza e il messaggio agli studenti
Leone XIV ha elogiato la convenzione firmata tra la Diocesi di Roma e la Sapienza per l'apertura di un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza, esempio concreto del ruolo civile dell'ateneo. La Sapienza si distingue, ha rilevato il Pontefice, per il proprio impegno in favore del diritto allo studio anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra.
Rivolgendosi agli studenti, Leone XIV ha respinto la riduzione della persona a parametri di prestazione: Noi siamo un desiderio, non un algoritmo! Ha descritto il malessere di molti giovani come il prodotto di un sistema distorto fondato su competitività esasperata e aspettative eccessive, che abbandona le persone a spirali di ansia. Ha invitato a essere artigiani di pace, richiamando la figura di Sant'Agostino, giovane inquieto che trasformò la propria passione per la bellezza e la sapienza senza lasciar nulla andare perduto. Il testo integrale del discorso è disponibile sul sito ufficiale della Santa Sede.
La Sapienza, fondata nel 1303 come Studio della Curia pontificia e oggi tra le maggiori università d'Europa, ha accolto il Pontefice con una folla di studenti e docenti nel Piazzale centrale dell'ateneo. Leone XIV ha concluso con un appello alla speranza: non rassegnarsi, trasformare l'inquietudine in profezia, costruire insieme un mondo più giusto.