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Dal 2027 corsi su AI, employability ed etica obbligatori in Bangladesh

Dal gennaio 2027 tre corsi obbligatori su AI, employability ed etica negli atenei del Bangladesh. In Italia +18,6% di occupabilità con 5 skill digitali.

Dal gennaio 2027 tutte le università del Bangladesh introducono tre corsi obbligatori per gli studenti: information technology con intelligenza artificiale, competenze per il mercato del lavoro ed etica professionale. L'annuncio è stato dato dalla University Grants Commission (UGC) ed è inserito nell'Higher Education Acceleration and Transformation Project, il piano nazionale per allineare la laurea alle richieste delle imprese.

Cosa prevede il piano del Bangladesh

I tre moduli non sostituiscono gli insegnamenti disciplinari ma li affiancano in tutti gli atenei pubblici e privati riconosciuti dalla UGC. Il membro UGC Abdullah-Al-Mamun ha illustrato la scelta a Rangpur, alla Begum Rokeya University, durante un incontro dedicato al rapporto fra accademia e industria dal titolo 'Bridging Academia and Industry for Sustainable Development'. Il focus sarà su preparazione al colloquio, comunicazione, comportamento professionale e padronanza degli strumenti digitali, aree che la stessa commissione aveva identificato come più carenti nel passaggio università-lavoro.

Il nodo delle competenze digitali vale anche per l'Italia

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali della laurea misura con precisione quanto le competenze digitali spostino la bilancia dell'occupabilità italiana. L'indagine ha coinvolto quasi 700 mila laureati di primo e secondo livello di 81 atenei italiani. A parità di ogni altra condizione, chi conosce almeno cinque strumenti informatici ha il 18,6% di probabilità in più di essere occupato a un anno dalla laurea rispetto a chi ne conosce al massimo due. I laureati del gruppo informatica e tecnologie ICT sono tra i più favoriti nel modello di regressione logistica, insieme a ingegneria industriale e dell'informazione e all'area medico-sanitaria. Nel complesso il tasso di occupazione a cinque anni dalla laurea per il secondo livello è salito al 94,4%, il valore più alto osservato in circa quindici anni di indagini, mentre il tasso di disoccupazione a cinque anni scende al 2,6%.

Nello stesso modello statistico il divario territoriale resta la variabile più forte: i laureati che studiano in un ateneo del Nord hanno il 55,9% di probabilità in più di essere occupati rispetto a chi studia nel Mezzogiorno, e chi risiede al Nord il 34,8% in più. Un gap che nessun corso trasversale, da solo, può colmare.

In Italia nessuna norma obbliga gli atenei a inserire moduli trasversali di intelligenza artificiale o soft skill nel piano di studi: dove esistono, nascono da iniziative dei singoli dipartimenti o da progetti finanziati con il PNRR. Chi vuole arrivare alla laurea con quelle competenze deve costruirsele per conto proprio, iscrivendosi a corsi online, laboratori extracurriculari o esperienze all'estero. Lo studio all'estero riconosciuto dal corso vale, da solo, il 9,4% di probabilità in più di trovare lavoro un anno dopo il titolo; aver lavorato in modo continuativo durante gli studi raddoppia la probabilità di essere occupati rispetto a chi arriva alla laurea senza alcuna esperienza professionale.

Pubblicato il: 11 ottobre 2026 alle ore 15:21