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Bernini: polo universitario al confine con la Palestina

Il ministro Bernini annuncia a Pisa un polo per studenti palestinesi al confine con la Palestina o in Giordania. In Italia già 270 giovani da Gaza.

Il ministro dell'Università e della ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato il 6 ottobre a Pisa la volontà di creare un polo universitario per studenti palestinesi al confine con la Palestina o in Giordania. L'obiettivo dichiarato è sostenere l'offerta formativa degli atenei di Gaza, oggi in difficoltà a garantire corsi completi dopo due anni di guerra. L'annuncio è arrivato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, durante la cerimonia di conferimento del dottorato honoris causa in diritti umani al patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, che a margine ha parlato di una fase «di non pace e di non guerra» nell'area.

Il piano per il polo universitario

Il progetto prevede un insediamento al confine con la Palestina o in territorio giordano, pensato come snodo per gli atenei palestinesi e come punto di appoggio per i giovani che restano nella regione. Secondo Bernini, l'iniziativa sarà sviluppata insieme ai rettori italiani e alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, con cui il MUR collabora già sui corsi in inglese destinati ai ragazzi arrivati in Italia. «Vorremmo aiutare i rettori delle università palestinesi, che in questo momento hanno difficoltà a offrire un'offerta in grado di essere completa», ha spiegato la ministra, precisando che la struttura dovrebbe fornire sia didattica sia una base residenziale per gli studenti che non intendono spostarsi.

Non sono stati resi noti tempi, costi, sede specifica né forma giuridica del nuovo insediamento. Resta anche da chiarire se il polo accoglierà solo cittadini palestinesi o se sarà aperto a giovani di altri Paesi dell'area, e in che misura verranno coinvolti gli atenei italiani che già ospitano iscritti dalla Striscia. L'ipotesi giordana si lega al ruolo di Amman come principale canale di uscita per chi lascia Gaza.

270 ragazzi già arrivati da Gaza

Secondo quanto riferito dalla ministra, il MUR ha portato in Italia 270 studenti provenienti dalla Striscia di Gaza. L'uscita dall'enclave è stata possibile solo grazie a un trasferimento diretto ad Amman, in Giordania, dove la ministra si è recata di persona per ottenere il rilascio dei giovani. «Altrimenti non li avrebbero fatti uscire», ha dichiarato Bernini. I 270 frequentano corsi in inglese presso diverse università italiane. L'obiettivo del dicastero, ha precisato, non è «svuotare la Striscia di Gaza» ma formare personale che possa rientrare: diversi ragazzi hanno dichiarato di voler esercitare la professione medica nelle proprie città una volta concluso il percorso di studio.

Alla stessa cerimonia il cardinale Pizzaballa ha definito Gaza una comunità da ricostruire «non soltanto nelle infrastrutture» ma anche nel tessuto sociale, invitando a uno sguardo interdisciplinare sulla pace. Il patriarca ha ricordato che il 7 ottobre 2023 ha segnato uno spartiacque per Israele e per i palestinesi, e che la regione resta oggi attraversata da «ancora tantissima violenza». Il MUR non ha fissato un calendario per il nuovo polo, né specificato le fonti di finanziamento previste.

Pubblicato il: 6 ottobre 2026 alle ore 10:35