L'Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato il 25 settembre 2026, alla Stanford University, i propri programmi di finanza personale e alfabetizzazione finanziaria. Il rettore Elena Beccalli è intervenuta alla 2026 Teaching personal finance conference, organizzata dalla Initiative for financial decision-making dell'ateneo californiano, per illustrare a docenti e ricercatori di uno dei principali poli internazionali di ricerca sul tema il modello formativo costruito dall'ateneo di Milano. L'intervento apre a un confronto diretto tra approcci europei e statunitensi all'educazione finanziaria universitaria e alla ricerca applicata sulle decisioni economiche delle famiglie.
I programmi presentati alla conferenza
Il piano illustrato a Stanford si articola su più livelli e platee. La Cattolica propone i Laboratori di finanza personale per studenti universitari non specialisti: corsi trasversali che introducono al risparmio, alla lettura di un bilancio familiare e alla gestione dei rischi assicurativi. Accanto agli studenti, l'ateneo ha attivato percorsi di formazione dedicati agli insegnanti delle scuole secondarie, così da estendere gli strumenti didattici direttamente in aula. Sono in fase di studio moduli per la scuola primaria, pensati per accompagnare i bambini alla gestione consapevole del denaro attraverso scelte quotidiane concrete. Alle persone vulnerabili è dedicato il progetto Iban, sviluppato con realtà associative milanesi e rivolto anche a migranti e famiglie a basso reddito: unisce alfabetizzazione finanziaria e apprendimento della lingua italiana. Nel piano rientra inoltre l'iniziativa Women in Finance, centrata sulla presenza femminile nel settore finanziario e sulla riduzione dei divari di genere nell'accesso alle carriere e ai prodotti di risparmio.
Il contesto europeo e il gap di competenze
L'impegno della Cattolica si colloca su una priorità che l'Unione europea ha ribadito nel 2025, definendo l'educazione finanziaria una competenza essenziale per la vita. Secondo l'Eurobarometro 2023 solo il 18% dei cittadini europei possiede un elevato livello di alfabetizzazione finanziaria: la maggioranza si colloca su livelli medi o bassi, con differenze marcate tra Paesi membri e tra fasce di reddito. Il divario tra la domanda europea di competenze e l'offerta formativa disponibile spiega la scelta di portare a Stanford, ateneo di riferimento per la ricerca sulla financial decision-making, un modello che parte dagli studenti non specialisti e arriva alle fasce più fragili della popolazione adulta. Beccalli ha collegato la finanza personale a resilienza e inclusione sociale, richiamando l'idea che le competenze economiche non siano appannaggio dei soli specialisti ma servano nella vita quotidiana di famiglie e lavoratori.
Per la scuola italiana la ricaduta è concreta: i corsi di formazione per docenti della secondaria e i moduli in preparazione per la primaria sono il canale attraverso cui l'iniziativa universitaria può tradursi in pratica d'aula. La finestra operativa si aprirà nei prossimi anni scolastici, in parallelo con l'evoluzione del quadro europeo sull'educazione finanziaria e con l'estensione dei progetti dedicati agli adulti in condizione di vulnerabilità economica.